Sono passati pochi mesi da quando la carriera di Cristiano Piccini ha subito l'ennesima sterzata inattesa, dopo un periodo colmo di aspettative relative a un suo ritorno ad alti livelli: quelli che aveva messo in mostra nel corso degli anni e che gli sono valsi il trasferimento al Valencia nel 2018.
Troppi infortuni, troppe noie, troppi ostacoli: questo il tema della fine del rapporto con l'Atalanta, che aveva deciso di puntare su di lui nonostante tutto.
"Andare lì è stato un mio errore: hanno deciso di tesserarmi nonostante sapessero dei miei problemi fisici, poi mi hanno detto che avevano sbagliato a prendermi e che non ero ancora pronto. Mi facevano sentire come un invalido", ha raccontato ad 'AS' dopo aver lasciato la Dea.
Ritornato al Valencia si è fatta avanti la Stella Rossa di Belgrado, impegnata anche in Europa League: una buona occasione da sfruttare, che Piccini non si lascia sfuggire.
Arriva in Serbia con il preciso obiettivo di tornare ai suoi livelli e di riprendere il percorso di crescita che lo aveva fatto finire anche nei radar della Nazionale italiana: con calma e impegno, come al solito. Lasciandosi il passato alle spalle.
Con la Stella Rossa scende in campo in 13 occasioni, compresa la doppia sfida con i Rangers in Europa: conquista, soprattutto, il campionato serbo, ma la sua avventura è già finita.
Con un post sui social il club ha comunicato la risoluzione consensuale del contratto con il giocatore, adesso svincolato.
"Dopo sei mesi la Stella Rossa e Cristiano Piccini hanno deciso di risolvere i loro contratti. Auguriamo al nostro giocatore molti successi nel prosieguo della sua carriera".
A queste parole sono seguite quelle del direttore sportivo della Stella Rossa, Mitar Mrkela, che al sito ufficiale ha parlato di una presa di coscienza dello stesso Piccini.
"Grazie a Cristiano per il suo atteggiamento professionale nei confronti del club: stiamo parlando di un giocatore di grande qualità, che ha affrontato un grave infortunio e che deve ancora tornare ai suoi livelli. Ha giocato una buona metà di stagione, ma il ritmo è troppo alto per lui al momento".
Secondo Mrkela sarebbe stato proprio Piccini a rendersi conto di non essere d'aiuto al club nella preparazione ai preliminari di Champions League.
"Ci siamo resi conto che non poteva essere al top della forma per le qualificazioni e gli è stato chiaro che non poteva aiutare il club come voleva. E' stato molto corretto con il club: non avremo spese impreviste, quindi".
Un'altra svolta nella carriera di Cristiano Piccini, insomma: in attesa di quella definitiva, della rivalsa che metterà la parola fine alla sequenza di eventi sfortunati che hanno caratterizzato gli ultimi anni della sua storia calcistica.


