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Adiyiah, il grande colpo del Milan finito nella Serie B thailandese

11:04 CET 30/11/21
Dominic Adiyiah
Approdato al Milan dopo un Mondiale U20 da fenomeno, Adiyiah ha vissuto una carriera da meteora che lo ha visto finire anche nella B thailandese.

Quello che nell’estate del 2009 si presenta ai blocchi di partenza della nuova stagione è un Milan profondamente rinnovato, anzi talmente rinnovato da rappresentare, secondo alcuni, una vera e propria incognita.

Carlo Ancelotti ha salutato dopo otto anni per scoprire un calcio per lui totalmente nuovo, quello inglese della Premier League alla guida del Chelsea, e non è stato l’unico pezzo di storia rossonera ad aver lasciato il club. Paolo Maldini, uno dei più grandi difensori di ogni tempo, ha infatti deciso qualche mese prima di appendere gli scarpini al chiodo dopo 25 stagioni consecutive vissute da protagonista assoluto, e anche Kakà ha chiuso (almeno per il momento) la sua storia con i meneghini, visto che si è trasferito al Real Madrid a fronte di un esborso da circa 67 milioni di euro.

La guida della squadra viene affidata a Leonardo che, svestiti i panni di direttore tecnico si appresta a vivere la sua prima annata da allenatore e a varare quello che qualche mese dopo Adriano Galliani definirà il 4-2-Fantasia, ovvero un Milan a forte trazione anteriore che solitamente si schiera con Pirlo, Seedorf, Borriello (o in alternativa il nuovo arrivato Huntelaar) e Pato tutti in campo dal 1’ nell’undici titolare.

La partenza è da brividi, visto che alla seconda giornata di campionato arriva una terrificante sconfitta per 4-0 nel derby contro l’Inter di José Mourinho, ma il Milan tuttavia, dopo un primo mese condito da diversi alti e bassi, da ottobre inizia a marciare spedito: così spedito da scalare la classifica con una velocità quasi inaspettata per molti.

Quella che arriva alla sosta natalizia è quindi una squadra in netta ascesa che intanto ha guadagnato sempre più consensi. La tormentata estate degli addii è solo un ricordo, i giusti equilibri sono stati trovati e anche i più scettici si arrendono al fatto che potrebbe essere proprio il Milan l'anti-Inter.

Per questo motivo, quando la finestra della sessione invernale di calciomercato si accinge ad aprirsi, tra i tifosi rossoneri sono in tanti ad aspettarsi un deciso sforzo da parte della società. I tanti milioni incassati per la cessione di Kakà non sono stati totalmente reinvestiti e la sensazione è quella che possa bastare qualche piccolo accorgimento per un definitivo salto di qualità.

Quello che è certo è che tornerà David Beckham in prestito dai Los Angeles Galaxy, visto che l’accordo è stato trovato già a novembre, ma i colpi potrebbero non fermarsi al campione inglese. Come confermato da Adriano Galliani infatti, il club meneghino è sulle tracce di un ragazzo che solo fino a pochi mesi prima era totalmente sconosciuto, ma che ora si riscopre il sogno nemmeno troppo nascosto di diversi club.

“Posso confermare che David tornerà al Milan, salvo colpi di scena è tutto fatto e a breve ufficializzeremo il tutto con i Galaxy. Potrebbe arrivare anche un extracomunitario. Se si tratta di un ghanese? Vedremo…”.

Il ghanese in questione si chiama Dominic Adiyiah e tra il settembre e l’ottobre 2009 ha stupito il mondo. E’ stato infatti il protagonista assoluto dei Mondiali Under 20 che si sono disputati in Egitto e con i suoi goal e le sue giocate ha trascinato il suo Ghana alla conquista del primo storico trionfo di una Nazionale africana nella competizione.

Ad inizio torneo tutte le attenzioni erano per un Brasile che si era presentato con i galloni di favorito d’obbligo. La Nazionale verdeoro poteva infatti contare su talenti del calibro di Giuliano, Alan Kardec, Alex Teixeira, Douglas Costa e soprattutto Ganso, la stella del Santos che aveva addirittura in Pelé uno dei suoi più grandi ammiratori. Con il passare delle partite tuttavia, le luci dei riflettori si spostano su quell’attaccante ghanese che gioca in Norvegia, corre al doppio della velocità degli altri e segna con una costanza incredibile.

Alla fine della competizione, che le Black Stars vinceranno sconfiggendo in finale ai rigori proprio il più quotato Brasile, saranno in tanti a non avere dubbi: il calcio ha un nuovo fenomeno.

Adiyiah, otto goal in sette partite, si porta a casa la medaglia del vincitore, il Pallone d’Oro conferito al miglior giocatore del torneo e la Scarpa d’Oro del capocannoniere. Prima di lui solo un certo Aguero era riuscito a mettere insieme un tale bottino.

“Sto seguendo le orme di Messi, Saviola e Aguero, voglio emulare le loro carriere e lavorerò al massimo per riuscirci. Mi sto preparando per arrivare al top”.

Il Milan intanto ha già fiutato l’affare e intavolato una trattativa col club proprietario del cartellino, i norvegesi del Fredrikstad. I rossoneri sono arrivati per primi sul ragazzo, ma chiudere non è facile. L’entourage dell’attaccante spara alto, ma la piazza intanto sogna la firma di quel gioiello che già si è guadagnato i primi paragoni con Leo Messi

Le trattative proseguono serrate e si arriva anche ad una rottura che sembra poter essere definitiva, quando Adriano Galliani annuncia che è fatta.

“Adiyiah è già a Milano da alcuni giorni. E’ giovane, sta zitto, fa quello che gli dicono i procuratori. Prima chiedevano troppo e abbiamo dovuto rompere le trattative, poi sono tornati ed hanno accettato l’offerta del Milan. Abbiamo preso un ragazzo che ha ancora tutto da dimostrare, ma per costo del cartellino e ingaggio abbiamo ritenuto che la cosa fosse fattibile. Prima di lui i capocannonieri del Mondiale U20 sono stati Messi e Aguero, se venisse fuori un giocatore così sarebbe troppa grazia di Sant’Antonio”.

Superate pochi giorni dopo le visite mediche, Adiyiah diventa ufficialmente un giocatore rossonero a fronte di un esborso da 1,4 milioni. Quello del Milan viene celebrato come un vero e proprio colpo, ma Leonardo mette subito in chiaro le cose parlando di un’operazione fatta in ottica futura.

“Ho visto quasi tutto il Mondiale Under 20 e sinceramente l’acquisto di Adiyiah è stato voluto da Galliani e Braida. Essere il miglior giocatore di una competizione di quel tipo è una gran cosa, sono contento del suo arrivo e penso che farà bene. E’ un giovane e rappresenta un acquisto per il futuro”.

Adiyiah è passato in breve tempo dall’anonimato ad uno dei migliori club al mondo e, come se non bastasse, per lui si schiudono anche le porte della Nazionale maggiore. Il commissario tecnico Rajevac lo convoca infatti per la Coppa d’Africa 2010, il che vuol dire che il Milan potrà effettivamente contare su di lui solo a partire da febbraio. Quando il ragazzo torna dall’Angola con due presenze ed un secondo posto finale con il suo Ghana all'attivo, è pronto per iniziare l’avventura destinata a cambiare per sempre la sua carriera. Le aspettative sono alte, ma è a questo punto che la storia cambia il suo corso e vira verso un finale inimmaginabile: Adiyiah non indosserà mai la maglia del Milan in una partita ufficiale.

Da Milanello sono passati alcuni tra i migliori giocatori della storia e fin dai primi allenamenti a molti pare chiaro che il ragazzo non è probabilmente così pronto. A Leonardo le opzioni in attacco non mancano e quindi si decide che è meglio mandarlo a lavorare e a maturare con la Primavera. Nella squadra guidata da Giovanni Stroppa, gioca appena due partite trovando un goal in un derby perso 4-1 contro un’Inter che tra le sue fila può contare su ragazzi come Caldirola, Biraghi, Donati, Obi e Mattia Destro.

Parlare di scommessa persa è prematuro e comunque al ragazzo avrà un’altra occasione d’oro per dimostrare di che pasta è fatto: il 29 maggio 2010 viene infatti ufficialmente inserito nella lista dei 23 giocatori che rappresenteranno il Ghana ai Mondiali del 2010.

La concorrenza è tanta, ma il talento rossonero riuscirà ad esordire nel torneo in una sfida della fase a gironi persa contro la Germania. Le Black Stars intanto ingranano, tanto da risultare la più bella novità proposta dal torneo e, dopo aver superato la fase a gironi e battuto gli USA negli ottavi, nei quarti di finale sfiorano l’impresa contro l’Uruguay. All’88’ Rajevac, con il risultato fermo sull’1-1, decide di togliere un centrocampista, Muntari, per provare la mossa vincente inserendo Adiyiah. L’intuizione va vicina a diventare la migliore della sua carriera quanto al termine del secondo tempo supplementare la punta del Milan di testa supera Muslera, ma trova tra lui e il goal che vorrebbe dire semifinali Luis Suarez che con una mano respinge sulla linea. È penalty e cartellino rosso. Sul dischetto si presenta Asamoah Gyan che sbaglia clamorosamente. Si va ai rigori. I giocatori della Celeste sono quasi infallibili, mentre Mensah e proprio Adiyiah falliscono le loro trasformazioni. Il Ghana è eliminato e per l’attaccante che in meno di un anno ha visto il proprio mondo ribaltarsi, l’avventura nel calcio che conta si chiude prematuramente qui.

Il Milan lo spedirà in Serie B alla Reggina, dove faticherà a trovare spazio e segnerà appena due goal (uno dei quali in Coppa Italia). Dopo aver deluso sullo Stretto, passa in prestito al Partizan Belgrado dove vedrà pochissimo il campo, per poi trasferirsi al Karsiyaka nella seconda divisione turca. Altra esperienza dimenticare.

Nel gennaio 2012, con sei mesi di anticipo, chiude la breve parentesi in Turchia per approdare ancora in prestito all’Arsenal Kiev. Anche in Ucraina gioca inizialmente poco, ma il club decide di riscattarlo per una cifra irrisoria dal Milan. Chiusi finalmente i ponti con i rossoneri, Adiyiah sembra pronto a ripartire, ma proprio quando inizia a ritrovare la via del goal, la sua società è costretta a dichiarare bancarotta.

Colui che solo cinque anni prima aveva attirato su di sé gli occhi del mondo, ci riprova senza fortuna in Kazakistan con l’Atyrau, prima di trovare la sua giusta dimensione in Thailandia, finendo addirittura nella seconda serie nazionale e passando per Nakhonratchasima, Sisaket e Chiangmai United. Oggi, a 32 anni, è svincolato.

Da Milano all'Asia la strada non è propriamente breve. Breve è invece la parentesi nel grande calcio di un ragazzo che ha vissuto un solo mese da fenomeno prima tornare in silenzio nell’anonimato.