Pubblicità
Pubblicità
Diego Milito Wesley Sneijder InterGetty Images

Wesley Sneijder, il 'folletto' olandese dell'Inter del Triplete

Pubblicità

L'estate del 2009 fu decisiva per le sorti dell'Inter, rimodellata dall'allora responsabile dell'area tecnica Marco Branca su stretto suggerimento di José Mourinho: tra le tante intuizioni spicca la chance concessa a Wesley Sneijder a pochi giorni dalla fine del mercato, per nulla scontata se si pensa che in quel momento l'olandese era uno scarto della rosa 'galattica' del Real Madrid.

Guarda l'episodio di 'Bomber' dedicato a Sneijder su Inter TV

Un affare lampo, l'ultimo tassello mancante per dar manforte alla trequarti nerazzurra, zona nevralgica del campo povera di estro e fantasia che nel 4-2-3-1 dello 'Special One' rappresenta uno dei punti più delicati, da affidare ad interpreti di indubbia tecnica come l'ex fantasista dell'Ajax. Presentazione ufficiale alla stampa il 28 agosto, 24 ore prima dell'esordio in una gara che definire 'qualunque' è sbagliato: Sneijder viene schierato dal primo minuto nel derby col Milan prendendo le redini della manovra offensiva con una semplicità da far spavento, sfiorando anche un eurogoal con un tiro dalla lunga distanza che per poco non sorprende Storari.

Poco male, considerato che alla fine il punteggio dice: Milan 0-Inter 4. I tifosi non possono far altro che sognare in grande con il loro nuovo idolo, subito imprescindibile nello scacchiere tattico di Mourinho. Per la prima rete bisogna aspettare fino al 3 ottobre: l'occasione è Inter-Udinese, il momento è quello cruciale del recupero del secondo tempo quando infila Handanovic con un rasoterra beffardo da posizione leggermente defilata, un colpo da biliardo che vale i tre punti in un clima di rassegnazione per una vittoria che sembrava ormai sfuggita.

Diego Milito Wesley Sneijder InterGetty Images

Sneijder concede il bis tre settimane più tardi con il pezzo forte del suo repertorio: il calcio di punizione con cui piega la resistenza del Catania, replicato con analogo successo per ben due volte nella stessa gara contro il Siena. Ma uno dei suoi goal più importanti in quanto a peso specifico, l'olandese lo realizza nel gelo di Kiev il 4 novembre 2009: una zampata ravvicinata per la rimonta e la riscossa nel girone di Champions League, poi superato alle spalle del Barcellona.

Sì, il Barcellona avversario della semifinale europea nell'aprile 2010: il momentaneo pari interista nell'andata di San Siro lo sigla proprio Sneijder, servito alla perfezione da Milito a cui verrà restituito il favore nella finalissima di Madrid, che porta la sua indelebile firma.

Queste sono le istantanee più importanti dello Sneijder nerazzurro, splendido protagonista anche delle stagioni successive in un contesto vincente che regalerà i trionfi in Supercoppa italiana e al Mondiale per Club, ultimi squilli prima della Coppa Italia portata a casa il 29 maggio 2011 contro il Palermo.

Sneijder si conferma punto fermo nonostante il passaggio di una lunga serie di allenatori che però non possono fare a meno di lui: fino al burrascoso addio del gennaio 2013 per approdare in Turchia al Galatasaray, tappa proficua a livello personale in cui si concederà il lusso di eliminare la Juventus dalla Champions con un goal che avrà fatto la gioia del popolo interista, ancora legato alle prodezze di un 'folletto' che in campo si comportava da 'gigante'.

Pubblicità
0