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Albero Gilardino Filippo Inzaghi ItalyGetty

Dai trionfi con Milan e Nazionale, a Genoa-Salernitana: le strade di Gilardino e Inzaghi tornano ad incrociarsi

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Troppo forti per non giocare, ma allo stesso tempo troppo simili per scendere in campo insieme. Alberto Gilardino e Filippo Inzaghi tornano ad incrociarsi e, come al solito, anche questa volta c’è qualcosa in palio.

Se quando erano calciatori si contendevano una maglia da titolare sia al Milan che in Nazionale, ora che sono allenatori si sfidano per portare a casa punti che sarebbero fondamentali per le rispettive squadre.

Il ‘Gila’ e ’Super Pippo’ saranno tra i protagonisti, ma dalla panchina, di Genoa-Salernitana, la sfida che aprirà il decimo turno di Serie A e che molto dirà sul futuro prossimo delle due squadre.

La compagine ligure infatti è reduce da due sconfitte consecutive ed è stata risucchiata nelle zone medio-basse di classifica (8 i punti in nove partite), quella campana invece non ha ancora mai vinto nel torneo (4 punti) e punta ad ottenere quel risultato che possa dare nuovo slancio e che possa rendere rendere un po’ meno in salita il suo percorso in campionato.

  • Alberto Gilardino Filippo Inzaghi MilanGetty

    LE GIOIE CONDIVISE AL MILAN

    Alberto Gilardino e Filippo Inzaghi hanno condiviso tanto quando erano calciatori, comprese quelle che sono probabilmente state le più importanti soddisfazioni delle rispettive carriere.

    Entrambi centravanti dotati di un fiuto innato per il goal, avevano caratteristiche quasi identiche e questo li ha portati ad essere più che semplici compagni di squadra.

    Hanno condiviso insieme tre anni al Milan e, per questioni puramente tattiche, di solito se giocava l’uno, l’altro sedeva in panchina. Troppo difficile far dialogare in campo giocatori così forti ma anche così simili e la cosa si è tradotta in una rivalità che non è mai sfociata in polemiche o divergenze, ma semmai nello stimolo di sfidarsi a suon di goal.

    Considerato da giovanissimo l’erede naturale di Filippo Inzaghi, Gilardino è rimasto al Milan tra il 2005 ed il 2009 e in questo arco di tempo ha condiviso con il suo alter ego la soddisfazione di mettere in bacheca una Champions League (nel 2007 contro il Liverpool ad Atene Gilardino sostituì proprio Inzaghi autore di una storica doppietta), una Supercoppa Europea ed un Mondiale per Club.

    Ha lasciato il Milan nel 2008, complice anche un rendimento che è andato via via calando. Inzaghi invece, che al Milan era arrivato nel 2001, ha continuato a scrivere pagine di storia del club fino al 2012, anno in cui ha lasciato il calcio giocato.

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  • Filippo Inzaghi Alberto Gilardino Italy 2006Getty

    DUE CAMPIONI DEL MONDO IN SERIE A

    Non solo la maglia del Milan, Inzaghi e Gilardino si sono spesso contesi anche quella della Nazionale.

    ‘Super Pippo’ è entrato nel giro Azzurro nel 1997 e ne è uscito dieci anni dopo, il ‘Gila’ vi è entrato nel 2004 per poi non farne più parte a partire dal 2013.

    Tanti anni in Nazionale maggiore insieme e stesso numero di presenze: 57 per entrambi, con maggior numero di goal per Inzaghi (25 a 19).

    In quello che è stato uno dei cicli più importanti della storia del calcio italiano, si sono fatti largo, grazie alla loro bravura, tra attaccanti di primissima grandezza. Un’abbondanza, quella con la quale hanno dovuto fare i conti, quasi inimmaginabile per la Nazionale di oggi.

    Tra i momenti condivisi in Azzurro, quello più epico in assoluto resta ovviamente il trionfo a Germania 2006. In quella edizione dei Mondiali, Inzaghi giocò una sola partita (con goal contro la Repubblica Ceca), mentre Gilardino scese in campo in cinque occasioni (segnando una rete contro gli Stati Uniti).

    Ad oggi sono gli unici reduci di quella storica spedizione Azzurra ad allenare in Serie A.

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  • IL SECONDO CONFRONTO

    Filippo Inzaghi ed Alberto Gilardino si sono già sfidati vestendo i panni di allenatore.

    E’ accaduto una sola volta, nella scorsa stagione in Serie B.

    Gilardino era, proprio come oggi, alla guida del Genoa, mentre Inzaghi sedeva sulla panchina della Reggina.

    In quella occasione si giocava il 31° turno di campionato, ad imporsi furono i rossoblù a Marassi per 1-0 grazie ad una rete di Coda.

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  • LO STESSO OBIETTIVO

    Oggi come diversi anni fa, Gilardino e Inzaghi continuano ad inseguire gli stessi obiettivi.

    Allora entrambi puntavano a segnare più goal possibili, ad essere decisivi e ad alzare il maggior numero di trofei, oggi invece la grande speranza di entrambi si chiama salvezza.

    Gilardino spera di conquistarla con una squadra che lui stesso ha portato in Serie A dopo un’incredibile cavalcata iniziata ad dicembre del 2022 in sostituzione di Blessin, Inzaghi ha invece appena iniziato la sua avventura alla Salernitana.

    Scelto ad inizio ottobre per prendere il posto di Paulo Sousa, ha esordito nel torneo nello scorso turno ottenendo un rocambolesco pareggio interno contro il Cagliari.

    Percorsi diversi i loro da allenatori e un diverso modo di disegnare le rispettive squadre (difesa a tre per Gilardino, difesa a quattro per Inzaghi), ma le loro strade sono tornate ad incrociarsi.

    Le speranze di Genoa e Salernitana sono legate anche alle intuizioni di due grandi ex compagni di squadra, oltre che di due ex bomber che oggi tanto servirebbero alla Nazionale Azzurra.

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