Quando la scorsa estate il PSG si è riscoperto senza la sua stella di prima grandezza, Kylian Mbappé, sono stati in molti a chiedersi se compagine parigina potesse essere ancora competitiva anche in ambito in europeo.
La sua supremazia in Francia non era sostanzialmente in discussione, ma perdere un giocatore che nella stagione precedente aveva segnato qualcosa come 44 goal in 48 partite e che proprio all’ombra della Torre Eiffel si era imposto come uno dei giocatori più forti, se non il più forte, dell’intero panorama calcistico mondiale, avrebbe rappresentato un duro colpo per tutti.
Qualche mese dopo, la risposta a quella domanda è più netta che mai: il PSG è riuscito nell’impresa di rafforzarsi pur perdendo il suo fuoriclasse.
Quella che affronterà l’Inter nella finale di Champions League è oggi una squadra ancora più convinta nei propri mezzi e che è riuscita ad ovviare ai goal che sono venuti meno con l’addio di Mbappé, con un gioco che è probabilmente il migliore tra quello proposto da tutte le squadre che hanno preso parte a questa edizione della massima competizione europea.


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