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Rafael Leao Milan Roma Europa LeagueGetty

La prova opaca, il cambio, il nervosismo nel post gara: Milan-Roma da dimenticare per Leao

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Era uno degli uomini più attesi di Milan-Roma, il primo round di un confronto tutto italiano in Europa League, e non solo perché tra tutti coloro che sono scesi in campo è tra i più forti in assoluto, ma anche perché nelle partite precedenti aveva sfoggiato uno stato di forma esaltante.

Del Rafael Leao degli ultimi tempi invece, non solo non si è visto nulla a San Siro, ma la sua prestazione è stata così scialba da farlo apparire a tratti quasi indisponente.

Il gioiello del Milan, parso scarico come non gli accadeva da tanto, è stato letteralmente inghiottito dalla retroguardia giallorossa e alla fine, l’unica cosa che realmente si ricorda dei suoi 78’ di gara sono stati i fischi piovuti dagli spalti al momento della sua sostituzione.

  • FISCHI AL MOMENTO DEL CAMBIO

    Il Milan-Roma di Rafa Leao è durato 78’ in tutto. Una porzione di gara scandita da zero acuti e dalla sensazione di non poter mai realmente portare pericoli dalle parti della porta avversaria.

    Stefano Pioli nel finale ha così deciso di sostituire il portoghese con Okafor ed è stato proprio mentre il portoghese che San Siro ha reagito al cambio con copiosi fischi.

    Come sempre accade in questi casi è difficile stabilire se fossero rivolti al giocatore o al tecnico che ha deciso di rinunciare ad un elemento così importante a 12’ dalla fine, quello che è certo è che Leao ha comunque incassato l’abbraccio della Curva Sud.

    Mentre buona parte dello stadio fischiava infatti, la Curva ha intonato un coro per lui. Una scena già vista a San Siro in passato, ma che ha comunque fatto un certo effetto ‘spostata’ in una delle gare più importanti della stagione.

    Come riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’, Leao dopo il triplice fischio finale è stato l’unico rossonero che non è andato a salutare i tifosi.

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  • Rafael Leao Milan Roma Europa LeagueGetty

    LA MOSSA DI DE ROSSI

    Per Rafa Leao si è trattato di una partita da dimenticare. Nessuna giocata di rilievo, nessuno spunto e la sensazione che in nessun modo potesse creare pensieri alla retroguardia della Roma.

    Una prova incolore che si può spiegare anche con l’ottima intuizione avuta da Daniele De Rossi. Il tecnico giallorosso ha creato una sorta di gabbia attorno al lusitano e lo ha fatto con una mossa a sorpresa: spostando El Shaarawy a destra.

    Il ‘Faraone’ ha fornito una prova eccezionale da punto di vista dell’impegno, visto che è andato costantemente a raddoppiare proprio su Leao, rendendo così più semplice anche la serata di un Celik che non ha commesso nemmeno una minima sbavatura.

    Una catena di destra costruita e pensata per arginare l’uomo del Milan che più di tutti poteva fare la differenza e il piano ha funzionato alla perfezione.

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  • IL NERVOSISMO NEL POST GARA

    Che per Rafa Leao si sia trattato di una serata evidentemente molto complicata, si è avuta conferma anche nel momento in cui ha lasciato San Siro.

    Non solo non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma mentre attraversava la mixed zone ad un certo punto si è fermato e si è avvicinato ad un giornalista chiedendogli “Tu che vuoi?”.

    Leao si è poi incamminato nuovamente verso l’uscita, ma mentre si allontanava si è voltato indietro e rivolgendosi allo stesso giornalista ha detto “Fai bene il tuo lavoro”.

  • Pioli Milan Roma Europa LeagueGetty

    “ERANO ROMANISTI CREDO…”

    Dopo il triplice fischio finale, Stefano Pioli ha commentato, ai microfoni di ‘Sky’, la prova offerta da Leao.

    “E’ stato poco largo e molto dentro e così ha favorito i difensori della Roma. Non possiamo però aspettarci che sia sempre lui a saltare due o tre avversari, abbiamo altri giocatori che hanno la qualità per fare meglio nell’ultima giocata. Capisco che si debba parlare sempre dei più forti, ma fino a ieri tutti esaltavate Leao. L’ho cambiato perché avevo bisogno di maggior freschezza sugli esterni e sono sicuro che lui farà tesoro di questa partita. I fischi? Erano romanisti, credo…”.

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