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PSG Champions League Fabian Ruiz 2024-25Getty

Il capolavoro di Luis Enrique: il PSG si è riscoperto più forte dopo aver perso Mbappé

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Quando la scorsa estate il PSG si è riscoperto senza la sua stella di prima grandezza, Kylian Mbappé, sono stati in molti a chiedersi se compagine parigina potesse essere ancora competitiva anche in ambito in europeo.

La sua supremazia in Francia non era sostanzialmente in discussione, ma perdere un giocatore che nella stagione precedente aveva segnato qualcosa come 44 goal in 48 partite e che proprio all’ombra della Torre Eiffel si era imposto come uno dei giocatori più forti, se non il più forte, dell’intero panorama calcistico mondiale, avrebbe rappresentato un duro colpo per tutti.

Qualche mese dopo, la risposta a quella domanda è più netta che mai: il PSG è riuscito nell’impresa di rafforzarsi pur perdendo il suo fuoriclasse.

Quella che affronterà l’Inter nella finale di Champions League è oggi una squadra ancora più convinta nei propri mezzi e che è riuscita ad ovviare ai goal che sono venuti meno con l’addio di Mbappé, con un gioco che è probabilmente il migliore tra quello proposto da tutte le squadre che hanno preso parte a questa edizione della massima competizione europea.


  • PIU’ EQUILIBRIO SENZA MBAPPE’

    Sembra quasi paradossale dirlo, ma nel momento in cui ha salutato Mbappé, il PSG ha fatto quello step successivo che gli ha consentito di spingersi fino alla finale di Champions League.

    E’ venuto meno il principale terminale offensivo, l’uomo capace di segnare il 35% dei goal messi a segno dai transalpini nella scorsa stagione, ma a guadagnarne è stato soprattutto l’equilibrio della squadra.

    Luis Enrique è riuscito a plasmare un PSG a sua immagine e somiglianza, una compagine che concede poco in difesa, che può contare su tanta qualità a centrocampo e che nell’ultimo terzo di campo punta sulla velocità e la capacità di superare l’uomo di esterni fenomenali che però non si limitano solo a cercare la porta avversaria.

    I vari Kvaratskhelia, Dembele, Doue e Barcola, garantiscono tanto non in ampiezza, ma anche in fase di copertura e sono proprio i nuovi automatismi trovati il vero punto di forza della squadra che il prossimo 31 maggio affronterà l’Inter in finale di Champions.

    Un gruppo giovane, qualitativamente molto dotato, privo di quelle super star che tanto attiravano il club in passato e sempre pronti a pressare per recuperare il pallone.

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  • Joao Neves Vitinha PSG 2025Getty Images

    UNA DELLE MIGLIORI MEDIANE DELLA CHAMPIONS LEAGUE

    Il PSG ha tanti punti di forza, compreso il centrocampo. Un terzetto, quello composto da Neves, Fabian Ruiz e Vitinha che, per assortimento e qualità, è tra i più completi della Champions League.

    Se gli attaccanti del 4-3-3 di Luis Enrique sono gli elementi che rubano l’occhio, è la mediana il vero motore di una squadra che gioca bene e in termini di corsa non si ferma mai.

    Dei tre Vitinha è il vero leader in campo, quello che si prende le maggiori responsabilità e punta con più decisione l’area avversaria, ma è grazie a Neves e Fabian Ruiz che riesce ad esprimere tutte le sue qualità.

    Ai tre è affidato il compito di portare un pressing costante che consenta al PSG di tenere il controllo della palla. Tanto lavoro in fase di recupero (ciò che maggiormente era mancato in passato), tanti contrasti nella zona nevralgica del campo e poi la capacità di innescare gli attaccanti.

    Luis Enrique ha dunque trasferito a Parigi, quelle che erano le caratteristiche del suo Barcellona capace di vincere tutto.

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  • LA FORZA DEI TERZINI

    Se la mediana è il cuore pulsante del PSG, le fasce rappresentano l’arma per scardinare le difese avversarie.

    Anche a livello di terzini la compagine parigina è messa bene, visto che può contare su due tra i migliori interpreti del ruolo a livello mondiale.

    Di Hakimi si sa tutto, è un esterno destro che spinge tanto e che nella sua annata vissuta in Italia all’Inter è migliorato molto anche in fase difensiva, mentre Nuno Mendes è un elemento in ascesa che sta migliorando di stagione in stagione.

    Se il primo è quello che si fa sentire di più in fase propositiva, il secondo ha avuto il merito, nel corso di questa edizione della Champions League, di annullare per due volte un certo Salah e di disinnescare Saka nella semifinale di andata contro l’Arsenal.

    Grande lavoro in fase difensiva, ma non solo: Nuno Mendes ha già segnato quattro goal e fornito due assist nel corso di questa edizione della Champions League.

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  • FBL-EUR-C1-PSG-ARSENALAFP

    LA STAGIONE DI DONNARUMMA

    Quando Donnarumma nell’estate del 2021 è approdato al PSG, era già abbondantemente considerato uno dei migliori portieri al mondo.

    Era reduce da un Europeo vinto da protagonista assoluto con l’Italia, ma il suo arrivo a Parigi era stato, per forza di cose, offuscato da quello di Lionel Messi.

    Per Donnarumma le cose al PSG non sempre sono state semplici e in molti gli hanno ‘rimproverato’ di non essere così bravo con i piedi al punto di essere il portiere ideale per il gioco di Luis Enrique, ma di fatto oggi sta vivendo la sua migliore stagione francese in assoluto.

    Il suo apporto nella cavalcata verso la finale di Champions League è stato fondamentale e la cosa è certificata dalle sue prestazioni contro Aston Villa, Liverpool ed Arsenal.

    Quella tra lui e Sommer sarà a Monaco di Baviera una sfida nella sfida, quello che intanto è certo è che oggi è uno dei grandi punti di forza del PSG.

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