Chiellini-Roma: tra matrimonio mancato e un Viareggio

Giorgio Chiellini - Juventus
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Giorgio Chiellini è una bandiera della Juventus, ma prima di approdare a Torino fu per metà della Roma. Con i capitolini giocò anche un Viareggio.

Oltre cinquecento presenze con la maglia bianconera addosso distribuite in quindici stagioni, le ultime due delle quali da capitano, otto Scudetti vinti, ai quali vanno aggiunte quattro Supercoppe Italiane, quattro Coppe Italia, oltre che un campionato di Serie B.

Immaginare oggi Giorgio Chiellini con una divisa che sia diversa da quella della Juventus è un esercizio complicato, ma c’è stato un momento della sua carriera nella quale Torino è stata più lontana che mai, mentre ad attenderlo all’orizzonte c’era un’avventura con un’altra delle grandi del calcio italiano: la Roma.

Corre l’anno 2003 e colui che poi si sarebbe guadagnato di diritto l’ingresso nel club delle grandi bandiere della Juve, nonostante i 19 anni da poco compiuti, si è già fatto un’ottima reputazione. Se l’è costruita al Livorno, club della città nella quale è cresciuto e che per primo ha puntato su di lui. Entra nel settore giovanile della società labronica nel 1997, dopo che da bambino era sembrato propendere maggiormente per il basket, e dopo aver esordito tra i professionisti a soli 16 anni in C1, in breve tempo diventa uno dei pilastri di una squadra che nel 2004 sarà in grado di guadagnarsi una storica promozione in Serie A attesa da 55 anni grazie anche ai goal di una coppia rimasta nella storia degli amaranto: quella composta da Protti e Lucarelli.

E’ quello in realtà un Chiellini molto diverso da quello che conosciamo oggi. Nel 2003 infatti non è ancora l’implacabile difensore centrale che con Barzagli e Bonucci è andato poi a comporre uno dei terzetti difensivi più forti della storia del calcio italiano, ma è un terzino sinistro capace di spingere per 90’ e di trovare anche con frequenza la via della rete.

La Roma si accorge di quel diamante grezzo cresciuto grazie anche al lavoro di Roberto Donadoni e Walter Mazzarri e nel 2003 decide, anticipando anche una nutrita concorrenza, di acquistare la metà del suo cartellino. A volerlo nella capitale non è un allenatore qualunque: è quello stesso Fabio Capello che poi ritroverà alla Juventus a spingere per il suo acquisto.

Chiellini farà anche in tempo ad indossare la maglia giallorossa in un Torneo di Viareggio e a scendere in campo al fianco di compagni di squadra come Curci, Scurto, De Rossi e Corvia, ma la sua avventura alla Roma è destinata a durare poco. Il club capitolino è infatti alle prese con il caso Mexes, ovvero una diatriba che condizionerà per mesi il suo mercato e che si protrarrà fino al TAS e ad approfittare della situazione che si è venuta a creare è la Juventus.

Chiellini Edin Dzeko Juventus Roma

Lo stesso Chiellini anni dopo ha ricordato in un’intervista a JTV quella vicenda che ha rappresentato un vero e proprio ‘sliding doors ’ per la sua carriera.

“Ero in comproprietà con la Roma e l’ultimo giorno di mercato il presidente del Livorno Spinelli mi chiamò dicendomi che c’erano dei problemi e dovevo raggiungerlo a Milano. Mi disse: ‘Ti vendo ad una delle migliori squadre d’Italia, ma mi devi promettere che accetterai qualsiasi cosa.

Arrivo nell’hotel a Milano, ci sono i dirigenti della Roma abbastanza arrabbiati. Mi chiudono in una stanza, si apre la doppia porta e trovo Moggi, Giraudo e Bottega. In quel momento ho capito che sarei andato alla Juve”.

Il Livorno, alle cui spalle c'è ovviamente la Juve, nel giugno del 2004 vincerà alle buste la seconda parte del cartellino di Chiellini grazie ad un’offerta di 3 milioni di euro, nonostante ci fosse già un accordo formale con Sensi per il trasferimento a titolo definitivo del ragazzo in cambio di giocatori che sarebbero poi sbarcati in Toscana nel corso della successiva sessione invernale di calciomercato.

Il resto è storia. La Juventus, dopo essersi assicurata uno dei difensori italiani in prospettiva più forti in assoluto, lo gira in prestito alla Fiorentina per consentirgli di ‘farsi le ossa’ tra i grandi. La stagione in viola scivola via tra tante prestazioni di spessore (sempre da terzino), tre goal (uno dei quali proprio contro la Juve) e l’ingresso nel giro della Nazionale maggiore allenata da Marcello Lippi.

Chiellini ha solo 20 anni e non sa probabilmente che ad attenderlo c’è un posto tra i grandissimi della storia della Juve e del calcio italiano.

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