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Urbano Cairo TorinoGetty

Più sostegno per il calcio, Cairo: “Va riconosciuta anche una quota sulle scommesse”

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Aiutare il mondo del calcio affinché possa continuare a crescere e possa dare un contributo importante al Paese.

Il calcio non è solo lo sport più seguito in Italia, ma è anche un’industria importante che ora sta provando a rilanciarsi dopo i tanti problemi provocati dal Covid.

Per tale motivo Urbano Cairo, parlando a Milano durante l’evento ‘RCS Sport Industry Talk’, ha spiegato che andrebbero garantiti maggiori aiuti e che andrebbe scongiurata l’abrogazione del decreto crescita.

Secondo il presidente del Torino va dunque fatto di tutto per rendere il calcio italiano e i suoi campionati sempre più appetibili.

  • Urbano Cairo, Torino, Sassuolo, Serie A, 05282017Getty Images

    “SONO AUMENTATI I DEBITI”

    Urbano Cairo ha ribadito quanto difficile sia mettersi alle spalle gli enormi problemi lasciati in eredità dal Covid.

    “Il calcio è un’industria importante che dà un grande contributo a tutto il Paese, anche dal punto di vista delle imposte. Si fa però poco per aiutarlo dopo i tanti problemi provocati dal Covid. Sono diminuite le sponsorizzazioni, il volume di compravendita dei giocatori e sono aumentati i debiti. Si può risalire rapidamente e anche i buoni risultati ottenuti a livello internazionale hanno riportato attenzione. Il calcio ha bisogno di un sostegno, o meglio ancora gli va dato ciò che è suo”.

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  • “NEMMENO UN CENTESIMO DALLE SCOMMESSE”

    Il presidente del Torino ha messo anche in risalto la questione legata al mondo delle scommesse.

    “Il monte totale delle scommesse ammonta a 16 miliardi e di questi nemmeno un centesimo finisce nel mondo del calcio. Al calcio va riconosciuto quello che è un suo diritto e quindi una quota sulle scommesse. E’ inoltre paradossale che le aziende di betting non possano sponsorizzare le squadre”.

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  • “IL CALCIO COME IL CINEMA”

    Per spiegare l’importanza del Decreto Crescita per il calcio, Cairo ha fatto un paragone su ciò che succede per il cinema.

    “Sembra che venga fatto un regalo quando si parla di rateizzare le imposte. I calciatori guadagnano cifre importanti e la cosa viene ingiustamente colpevolizzata in Italia. Anche gli attori guadagnano molto, ma lo stato con i tax credit spende circa un miliardo l’anno per supportare il cinema. Qual è la differenza con il Decreto Crescita? E’ una cosa positiva perché consente al nostro campionato di attrarre campioni di alto livello e quindi di essere più appetibile per le TV anche all’estero”.

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  • Monza TorinoGetty Images

    “NO ALLA RIDUZIONE DELLE SQUADRE”

    Spesso, negli ultimi anni, si è parlato della riduzione delle squadre come di una possibile ricetta per rendere la Serie A più competitiva.

    “E’ una riforma che io non farei mai. In Inghilterra e Spagna il campionato ha venti squadre, tutti i migliori campionati hanno venti squadre. La cosa ti permette di avere 380 partite e se riduci quel numero, automaticamente si abbassa il valore dei diritti televisivi. Non va ridotto il numero di squadre”.

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