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Calafiori Koopmeiners Di LorenzoGetty Images

Cosa serve alla nuova Juventus di Thiago Motta: dai terzini a Koopmeiners, occhio al dilemma Chiesa

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Ormai ci siamo: a meno di improbabili ribaltoni, Thiago Motta la prossima settimana firmerà il contratto che lo legherà alla Juventus. Anche se l'annuncio ufficiale da parte dei bianconeri arriverà non subito, ma in un secondo momento.

Poi arriverà il momento di pianificare con cura e con calma, ma al contempo con decisa aggressività, la prossima stagione. Che sarà quella del ritorno in Champions League dopo un anno d'assenza. Quella in cui la Juventus dovrà alzare l'asticella dopo aver centrato l'obiettivo primario dell'Europa. Ma anche quella in cui la Signora indosserà un nuovo vestito tattico.

Via il 3-5-2 su cui Massimiliano Allegri ha basato le proprie convinzioni, dentro un modulo più spregiudicato. Motta passerà alla difesa a quattro, come a Bologna, provando a replicare il modello costruito in Emilia. Senza la bacchetta magica, ma al contempo con la convinzione che anche a Torino si possa provare qualcosa di diverso.

Sarà una transizione non semplice, delicata, ed è qui che entrano in scena Cristiano Giuntoli e i piani alti bianconeri. Il tutto in un'estate che promette di essere piuttosto calda, alla ricerca degli elementi che possano fare al caso del nuovo tecnico.

E dunque, cosa servirà alla Juventus per diventare mottiana a tutti gli effetti? Non pochissimo, a ben vedere.

  • UN PAIO DI TERZINI

    Intanto, come detto, cambierà la difesa. Dallo schieramento a tre si passerà allo schieramento a quattro. E dunque serviranno almeno due terzini, ruolo che nel 3-5-2 allegriano non era previsto in senso stretto. Uno dei nomi principali in questo senso è quello di Giovanni Di Lorenzo, al passo d'addio dopo aver annunciato la volontà di lasciare il Napoli.

    In realtà, poi, un paio di terzini la rosa della Juventus li prevede già: c'è Danilo, che giocava lì prima di trasformarsi in centrale con Allegri, e c'è Cambiaso, che lo ha fatto proprio a Bologna. Allo stato attuale delle cose, il brasiliano partirebbe con lo status di titolare a destra e l'ex genoano a sinistra.

    La Gazzetta dello Sport lancia un'ulteriore idea: Federico Gatti terzino. Lui che sarebbe un centrale, ma che fa della propria duttilità un'arma vincente. E che per questo, dopo essere stato apprezzato da Allegri, è destinato a trovare spazio anche con Thiago Motta.

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  • UN CENTRALE (CALAFIORI?)

    Servirà anche un centrale difensivo. Magari di piede mancino, caratteristica sconosciuta nell'attuale rosa bianconera dopo l'addio di Giorgio Chiellini e quello più recente di Alex Sandro, peraltro ennesimo terzino puro "riciclato" in un ruolo diverso.

    L'identikit risponde naturalmente al nome di Riccardo Calafiori. Anche lui giocava largo sulla fascia, anche lui è diventato un difensore centrale. Un eccellente rappresentante del ruolo, tra i migliori nella stagione appena conclusa sotto la guida proprio di Thiago Motta, tanto da meritarsi l'inserimento nella lista dei preconvocati azzurri di Luciano Spalletti.

    La Juventus lo vuole e tratta con il Bologna. In Emilia lo valutano parecchio, ben più di 25 milioni. Decisive potrebbero essere la presenza di Motta e la volontà del calciatore, deciso a fare il salto di qualità dopo troppe stagioni sofferte.

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  • QUALITÀ A CENTROCAMPO

    La Juve ha definitivamente perso Paul Pogba. Ovvero il proprio elemento più forte in mezzo al campo, praticamente mai visto nei due anni torinesi dopo il ritorno dal Manchester United. Nicolò Fagioli è tornato a disposizione, sì, ma ancora non basta.

    Serve ulteriore qualità nel reparto nevralgico del gioco. Un problema annoso, per anni risolto solo parzialmente, involuzione di Manuel Locatelli compresa. Senza dimenticare che il migliore di tutti, ovvero Adrien Rabiot, va in scadenza di contratto proprio come un anno fa, e dunque la sua permanenza per la prossima stagione è tutt'altro che scontata.

    In entrata, il profilo in pole è il solito: Teun Koopmeiners. Centrocampista centrale, trequartista, esterno offensivo: all'Atalanta l'olandese ha fatto di tutto e di più. Per Motta e il suo gioco fluido sarebbe perfetto. Il problema, anche qui, è il costo altissimo: 60-70 milioni. Senza contropartite, non si fa nulla.

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  • IL DILEMMA CHIESA

    Resta da capire cosa ne sarà di Federico Chiesa. Dicono che Thiago Motta non sia così entusiasta di lui: si vedrà. Di certo quel contratto e quella scadenza sempre più vicina (tra poco più di un anno) impongono delle riflessioni profonde anche in questo senso.

    Se Chiesa rimarrà, è facile pensare che possa agire in un tridente offensivo. Assieme a chi? A Vlahovic, il Zirkzee della Juve (con caratteristiche differenti, ovvio) e magari a un nuovo acquisto, se non verranno rivitalizzati i vari Weah e Kostic. Senza lasciare in secondo piano Yildiz, gran protagonista proprio a Bologna sotto gli occhi del suo futuro allenatore.

    Altrimenti, il sacrificato dell'estate sarà proprio l'attaccante della Nazionale. Le voci non mancano: la Roma, il Napoli. Per ora non si esce dal campo delle ipotesi. Ma lo scenario di una separazione a parametro zero, ormai sempre meno improbabile, velocizzerebbe una possibile trattativa.

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