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Lotito Salernitana LazioGetty/GOAL

Salernitana-Lazio, il ‘derby di Lotito’: a Salerno promozioni, coppe e poco feeling

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“Sono Presidente da 19 anni, la Lazio è cresciuta moltissimo in questo periodo, ho acquisito la Salernitana in Eccellenza portandola fino in Serie A, vincendo due trofei”.

Musica e parole di Claudio Lotito che, parlando recentemente ai microfoni di ‘Radio TV Serie A con RDS’, ha così riassunto parte del suo lungo percorso nel mondo del calcio.

Il suo nome sarà per sempre legato a quello della Lazio, ma non si può dimenticare che per dieci anni non solo è stato anche alla guida della Salernitana, ma che sotto la sua gestione il club campano ha di fatto vinto tutto ciò che poteva vincere.

La sua Lazio, nel prossimo turno di campionato, sarà protagonista sul campo di quella che è stata la sua Salernitana. Una sfida che evidentemente per lui avrà un sapore diverso e che vedrà opposte una squadra, quella granata che è ultima in classifica e che cerca ancora il suo primo successo nella Serie A 2023-2024, ed un’altra, quella biancoceleste, che dopo un avvio di stagione vissuto sulle montagne russe cercherà proprio a Salerno quei punti che possano consentirle di riavvicinarsi alle zone di classifica ‘che contano’.

  • IL SALERNO CALCIO

    E’ il 21 luglio 2011 il giorno in cui Claudio Lotito scrive le prime righe della sua storia calcistica a Salerno.

    La Salernitana è sparita travolta dai debiti ed è lui a riportare la speranza in città. Insieme al cognato Marco Mezzaroma diventa comproprietario del Salerno Calcio, una nuova società che viene iscritta al campionato di Serie D.

    La neonata compagine campana centra il ritorno tra i professionisti al primo tentativo e nel luglio del 2012, a quasi un anno esatto dal suo arrivo, la proprietà acquista i colori sociali e lo stemma della Salernitana, riportandola di fatto in vita.

    Un evento che qualche mese più tardi verrà festeggiato con una seconda promozione consecutiva, quella che porta il rinato Ippocampo in Lega Pro. E’ il 14 aprile quando la Salernitana di Claudio Lotito compie lo storico secondo salto.

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  • Lotito illustra le sue ideeGetty Images

    PROMOZIONI E COPPE

    I primi anni della gestione Lotito-Mezzaroma sono stati scanditi non solo da due promozioni consecutive (con le vittorie sia del campionato di Serie D che di Lega Pro Seconda Divisione), ma anche dalla conquista di due trofei.

    Nel 2013 la Salernitana mette in bacheca la Supercoppa di Lega di Seconda divisione e nel 2014 anche la Coppa Italia Lega Pro.

    Altri successi importanti che fanno da preludio ad un terzo salto di categoria: la compagine campana, al termine della stagione 2014-2015 vince anche il Girone C di Lega Pro e festeggia il ritorno in Serie B.

    Sono questi gli anni in cui i rapporti con la Lazio si fanno più intensi. La Salernitana diventa una sorta di ‘seconda squadra’ nella quale far crescere i talenti poi destinati ad affermarsi a Roma. Un discorso che vale anche per Simone Inzaghi, per il quale nella stagione 2016-2017 viene prospettata la possibilità di ‘farsi le ossa a Salerno’.

    E’ reduce dai tanti successi ottenuti a livello giovanile con la Lazio ed ha già esordito sulla panchina dei biancocelesti in Serie A, ma intanto Lotito ha deciso che il tecnico della ‘prima squadra’ debba essere Bielsa. Sarà la rottura con il tecnico argentino a riportare poi Inzaghi alla Lazio per dar vita ad uno splendido ciclo che si chiuderà solo cinque anni dopo.

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  • Claudio Lotito SalernitanaGetty

    UN RAPPORTO MAI DECOLLATO

    Nonostante le promozioni e i successi sul campo, quello tra Lotito e Salerno è un rapporto che non è mai realmente sfociato nell’amore.

    Questione forse di modi, di comunicazione o di carattere, ma di fatto la scintilla non è scoccata, sebbene il progetto sia sempre stato portato avanti con grande competenza ed intelligenza.

    Nessuna spesa folle, l’intenzione di compiere un passo alla volta e infine la gioia più grande non festeggiata pienamente.

    Sì perché quando al termine della stagione 2020-2021 la Salernitana, grazie al secondo posto ottenuto in Serie B, festeggia il ritorno in A dopo ventitré anni di attesa, sulla grande festa promozione inizia ad aleggiare il più pressante dei quesiti: cosa ne sarà della società?

    “La Salernitana è una storia chiusa - ha spiegato a ‘Il Messaggero’ nell’ottobre del 2022 - Mi sarei aspettato molta più riconoscenza per tutto quello che ho fatto”.

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  • L’ADDIO A SALERNO E ALLA SALERNITANA

    Quando la Salernitana si guadagna il ritorno in Serie A, si presenta subito un problema: le regole federali non consentono che un proprietario possa avere due squadre nella medesima categoria.

    Lotito si trova dunque costretto a cedere la Lazio o la Salernitana e la scelta non può che ricadere su quest’ultima.

    Trovare un acquirente è complicato, le polemiche e i dubbi crescono con il passare dei giorni e, quando già si è iniziato a parlare da tempo di una possibile esclusione dal campionato, Lotito nel luglio del 2021 affida il club ad un trust indipendente.

    A rilevare poi la società qualche mese più tarsi sarà l’attuale patron Danilo Iervolino.

    “Ho introdotto la multiproprietà nel calcio. La seconda squadra non è un’idea giusta, va avanti con le risorse della prima – ha spiegato Lotito al ‘Corriere dello Sport’ nel luglio del 2023- La seconda società invece garantisce i ricavi del territorio. Leggo che l’Uefa vuole aprire alle multiproprietà. Io sono stato obbligato a vendere la Salernitana per 10 milioni di euro alle 23.55 dell’ultimo giorno. Me l’hanno sottratta. L’avevo presa dal fondo e portata in serie A“.

    Una storia dunque durata dieci anni nel corso dei quali la Salernitana è tornata in vita ed è risalita dalla Serie D alla Serie A vincendo anche due coppe.

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