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Vlahovic Napoli JuventusGetty

Dusan Vlahovic e il tabù Fiorentina: il serbo cerca il suo primo goal da ex

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E’ una sfida che da decenni ormai ha un sapore diverso dalle altre, una gara che vede contrapposte due squadre divise da un’acerrima rivalità ma che nel 31° turno della Serie A 2023-2024 avranno un obiettivo in comune: vincere per rilanciarsi e per dare un senso diverso al loro finale di stagione.

Juventus e Fiorentina sono divise in tutto in termini di colori, storia ed ambizioni, ma ad unirle ci sono le difficoltà di un 2024 che doveva vederle protagoniste e che invece le ha visto perdere colpi (e posizioni) in campionato (ma chissà che non possano ritrovarsi in finale di Coppa Italia), oltre che quegli uomini che che nel corso delle loro carriere hanno vestito le maglie di entrambe le squadre.

Tra essi anche Dusan Vlahovic, bomber di professione che a Firenze si è imposto come uno dei più grandi talenti del panorama calcistico mondiale, ma che poi ha scelto Torino e la Juve per inseguire i suoi sogni di giocatore.

Un predestinato che all’ombra della Mole punta ad ottenere quei trionfi che in riva all’Arno ha sentito di non poter conseguire, un attaccante che dal popolo fiorentino è stato adottato prima di fare quella scelta che dalle parti del capoluogo toscano nessuno dovrebbe proprio fare: vestirsi di bianconero.

E’ anche per questo motivo che sarà uno degli uomini più attesi di Juventus-Fiorentina: il figliol prodigo atteso, cresciuto e visto diventare grande, che affronterà la partita da grande ex e desideroso di sfatare quello che per lui è diventato un vero e proprio tabù.

  • Dusan Vlahovic Fiorentina Getty Images

    GLI ANNI DI FIRENZE

    E’ il giugno del 2017 quando Pantaleo Corvino, allora direttore sportivo della Fiorentina, firma un contratto preliminare che stabilisce che Dusan Vlahovic lascerà il suo Partizan Belgrado per trasferirsi a Firenze. Di lui si parla come di un potenziale ‘baby fenomeno’, del potenziale erede di Zlatan Ibrahimovic, ma intanto non ha ancora compiuto 18 anni e per vederlo effettivamente con la maglia viola addosso bisognerà attendere ancora un anno.

    La Fiorentina ha fatto un grande sforzo per acquistarlo (1,5 milioni di euro per un ragazzo di soli 17 anni) ed ha anche sacrificato uno slot da extracomunitario pur di farlo suo: l’attesa è grandissima.

    Al suo arrivo a Firenze sono in molti a sognarlo subito protagonista in prima squadra, ma il calcio italiano non è quello serbo e mandare un investimento allo sbaraglio non conviene a nessuno.

    Vlahovic viene inizialmente destinato alla Primavera, ma sempre tenendolo in considerazione anche per i ‘grandi’. A livello giovanile fa sfracelli, ma quando viene utilizzato in Serie A (diventerà il primo 2000 a debuttare con la Fiorentina) non riesce a lasciare il segno.

    La prima stagione italiana si chiude senza reti tra i professionisti e nella seconda e buona parte della terza fatica terribilmente. Sul ‘predestinato’ si addensano le nubi delle critiche e dei dubbi ma, proprio quando si inizia a parlare di lui come di un potenziale flop, tutto cambia.

    La Fiorentina è in crisi ma lui, nella stagione 2020-2021 dopo l’arrivo di Cesare Prandelli in panchina, cambia marcia. Inizia a segnare caterve di goal (anche contro la Juve), ad infrangere record e ad imporsi come una delle stelle nascenti della Serie A.

    La compagine viola si salverà grazie alle sue 21 reti in 37 gare e, quando dall’estate successiva alla guida dei viola arriverà un tecnico super offensivo come Vincenzo Italiano, per lui si spalancheranno le porte del paradiso.

    In un 4-3-3 a trazione anteriore sogna va a segno 17 volte in 21 gare di Serie A, aggiungendo 3 reti in altrettante partite di Coppa Italia. La Fiorentina torna ad essere una delle più belle realtà del calcio italiano ma, proprio quando si inizia a sentire il ‘profumo di Champions’, accade l’impensabile: è il gennaio del 2022 quando la Juve, sborsando 70 milioni più 10 di bonus, strappa agli acerrimi rivali la loro stella di prima grandezza.

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  • CONTRO LA FIORENTINA DA AVVERSARIO

    Il resto è storia recente. Seppur tra alti e bassi e qualche problema fisico che lo ha a tratti frenato, Vlahovic si impone come un titolare inamovibile nell’attacco della Juventus.

    Certo il gioco proposto dalla squadra di Allegri è diverso da quello ‘assaggiato’ a Firenze con Italiano, ma i goal, seppur in misura minore, arrivano.

    Il gioiello serbo segna spesso (oggi è al secondo posto nella classifica dei cannonieri del campionato con 15 goal in 25 partite), ma ogni volta che ha incontrato la ‘sua’ Fiorentina si è inceppato.

    L’ha affrontata cinque volte, tre in campionato e due in Coppa Italia, e mai è riuscito a trovare la via della rete o anche solo a sfornare un assist.

    Duecentosettatacinque minuti in tutto scanditi da pochi acuti, tanti fischi, dal ‘trattamento speciale’ riservatogli dai suoi ex compagni, e dalla voglia di essere protagonista.

    Vlahovic non ha mai dato l’impressione di essere un ex dal dente avvelenato: il suo è semplicemente stato uno step verso il livello successivo. Il prossimo passo sarebbe ora quello di sfatare un tabù tutto colorato di viola.

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  • Vlahovic Napoli JuventusGetty

    ZERO GOAL, MA TANTE SODDISFAZIONI

    Vlahovic non ha ancora trovato la via della rete contro la Fiorentina, ma la cosa non gli ha impedito di togliersi le sue soddisfazioni.

    Nelle cinque volte in cui ha affrontato i viola, per quattro volte è uscito dal campo da vincitore.

    Ha battuto due volte su tre la Fiorentina in campionato, scendendo in campo una sola volta da titolare, mentre in Coppa Italia il percorso è netto: due successi in altrettante gare giocate dal 1’.

    L’ultima volta che h sfidato i gigliati, era il 5 novembre 2023, è entrato al 68’ in sostituzione di Kean in una gara valida per l’11° turno di Serie A.

    Ventidue minuti senza guizzi, ma con esultanza finale visto che la sua Juve, nonostante la grandissima sofferenza per tutto l’arco della gara, è riuscita ad imporsi per 1-0 grazie ad un goal di Miretti.

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  • UNA VITTORIA PER USCIRE DALLA CRISI

    La Juventus recentemente è tornata alla vittoria imponendosi per 2-0 contro la Lazio nell’andata delle semifinali di Coppa Italia (in goal anche Vlahovic), ma in campionato il cammino degli ultimi mesi è stato da zona retrocessione.

    La compagine bianconera è passata, nel giro di un paio di mesi, dall’essere l’unica rivale dell’Inter nella corsa che conduce allo Scudetto, a vincere una sola partita su nove nel torneo.

    Un ruolino di marcia disastroso (appena 7 punti messi in cascina), che è valso il sorpasso del Milan in classifica, oltre alla necessità di doversi guardare alle spalle.

    La Juve non può permettersi di non qualificarsi per la prossima Champions League e molte delle sue speranze passeranno anche dai goal di Vlahovic.

    Il bomber serbo non segna in campionato dallo scorso 25 febbraio (doppietta nella vittoria in extremis contro il Frosinone) e da allora nel torneo ha giocato altre due partite da titolare, saltandone altre due per squalifica.

    Contro la Fiorentina punterà a sbloccarsi per infrangere una ‘maledizione’ ma anche per far risorgere la sua squadra.

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  • chiesaGetty Images

    COME CHIESA

    In occasione di Juventus-Fiorentina, Vlahovic dovrebbe guidare l’attacco bianconero affiancato da Federico Chiesa.

    Come il gioiello serbo, anche il 7 bianconero è cresciuto nella Fiorentina imponendosi come un talento di livello mondiale, per poi andare a cercare fortuna all’ombra della Mole.

    Ebbene, anche Chiesa, che si è trasferito alla Juve nel 2020, non ha mai segnato contro la sua ex squadra.

    Quattro partite per un totale di zero goal, zero assist in 330’. Anche lui proverà dunque a sfatare il ‘tabù viola’.

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