Chi è Lorenzo Colombo, il gioiello del Milan con il goal nel sangue

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Lorenzo Colombo
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Pezzi pregiati del vivaio del Milan, Lorenzo Colombo ha fatto il suo esordio in prima squadra contro la Juve. E poi ha rinnovato fino al 2024.

Se esordisci a 18 anni con la maglia del Milan prima in una partita importante come una semifinale di Coppa Italia, contro un avversario fortissimo come la Juventus di Cristiano Ronaldo e su un campo solitamente quasi inespugnabile come quello dello Stadium e qualche settimana dopo pure in Serie A a 'San Siro' contro il Bologna, allora ci sono le possibilità che il ‘dio del calcio’ abbia riservato per te qualità fuori dal comune e anche un futuro radioso. E pure il club rossonero, con tanto di rinnovo del contratto, lo ha capito pienamente.

Lorenzo Colombo ha visto realizzarsi venerdì 12 giugno quello che era uno dei suoi primi sogni e pazienza se il risultato finale non è stato propriamente di quelli positivi. Nella notte nella quale il calcio italiano si è messo alle spalle il momento più difficile della sua storia recente ed è tornato a far sognare milioni di tifosi, il nuovo gioiello rossonero si è affacciato per la prima volta tra i ‘grandi’ e la sensazione è che abbia tutte le carte in regola per ripresentarsi presto sui palcoscenici più importanti.

A dare un certo sentore non sono stati in realtà i tredici minuti giocati a Torino, ma il percorso che l’ha portato ad essere tra i protagonisti di una serata che, comunque sia andata, è già entrata di diritto tra quelle storiche. Subentrato all’82’ a Paquetà per dare peso ad un attacco privo dell’infortunato Ibrahimovic, ma anche di quel Rebic che al 17’ è stato espulso a causa di una terrificante entrata su Danilo, Colombo in tutto ha toccato due palloni, uno dei quali persi, e non è riuscito a cambiare le sorti di una gara che ha regalato ai bianconeri il pass per la finale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Il suo esordio con la prima squadra del Milan è arrivato però al culmine di un’annata nella quale ha dovuto fare affidamento non solo sulle sue qualità indiscusse, ma anche su quella forza d’animo alla quale generalmente i calciatori sono chiamati a ricorrere solo in una fase più avanzata della carriera.

Quella di Colombo è stata infatti una stagione contraddistinta dai goal (moltissimi) ma anche dalla sfortuna. Pezzo pregiato della Primavera di Giunti, da settembre al 25 gennaio ha giocato una sola partita, il 19 ottobre, tra l’altro conclusa con una doppietta all’attivo contro i ragazzi della Cremonese. Nel frattempo qualche problema fisico e poi il primo vero infortunio della sua giovane avventura da giocatore, l’hanno costretto a mordere il freno e ad assistere alle gesta dei compagni solo da semplice spettatore.

A partire da inizio ottobre, una frattura da stress al quinto metatarso del piede destro gli ha imposto prima un intervento chirurgico, poi la rinuncia ai Mondiali U17 e tre mesi di stop. Tutte circostanze che avrebbero potuto abbattere in molti, ma che hanno invece contribuito a renderlo più forte. I numeri d’altronde parlano chiaro: dopo il suo ritorno in campo ha realizzato nel campionato Primavera 2 qualcosa come 7 reti in appena 5 partite, il tutto per un bottino complessivo nel torneo di 9 goal in 6 gare.

Numeri che hanno convinto il Milan a puntare forte su Colombo anche per il futuro: il giovanissimo attaccante ha infatti firmato il rinnovo del proprio contratto fino al 30 giugno del 2024, legandosi dunque ai rossoneri a breve termine. In attesa di conquistarsi uno spazio anche con i grandi, dopo le belle prove nella Primavera. Spazio che la positivà al coronavirus di Ibrahimovic e la squalifica di Rebic gli hanno regalato nel preliminare di Europa League contro il Bodo-Glimt.

Nato a Vimercate l’8 marzo 2002, Colombo è uno di quei giocatori che il fiuto per la rete l’ha nel sangue. Dotato di un fisico imponente (183 cm di altezza) è uno di quei bomber che ha nell’area di rigore il suo habitat naturale. Mancino, sa abbinare alla forza quelle qualità che l’hanno portato ad emergere su tutti già da bambino, quando oltre ad essersi guadagnato l’accesso nel settore giovanile rossonero, si è preso anche le attenzioni di molti trovando le sue prime ‘gioie internazionali’ contro i ragazzi di formazioni importantissime come quelle di Real Madrid e Barcellona.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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La sfortuna gli ha negato un Mondiale U17 che avrebbe meritato di giocare da protagonista, ma anche in azzurro il giovane attaccante rossonero ha già mostrato di che pasta è fatto. Per due volte, proprio con l’U17, si è spinto fino alla finale dei Campionati Europei e per due volte si è dovuto arrendere nell'ultimo atto all’Olanda, ma si è anche tolto la soddisfazione di realizzare una doppietta in 45’ nella sua ultima sfida contro gli Oranje.

I goal li ha sempre fatti, sfruttando le movenze e le caratteristiche dei bomber vecchio stampo, e con ogni probabilità continuerà a farne tanti anche in futuro. Contro il Bodo/Glimt nei preliminari di Europa League è arrivato il primo goal europeo con la maglia rossonera: il modo perfetto di iniziare una stagione che potrebbe vederlo protagonista.

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