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Giancarlo AntognoniGetty

Antognoni e l’addio alla Fiorentina: “Ci sono rimasto di merda, trattato come un magazziniere”

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E’ considerato uno dei più forti giocatori italiani di ogni tempo, un fuoriclasse che ha legato in maniera inscindibile il suo nome a quello della Fiorentina.

Giancarlo Antognoni è ancora oggi a Firenze sinonimo di bandiera per eccellenza, ma i suoi rapporti con il club gigliato si sono interrotti nel 2021 a causa di dissidi mai nascosti.

Lui che della Fiorentina è stato giocatore, tecnico (con Luciano Chiarugi nella stagione 1992-1993) e dirigente (è stato lui a portare a Firenze Rui Costa), in una lunga intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’, ha parlato del suo rapporto con il mondo viola.

  • “POTEVO ANDARE ALLA JUVE E ALLA ROMA”

    Antognoni ha vestito la maglia della Fiorentina dal 1972 al 1987, diventando capitano e bandiera della compagine gigliata. Nel corso della sua carriera ha però avuto anche le occasioni per lasciare Firenze.

    “La Juve nel ’77 e la Roma nell’80. Il presidente Viola m’invitò a casa sua. Nella Fiorentina erano entrati i Pontello. Liedholm, allenatore della Roma, mi voleva a tutti i costi. All’epoca c’era ancora il vincolo. Viola arrivò a offrirmi anche un attico a Piazza di Spagna. Mia moglie Rita, che è romana, spingeva perché accettassi il trasferimento. Con la Juve, invece, erano gli anni di piombo. Melloni, il presidente di allora, mi chiamò d’urgenza. Avevano minacciato di fargli saltare in aria la casa. Rimasi scioccato. L’affare saltò. La Juventus poi prese Platini”.

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  • Rocco CommissoGetty Images

    “MAI FATTO QUESTIONE DI SOLDI”

    Antognoni ha raccontato come sia stato lui a fare gli onori di casa a Rocco Commisso. Il rapporto tra i due era ottimo, poi qualcosa si è incrinato.

    “All’inizio tutto bene, mi promossero pure technical manager, con lo stesso stipendio. Settemila euro netti al mese. Briciole, se pensi ai soldi che girano, ma io con la Fiorentina non ho mai fatto questione di soldi. Il giorno prima della scadenza mi chiama Barone e mi fa: “Siamo intenzionati a mandarti al settore giovanile””.

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  • AntognoniGetty Images

    “TRATTATO COME UN MAGAZZINIERE”

    La proposta di ripartire dal settore giovanile non è piaciuta ad Antognoni che, non solo l’ha rifiutata, ma ha interrotto lì i suoi rapporti con la Fiorentina.

    “Non l’ho presa bene. Ci sono rimasto di merda. Mi sono sentito declassato, era un modo per dire vattene. La peggiore delusione nel calcio. Il modo poi… Mi hanno trattato come fossi il magazziniere”.

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  • "MI PIACEREBBE LA NAZIONALE"

    Chiuso il rapporto con la Fiorentina, Antognoni vorrebbe ripartire dal suo altro grande amore: la Nazionale.

    “Mi piacerebbe tornare in Nazionale. Non pretendo la prima squadra, mi starebbe bene ripartire da quello che facevo prima. Sono stato capo delegazione dell’Under 21. Quando si trattò di scegliere per la maggiore, Tavecchio optò per Oriali. Ci restai male. Pensavo di meritarla quella chance”.

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