Nel mondo del calcio nessuno è esente da critiche, nemmeno un attaccante come Erling Haaland capace di segnare qualcosa come 54 reti nelle sue prime 59 partite di Premier League, oltre che 41 in appena 37 di Champions League.
Da molti considerato il centravanti più letale dell’intero panorama calcistico mondiale, il ventitreenne fenomeno norvegese è finito nel mirino dei commentatori più severi dopo Manchester City-Arsenal, sfida valida per il 30 turno del massimo campionato inglese.
In una gara che metteva in palio punti importantissimi per la corsa che conduce al titolo di campione d’Inghilterra, Haaland ha toccato appena 23 palloni e fallito alcune occasioni importanti.
Una prestazione deludente che ha portato l’opinionista e leggenda del Manchester United, Roy Keane, a parlare di lui come di “Quasi come un giocatore della League Two (la quarta serie inglese)”.
Parole, quelle dell’ex centrocampista irlandese, che non sono piaciute a Pep Guardiola.




