Bendtner e la grande illusione: la '10' di Del Piero

Niklas Bendtner Juventus 2012
Tra leggende e realtà, il centravanti danese con la casacca bianconera ha vissuto un'esperienza effimera ma intensa.

Ci sono personaggi particolari. E ci sono personaggi davvero particolari. Nicklas Bendtner, indubbiamente, appartiene alla seconda categoria. Per originalità e potenzialità, non sfociate in una carriera che sarebbe potuta andare ben oltre l'ordinaria amministrazione.

Con il tempo, invece, il centravanti danese si è limitato a vivacchiare qua e là. Toccando il cielo con un dito, però, vestendo due casacche: quella dell'Arsenal e quella della Juventus. Periodi opposti, con l'Inghilterra a cullare il sogno di un potenziale predestinato. E con l'Italia a tentare una scommessa, rimasta tale complice un brutto stop fisico.

Tuttavia, seppur tra alti e bassi, la carriera non mente: una Coppa d'Inghilterra - tra gli altri trofei - e uno Scudetto. Vinto nella stagione 2012-2013, con tanto di casacca numero 17 alla corte della Vecchia Signora. Sebbene la leggenda, ma mica troppo, avrebbe voluto che l'attaccante di Copenaghen chiedesse a gran voce la mitica numero 10.

Maglia pesante, lasciata vacante da un certo Alex Del Piero e ereditata successivamente da Carlos Tevez. Insomma, un'ambizione all'insegna della massima personalità, rimasta al palo in favore di un pragmatismo sabaudo.

L'esperienza di Bendtner all'ombra della Mole, comunque, non si è rivelata delle più entusiasmanti. In numeri: 11 presenze e 0 goal. In definitiva, esistono attaccanti più prolifici. Eppure, nonostante un ruolino di marcia tutto fuorché esaltante, il danese in casa bianconera ha lasciato un ricordo allegro.

Sarà stata l'eleganza con cui si è presentato nel capoluogo piemontese per apporre la firma sul contratto. Sarà stato il saluto con una stretta di mano, in occasione della cerimonia scudetto, a due hostess sulla passerella d'onore.

Un'avventura, a distanza di tempo, ricordata così dal diretto interessato alla 'Bild':

"Ero arrivato a Torino in prestito e le cose andavano bene, giocavo con regolarità ed ero in perfetta forma. Poi è arrivato un infortunio e ho perso sei mesi. Poi con la squadra abbiamo vinto il campionato. Mi sarebbe piaciuto rimanere, ma l'Arsenal ha deciso di riportarmi alla base. Sono tornato a Londra, ma lì ho perso un anno. E' questa la cosa che mi infastidisce di più".

Verità. Sul più bello, e con Antonio Conte a lavorare in prima linea affinché Bendtner potesse esprimersi al meglio, ecco l'infortunio in Coppa Italia contro il Cagliari. Con annesso ko impietoso: lesione del tendine del lungo adduttore di sinistra. Calvario.

Nicklas perde il meglio. Nicklas perde l'opportunità di ottenere la riconferma. Che, se fosse arrivata, avrebbe potuto cambiare un percorso ancora oggi altalenante. Sempre e dannatamente alla Bendtner. 

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