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Can WitselGetty Images

Witsel ed Emre Can: forza del Dortmund, rimpianto della Juve

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Sogno giallonero, incubo bianconero. La notte di Champions League che il Borussia Dortmund ha vissuto contro il PSG ha fatto sognare tutti i tifosi del club tedesco, con Erling Haaland ha monopolizzato ancora una volta la scena con la sua doppietta. C'è però anche chi la partita l'ha guardata con tanti rimpianti. Non solo quelli riguardanti il ragazzone norvegese che non sa far altro che segnaree, bensì anche per una coppia di centrocampo che in casa Juventus è molto familiare. Perché, di fatto, poteva essere quella titolare della formazione bianconera. Sliding doors.

La storia di Emre Can è nota e fresca nella memoria di tutti. Scaricato dalla Juventus, ha trovato casa a Dortmund. Il suo prestito è durato giusto un paio di settimane, poi è stato immediatamente esercitato l'obbligo di riscatto. Insomma, ci ha messo poco per convincere tutti: un euro-goal all'esordio da titolare contro il Leverkusen e una prestazione solida contro l'Union Berlino. Alle 19 di ieri il BVB ha ufficializzato il riscatto, alle 21 lo ha schierato in campo. E nelle due ore successive non ha fatto altro che confermare la meritata fiducia.

Al suo fianco ha giocato Axel Witsel, uno che la Juventus l'ha assaggiata e toccata con mano per un giorno intero: il 31 agosto 2016. Una giornata trascorsa in sede aspettando l'ufficialità di un trasferimento dallo Zenit che mai arriverà. Poi i soldi cinesi cambieranno la strada a gennaio: il centrocampista belga vola a Tianjin e ci rimane per un anno e mezzo. Prima di essere convinto al ritorno in Europa dal Borussia Dortmund nell'estate 2018. Da allora è stato uno dei migliori centrocampisti della Bundesliga e d'Europa per costanza di rendimento.

Witsel-Emre Can, una coppia nata quasi per caso. La stampa tedesca aveva rilanciato con convinzione la notizia che Favre volesse schierare l'ex Juventus come terzo di destra di difesa. Piano logico, in quanto al centro la coppia formata da Brandt e dal belga funzionava perfettamente da un paio di mesi. Poi gli stop di Reus e del classe 1996 ex Leverkusen hanno cambiato tutte le prospettive di Lucien Favre. Can si è affiancato a Witsel per comporre il duo di centrocampo del 3-4-3. E con questa coppia ha ritrovato una solidità che sembrava aver perso.

La capacità del centrocampista belga di adattarsi alle caratteristiche dei diversi compagni di reparto è l'arma in più che ha reso la coppia esplosiva. Con Brandt, l'ex Zenit e Benfica rimane più basso anche in fase di possesso, a copertura della difesa. Con Can, invece, è lui ad avvicinarsi più agli attaccanti e arrivare anche negli ultimi 25 metri di campo. Così come anche in fase difensiva, l'ex Juventus aggredisce in avanti mentre il compagno di reparto cerca di coprire il campo alle sue spalle.

Axel Witsel Emre Can Borussia Dortmund

L'intelligenza del classe 1989 è l'arma in più nella coppia, mentre invece Can si esalta nel sistema di Favre per la possibilità di pressare alto e dare intensità a una squadra che ne fa una questione primaria. La fisicità di entrambi contro il PSG è stata essenziale, soprattutto per evitare che Mbappé e Neymar ricevessero palla e fossero facilmente in grado di puntare i difensori. Quando è successo, i francesi sono sempre arrivati al tiro in porta. Ma ciò è accaduto soltanto 3 volte in 90 minuti, tutte nell'arco di un quarto d'ora nella ripresa.

Non è stata forse una prestazione da copertina, ma se il Borussia Dortmund è riuscito a battere il PSG il merito non è soltanto di Haaland. Anche di Emre Can ed Axel Witsel, due punti di forza dei gialloneri di Favre, guardati probabilmente con tanti rimpianti dalla Juventus, che si è lasciata sfuggire una potenziale coppia di centrocampo da Champions League.

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