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Eden HazardGetty

Tra cibo e infortuni: la partenza a rilento di Eden Hazard al Real Madrid

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Fino a giugno, la competizione nella famiglia Hazard di fatto non esisteva: Eden era la star, Thorgan il fratellino ambizioso, Kylian semplicemente il terzo. Poi, in estate, i due fratelli maggiori hanno cambiato squadra. Eden ha lasciato il Chelsea per accasarsi al RealMadrid, Thorgan è passato da un Borussia all'altro, dal Gladbach al Dortmund. A quasi un anno di distanza, si può dire che per ora il trasferimento di successo sia stato quello del fratellino ambizioso, già da subito coinvolto nella nuova realtà. Mentre Eden da pretendente al Pallone d'Oro si è trasformato nel giro di pochi mesi in una sorta di ogetto misterioso.

Secondo l'opinione pubblica e soprattutto nella testa dei dirigenti del Real Madrid, Hazard doveva essere idealmente l'erede di Cristiano Ronaldo, quel trascinatore che lo scorso anno era mancato ai Merengues, crollati su tutti i fronti possibili con Lopetegui e con Solari, prima di affidarsi nuovamente a Zidane. L'ex Chelsea ricevette anche l'investitura 'ufficiale' con l'assegnazione della maglia numero 7, quella che l'anno precedente era finita sulle spalle di MarianoDiaz. Era stato accolto da decine di migliaia di tifosi al Bernabéu (solo Ronaldo ne aveva di più).

“Giocare qui è un sogno che si realizza, sono un tifoso del Real Madrid da quando ero bambino e farò di tutto per avere successo qui”.

Eden Hazard Real MadridGetty Images

Eppure, il bilancio dopo quasi 12 mesi è impietoso: 15 presenze, un solo goal. In casa contro il Granada. Non ciò che ci si poteva aspettare dal belga. Le prime perplessità su Hazard, in realtà, erano sorte già in estate, quando si era presentato nel ritiro del Real Madrid con qualche chilo di troppo dopo le vacanze (cinque, a suo dire). Un dettaglio che non è passato inosservato e ha fatto discutere. Anche il diretto interessato ha ammesso di non aver resistito alle tentazioni del cibo.

"Non posso nasconderlo, avevo messo su cinque chili. Ingrasso molto velocemente e poi, se faccio attenzione, perdo peso con la stessa facilità. In estate sono salito a 80 chili, ma sono tornato in forma 10 giorni dopo".

In molti hanno letto nell'accaduto una mancanza di professionalità e rivolto qualche critica a colui che doveva essere il simbolo della rinascita del Real Madrid. Sul fatto che i Blancos siano effettivamente rinati ci sono ancora dubbi, visto che alcuni spiragli lasciano sensazioni positive, mentre su Hazard meno: ha deluso ogni aspettativa. Anche se la fortuna non è mai stata realmente dalla sua parte. Le sole 15 partite disputate non sono state una questione di scelte di Zizou, ma di disponibilità dell'ex Chelsea e Lille, che ha dovuto attraversare tre infortuni diversi in tre momenti delicati dell'anno.

Zinedine Zidane Eden Hazard Real MadridGetty Images

Il primo problema, alla coscia, lo ha costretto ad iniziare la stagione in ritardo rispetto ai compagni. Ha debuttato da titolare contro il PSG in Champions League il 18 settembre, in una notte infausta per il Madrid, sconfitto 3-0. Poi a novembre un problema al piede lo ha tenuto fermo quasi tre mesi. Al rientro, due partite e altro stop per una microfrattura al perone. Di fatto, una stagione di infortuni, intervallata da 14 presenze da titolare (sostituito per 10 volte) e solo una da subentrato. Senza mai lasciare il segno. Del fuoriclasse da quasi 200 tra goal e assist in sette anni con il Chelsea, neanche l'ombra.

L'ex compagno Blues Obi Mikel lo ha defiinito pigro per come si allenava a Londra, ma il campo dava altri verdetti. Ovvero che il belga fosse uno dei migliori calciatori al mondo. Almeno finché ha indossato la 7 del Real Madrid ed è entrato nel tunnel di quella che, visti gli inizi, si potrebbe definire sindrome da post Cristiano Ronaldo. Il Real sta provando a uscirne attaccandosi ai veterani Sergio Ramos e Benzema e ai giovani Valverde, Rodrygo, Vinicius e Reinier. Le chances di titolo nel testa a testa con il Barcellona, però, dipenderanno anche da Eden Hazard e dalle sue condizioni fisiche. L'ultimo mese a Valdebebas lascia ben sperare.

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