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Giorgio Chiellini Italy Coverciano 30052022Getty

L'ultima di Chiellini in Nazionale: "La mia carriera è stata inimmaginabile, non ho rimpianti"

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L'addio alla Nazionale lo ha annunciato già da qualche settimana, dopo la partita tra Sassuolo e Juventus al Mapei Stadium: "Con l'Argentina sarà l'ultima in Azzurro". E così sarà, in quello stadio, Wembley, che gli ha regalato la gioia più grande della sua carriera, il successo agli Europei.

Per Giorgio Chiellini la "finalissima" sarà speciale per tanti motivi: in primis, come detto, perché saluterà ufficialmente la maglia dell'Italia, poi perché dopo aver dato l'addio alla Juventus inizierà la calda estate che lo porterà altrove, dopo tantissimi anni.

"Per il mio futuro valuterò dopo, mi voglio godere questi giorni. Dopo Londra andrò a Disneyland con le mie bimbe e ci sarà tutto giugno per decidere. Cosa pensa la mia famiglia di un futuro in California? Lasciamo perdere: servirà anche l'ok della mia famiglia, ma anche quello di altri".

Per Chiellini, intervenuto in conferenza stampa a Coverciano, focus sul presente e sulla gara contro l'Argentina, con il pensiero fisso alla mancata qualificazione ai Mondiali.

"Credo nel destino: nel 2006 facevo parte del gruppo, ma non andai in Germania, nel 2010 e nel 2014 abbiamo vissuto Mondiali deludenti. Volevo cambiare la mia storia coi Mondiali, ma non ce l'ho fatta. Gli Europei invece li ho vissuti da protagonista e abbiamo vinto. Le due gare di settembre ci hanno complicato un po' la vita per dopo, il pari con la Bulgaria e quello con la Svizzera. Sono contento che sia rimasto Mancini".

La fascia passerà a Bonucci, un capitano dal carattere diverso.

"Prima c'era Buffon, prima ancora Cannavaro. Per ogni capitano e persona la cosa importante è essere se stessi, essere d'aiuto e supporto per i compagni. Io sono stato me stesso: una persona pacata e serena".

Per Chiellini con l'addio alla Juventus e alla Nazionale si chiude un pezzo importante di carriera.

"E' stata una carriera inimmaginabile: non ho rimpianti. Certo, volevo vincere la Champions e i Mondiali, ma ho imparato nel corso della mia crescita anche la cultura della sconfitta, il voler ribaltare tutto dopo aver perso".

Un nome che più tra tutti spicca per il futuro della Nazionale in difesa è quello di Alessandro Bastoni.

"Credo che Bastoni abbia un futuro radioso dinanzi a lui: glielo dico da tempo, dalla prima volta che l'ho visto. Sui nuovi non voglio sbilanciarmi: Bastoni deve solo giocare, sbagliare e migliorare. A 23 anni non si può essere perfetti, ma ha tutto per fare 10-12 anni in maglia Azzurra".
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