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Juventus players Juventus Udinese Serie AGetty

La scommessa di Allegri che non ha pagato: un undici inedito per riprendere l’Udinese

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Doveva vincere assolutamente per mettersi alle spalle la sconfitta patita nel Derby d’Italia e per tenere la scia dell’Inter capolista, la Juventus invece contro l’Udinese è incappata nella più clamorosa delle sconfitte.

Un k.o. inaspettato perché arrivato davanti ai propri tifosi tra le mura amiche dello Stadium e perché inflitto da un avversario che nelle precedenti cinque partite di campionato era riuscita a totalizzare appena due punti.

Al triplice fischio finale, a finire sul banco degli imputati è stato soprattutto Massimiliano Allegri.

Alcune sue scelte iniziali e a partita in corso non hanno infatti convinto.

  • Federico Chiesa JuventusGetty

    LA SCOMMESSA NEL FINALE

    L’Udinese si è portata avanti al 25’ del primo tempo grazie ad una rete siglata da Lautaro Giannetti e da quel momento in poi è riuscita a gestire il vantaggio resistendo al tentativo di ritorno della Juve.

    Nel finale Allegri le ha provate tutte per provare a rimettere in piedi la gara e la cosa è certificata dai quattro cambi effettuati.

    Quello che ha colpito è che il tecnico bianconero abbia deciso di giocarsi le ultime chance puntando forte sui più giovani.

    Al 77’ ha rinunciato a Chiesa e Locatelli per gettare nella mischia Iling-Junior e Nicolussi Caviglia, mentre all’84’ si è giocato la carta Cerri richiamando in panchina Cambiaso.

    Si è dunque affidato più alla freschezza di alcuni elementi, piuttosto che all’esperienza di giocatori più navigati.

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  • UN UNDICI INEDITO

    La Juventus si è quindi giocata le ultime possibilità di riprendere l’Udinese con una formazione totalmente inedita.

    Allegri si è affidato ad un 3-5-2 nel quale solo il pacchetto difensivo era simile a quello titolare: Szczesny; Gatti, Bremer.

    Ridisegnata invece la linea di mediana con Iling-Junior ed McKennie chiamati a presidiare gli esterni, e Nicolussi Caviglia a completare il terzetto centrale con Yildiz (entrato al 61’ per Weah) e Rabiot.

    In attacco Allegri si è invece affidato alla fisicità di Milik e del giovanissimo Leonardo Cerri.

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  • Massimiliano AllegriGetty Images

    I CAMBI NON HANNO CONVINTO

    Le scelte a partita in corso di Allegri non hanno pienamente convinto.

    Cambiaso è stato sostituito quando era uno dei pochi che stava dando la sensazione di riuscire a saltare l’uomo con buona continuità e a mettere palle interessanti al centro dell’area.

    Iling, schierato sull’out di sinistra (è entrato al posto di Chiesa al 77’), ha fatto molta fatica e non ha dato il contributo sperato, mentre McKennie a causa dei tanti cambiamenti tattici in corsa si è ritrovato anche a fare il terzino destro ad un certo punto.

    Qualche dubbio ha anche lasciato la decisione di non far entrare Kostic (che avrebbe potuto garantire forza sull’out di sinistra) ed Alcaraz al quale è stato preferito Nicolussi Caviglia (appena 241’ in questo campionato).

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  • UN PUNTO IN TRE PARTITE

    Solo fino a poche settimane fa la Juventus sembrava potesse essere l’unica squadra a tenere il passo dell’Inter, mentre oggi sembra difficile immaginarla ancora in corsa per lo Scudetto.

    I punti di distacco dalla vetta sono ora sette e inoltre i nerazzurri, che sono reduci da cinque vittorie consecutive in campionato, devono ancora recuperare una partita.

    A dare un duro colpo alle ambizioni dei bianconeri sono stati i risultati conseguiti nelle ultime tre gare: pareggio interno con l’Empoli, sconfitta nello scontro diretto con l’Inter a San Siro e sconfitta interna con l’Udinese.

    La Juve dovrà insomma ritrovarsi anche per non rischiare di essere superata da un Milan ora distante un solo punto.

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