Sebbene sia partito destinazione Parma, i tifosi del Bayern Monaco saranno sempre grati a Joshua Zirkzee. In fondo nello storico Treble ottenuto lo scorso anno, la sua impronta è forte. Nonostante all’inizio fosse visto soltanto un ragazzino della seconda squadra che veniva aggregato ai grandi per fare numero.
Oggi invece il classe 2001 si è costruito una reputazione, quella di giovane talento in rampa di lancio anche a livello internazionale, che si è piazzato al 22esimo posto nella classifica NxGn 2020. Grazie ai suoi goal con la prima squadra. Pochi, sì, ma tremendamente pesanti. Ve l’abbiamo detto: sul trionfo in Bundesliga della scorsa stagione c’è tanto di lui.
CHI È JOSHUA ZIRKZEE, IL TALENTO DEL BAYERN
Nato e cresciuto nei Paesi Bassi, il nome di Joshua Zirkzee ha iniziato presto a circolare per l’Olanda. Talento, fisico fuori dal normale per i ragazzi della sua età, tecnica. Goal. Tanti. Si impone nel Den Haag, lo acquista il Feyenoord. Dura solo un anno, perché arriva il Bayern Monaco. A 16 anni sbarca in Baviera, con l’Under 17 viaggia quasi ad una doppia doppia di media tra goal e assist. Arriva fino alla finale del campionato nazionale, dove perde contro il Borussia Dortmund del super talento Youssoufa Moukoko. Segna e viene anche espulso per un alterco con un avversario.
Getty ImagesNel corso della stagione fa anche l’esordio con l’Under 19. Inizia la stagione 2018/19 nell’ultima categoria del settore giovanile, ma ben presto viene nuovamente promosso nella seconda squadra, con cui conquista la promozione dalla quarta serie in 3.Liga. Nel frattempo gioca in Youth League, dove segna quasi un goal a partita di media. La stagione 2019/20 la comincia stando in pianta stabile con la seconda squadra, ma la chiamata tra i grandi è solo una questione di tempo. Non di certo una novità, visto che già nelle amichevoli estive aveva accumulato minuti insieme ai grandi.
A dicembre, complici gli infortuni che avevano falcidiato la rosa del Bayern, Hansi Flick lo ha promosso in prima squadra. Già a settembre si era meritato una prima panchina con Kovac e anche il rinnovo di contratto, stavolta da professionista, a 18 anni compiuti. Alla terza convocazione assoluta in Bundesliga, il 18 dicembre 2019, l’esordio. All’89’. Sull’ostico campo del Friburgo. Con la partita sull’1-1 e con l’obbligo per i bavaresi di vincere per sfruttare il passo falso del Lipsia capolista contro il Dortmund, per non rimanere a -6 e rimettere pressione. Primo pallone toccato, palla vagante in area dopo il tocco di Gnabry, goal. Talismano. 1-2 e Friburgo in ginocchio. Scene di giubilo. E pensare che è solo l’inizio. Tre giorni dopo, Bayern-Wolfsburg. 0-0 finché non entra il ragazzino, di nuovo al primo pallone toccato in area batte Casteels e fa 1-0. Due tiri, due goal, nel giro di neanche dieci minuti.
Flick non vuole sbilanciarsi, preferisce tenerlo in panchina e utilizzarlo in caso di necessità, ma in cuor suo sa di aver trovato un vice Lewandowski. E si dimostra tale quando gioca titolare contro l’Hoffenheim a inizio marzo. Primo pallone toccato in area, spalle alla porta, primo goal. Tre goal nell’arco di 25 minuti. Più un impatto decisivo nella sfida al Paderborn della settimana prima: entra sul 2-2, un minuto dopo Lewa fa 3-2. A quel punto il sorpasso in testa è stato completato. E poi è arrivato anche il suo quarto centro stagionale, contro il Gladbach. Bilancio finale in stagione con la prima squadra: 4 goal in 311 minuti. Altro che ragazzino. Tutti sorpresi, tranne Sebastian Hoeneß, il suo allenatore nella seconda squadra del Bayern l'anno scorso, che a Goal e Spox lo aveva elogiato.
"È sicuramente un tipo di attaccante che nel calcio moderno non è semplice trovare. È alto e possente, ma è abile nei movimenti. È anche ambidestro ed è forte nell'uno contro uno".
E pensare che con la seconda squadra, nella stessa stagione, si è limitato a due centri in tutto l’arco del campionato di 3.Liga, che peraltro ha pure vinto. Attenuante: ha spesso giocato da seconda punta, quasi rifinitore. Non proprio congeniale a uno di 193 cm che ha tecnica, sì, ma di certo non tale da essere incisivo fuori area. Il suo terreno di caccia è negli ultimi 16 metri.
Spazio, fiducia ed effetto sorpresa. Quello che forse a Monaco pensavano di aver perso. La sua stagione 2020/21 è stata nell’ombra: spesso fuori dai convocati, più un periodo di quarantena. Titolare contro l’Hoffenheim, poi qualche scampolo di gara, prima di finire come terza scelta nel ruolo. In attesa di poter partire a gennaio.
PERCHÉ IL BAYERN MONACO CEDE JOSHUA ZIRKZEE AL PARMA?
Joshua Zirkzee ha sentito calare la fiducia nei suoi confronti quando il 5 ottobre 2020 è arrivato a Monaco Eric-Maxim Choupo-Moting per occupare la casella nella rosa di vice Lewandowski. Quel ruolo che sembrava essere cucito perfettamente addosso al classe 2001, che aveva anche ripagato con goal pesanti e decisivi. Secondo i media tedeschi, Zirkzee avrebbe voluto lasciare subito Monaco, per poter continuare a giocare e continuare nel suo percorso di crescita, iniziato col botto. Alla fine ha dovuto aspettare gennaio, tra problemi fisici, squalifiche ed esclusioni per natura tecnica.
All’inizio di gennaio il talento olandese era molto richiesto in Bundesliga. Sembrava esserci un accordo con l’Eintracht Francoforte, c’era anche l’interesse del Colonia. Un contrasto involontario ma duro con il portiere del Monaco 1860 nel derby di 3.Liga con la seconda squadra gli è costato un cartellino rosso e tre turni di squalifica. Nel frattempo, a Francoforte è arrivato Jovic, il Colonia ha cambiato rotta e chiuso per Dennis dal Brugge.
Zirkzee è rimasto un’occasione di mercato da sfruttare. Prima di tutti ci è arrivato il Parma. Che ora ha tra le mani un talento. E forse un talismano. Il Bayern ha voluto cautelarsi concedendo sì un diritto di riscatto, ma una cifra importante. Anche perché, secondo ‘Sport 1’, i bavaresi per l’estate avranno un budget destinato al mercato più ‘povero’, tra i 50 e gli 80 milioni di euro, per fare mercato. Il sacrifico dell’olandese potrebbe non essere vano. Di certo, potrebbe essere un rimpianto.




