Nel dorato mondo della Saudi Professional League, c’è posto anche per le favole e per una in particolare: quella dell’Al-Taawon.
A differenza di molte squadre del campionato saudita, nel corso dell’estate non ha accolto stelle di primissima grandezza.
Nessun Neymar (la sua stagione è tra l’altro già finita), Benzema, Milinkovic-Savic, Sané o Koulibaly, ma un gruppo composto soprattutto da giocatori del posto che ha tra le sue stelle un ragazzo che è cresciuto calcisticamente in Italia ma che non ha mai rappresentato una stella di prima grandezza in Serie A: Musa Barrow.
Ebbene l’Al-Taawon, contro ogni pronostico, e verrebbe da dire contro ogni logica, ha trovato la forza per inserirsi nella corsa che conduce al titolo.
Sta lottando con colossi del calibro di Al-Hilal, con l’Al Nassr di Cristiano Ronaldo, Al Ahli ed Al-Ittihad, tutte compagini che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto fare un campionato diverso.


