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Serie A

Dal Milan alla Juventus: la crescita di Allegri

08:00 CEST 30/03/18
Massimiliano Allegri Juventus Tottenham
L'allenatore livornese già al Milan aveva conosciuto il verbo vincere. Ma alla Juventus è diventato uno degli allenatori più apprezzati d'Europa.

Non solo un grande allenatore, ma anche un ottimo comunicatore. Massimiliano Allegri, da quando siede sulla panchina della Vecchia Signora, ha ampliato gli orizzonti. Un abile stratega, per nulla legato ai dogmi tattici, perfettamente in stile Juve. Posato, mai banale e redditizio.

Da quelle parti, storicamente, il motto è uno solo: vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta. Farlo con garbo, però, impreziosisce ulteriormente il quadro. E l’allenatore livornese, pur avendo avuto successo anche al Milan con cui ha ottenuto campionato e Supercoppa Italiana, a Torino ha effettuato il vero salto di qualità.

Non a caso, meritatamente, è diventato l’allenatore più pagato della serie A: circa 7 milioni netti a stagione. D’altronde, il bottino rimediato sotto la Mole parla da sé: 3 scudetti, 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e 2 finali di Champions League (perse). E il bello, forse, deve ancora venire. La Juventus, tanto per cambiare, è nuovamente in corsa in tutte le competizioni. E domani sera, affrontando il suo passato, Max cercherà di consolidare il primato in classifica, provando così a respingere il pressing asfissiante del Napoli.

Voluto fortemente dall'ex ad rossonero, Adriano Galliani, Allegri a Milanello ha trascorso quattro anni e mezzo. Gioie e dolori. Il tutto, ed è giusto ricordarlo, assistendo a una lenta ma inesorabile regressione del livello qualitativo della storia. Vedi, appunto, le cessioni di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva al Paris Saint Germain. Eppure, dovendo ottimizzare le risorse a disposizione, l'allenatore livornese ha sempre prodigato ottimismo e capacità, salvo arrendersi al poker targato Domenico Berardi – in occasione della disfatta di Reggio Emilia – che ha portato proprio all'esonero del mister toscano.

Un duro colpo metabolizzato magistralmente. Perché Allegri è fatto così, non si piange mai addosso, dote più unica che rara per un uomo di campo. E nel gioco della vita, pur perdendo un assoluto punto di riferimento come Antonio Conte, la Juventus s'è ritrovata tra le mani un diamante inestimabile.

Allegri, fin dal suo primo giorno sotto la Mole, non ha sbagliato una mossa. Prima viaggiando all'insegna della contianità. Successivamente, intelligentemente, apportando un modus operandi che specialmente in Europa s'è rivelato lungimirante. Insomma, Max in bianconero è diventato grande. E ora le sirene estere iniziano a diventare assordanti. Già nelle puntate precedenti, infatti, diversi club che vanno per la maggiore a livello internazionale hanno provato a strappare Max dalle grinfie bianconere.

Ma il muro eretto dalla dirigenza juventina, spalleggiato dalla volontà del diretto interessato, ha fatto in modo che ciò non accadesse. Sennonché, a stretto giro di posta Madama dovrà profondere un'altra prova di forza, in quanto gli estimatori tra Premier League, Ligue 1 e Bundesliga non mancano.