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Nicolo Fagioli Juventus 2023-24Getty

Fagioli e l’incubo ludopatia: “È iniziato tutto per noia, un anno fa il momento più difficile”

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Per rivederlo protagonista in campo servirà ancora un po’ di tempo, Nicolò Fagioli intanto si sta impegnando in un qualcosa di estremamente importante: il cammino che dovrà condurlo lontano dall’incubo della ludopatia.

Il centrocampista della Juventus, nella giornata di venerdì, ha preso parte a Condove ad un incontro, il secondo dei dei previsti dalla misura alternativa alla squalifica che gli è stata imposta nell’ambito del caso scommesse, del quale ha parlato del suo percorso e del suo rapporto con il gioco d’azzardo.

Un evento chiamato ‘Lo sport non è azzardo’, al quale ha preso parte anche il dottor Paolo Jarre, esperto di problematiche legate all’azzardo patologico, e che è stato seguito da tanti ragazzi delle società sportive di calcio, basket e pallavolo della zona.

  • “E’ PARTITO TUTTO DA UNA SCHEDINA”

    Fagioli ha raccontato di come è entrato nel tunnel della ludopatia.

    “E’ partito tutto da una semplice schedina. La facevo a sedici anni con gli amici, si giocava una volta a settimana. Si perdono i soldi, lo nascondi ai genitori e diventa un problema. Inizialmente non pensavo che potessero esserci delle conseguenze, poi quando la cosa si è trasformata in una malattia ho capito che potevo rischiare più della mia carriera. La paura veniva superata dall’adrenalina del gioco”.

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  • Fagioli JuventusGetty

    “LA NOIA ED IL TEMPO LIBERO”

    Il centrocampista della Juventus ha iniziato da qualche mese un percorso importantissimo, ma sa che la strada è ancora lunga.

    “Tutto è nato dalla noia dovuta dal tempo libero. Ho attraversato un periodo molto difficile e non dico di esserne già uscito perché un percorso non lo si chiude in cinque mesi. Sto però facendo in modo di uscirne definitivamente. Forse ciò che mi ha spinto verso il gioco è stata la noia, oggi ai giovani dico di coltivare i loro sogni e di non scommettere”.

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  • Fagioli JuventusGetty

    “UN ANNO FA IL MOMENTO PIU’ DIFFICILE”

    Con il passare del tempo Fagioli si è riscoperto inghiottito da una situazione ingestibile.

    “Il periodo più difficile è stato un anno fa, avevo tanti problemi. Diventa difficile gestire tutto da solo ed ho capito che dovevo chiedere aiuto. La cosa era diventata una malattia”.

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  • “NON MI ALLENAVO AL MASSIMO”

    La ludopatia ha influito anche sul suo lavoro.

    “In partita non davo tutto quello che potevo, non riuscivo ad allenarmi al massimo. E’ stato il periodo più duro della mia vita e i miei compagni mi hanno aiutato molto, sono tanto legato a Vlahovic, Chiesa e Gatti. La squalifica finirà il 19 maggio ed il 26 spero di poter giocare con il Monza, ora potrò dare molto di più in campo. Ho rischiato di perdere anche la Juve ma tutti mi sono stati sempre vicini. Adesso gioco spesso a tennis o a padel, faccio sport e il fatto di stare di più con gli amici e la famiglia mi sta aiutando molto”.

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