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Luis Muriel Lecce AtalantaGetty Images

Da Udine a Bergamo via Salento: Muriel in Italia

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Con un genio così, non puoi che far strada. Una strada che Luis Muriel ha percorso tra alti e bassi e che - a 29 anni compiuti giusto oggi - gli vale l'etichetta di talento incompiuto.

D'accordo i lampi di classe, d'accordo le accelerazioni, d'accordo goal bestiali, nel calcio però esiste un dogma chiamato continuità non messo lì a caso. Aspetto su cui Luis in carriera ha palesato lacune, salvato spesso e volentieri da qualità che in pochi hanno.

Udinese, Lecce, Samp, Fiorentina, Atalanta: eccola la passerella italiana del colombiano, scovato nel 2010 dai Pozzo tra giovanotti di belle speranze del Deportivo Cali. Muriel è ancora acerbo, allora diamolo in Spagna al Granada, società satellite dei friulani.

Luis Muriel Udinese

Lì non convince, torna alla base e finalmente trova la meta giusta: prestito a Lecce, Salento. Il 'Via del Mare' lo adotta, consapevole che si tratterà solo di un'avventura. Fatta di emozioni, che nonostante la retrocessione Muriel ha saputo regalare in 29 partite condite da 7 goal.

Muriel + Cuadrado (anche lui prestato dall'Udinese), per la gioia di Di Francesco prima e Cosmi poi: un Lecce 'cafetero' e sfrontato. Il buon Serse, oltre a paragonarlo a Ronaldo il Fenomeno, nel 2015 ci vede lungo.

"E' un tipo statico nelle capacità, in lui si riconosce il giocatore con capacità da campione e quando hai queste qualità se non riesci ad esprimerle in breve tempo diventi uno di quei giocatori che può diventare ma che ancora non è. Mi faceva impazzire, gli ho visto fare cose uniche".

Quasi avesse predetto il futuro e quello di Muriel, additato anche di essere una forchetta fin troppo buona. Ah, a proposito di cibo e Cuadrado, ecco servito un Di Francesco da antologia in allenamento.

"Ehi Muriel, come stai? Capisci l'italiano? Mi raccomando non andare a mangiare a casa di Cuadrado".

Tra il serio e il faceto, col signor Muriel che le accuse di 'taglia forte' le ha sempre rispedite al mittente. Soprattutto a Guidolin, suo allenatore ad Udine, il quale gli indica dove si trovi la bilancia.

"Se vuole parlare con me e vuole che lo consideri deve perdere almeno 5 chili. Per poter essere considerato un atleta deve avere il fisico e deve lavorare tanto".

Botta su, risposta giù.

"Il mio peso forma è da sempre 82/­83 chili, a Lecce ero 83 e andavo come un treno: quando disse che ero grasso pesavo 84, peccato che sceso a 81 se ne parlava lo stesso. La verità? Appena mangio un po’ di più ingrasso. La reputazione del mangione è stata la mia croce da quando Guidolin ha fatto quelle dichiarazioni, non me la son più tolta".

La prima gioia di Muriel in A è datata 3 dicembre 2011, nel tempio di Maradona. Uno scenario non banale: Napoli-Lecce 4-2, con firma d'autore sul prato verde del San Paolo. Per informazioni rivolgersi a De Sanctis e Aronica, ancora a caccia di pallone e avversario.

Tornato ad Udine la sua chance dura 30 mesi: 65 gettoni e 19 reti con Muriel in versione 'bello ma discontinuo', un loop mai abbandonato. Purtroppo.

Luis Muriel Samuel Eto'o SampdoriaGetty

A Genova se ne fregano e lo portano via dal Friuli: Massimo Ferrero, neo-patron della Sampdoria, si presenta in Liguria sparando fuochi d'artificio. Muriel e Samuel Eto'o a braccetto, a gennaio!

Siamo nel 2015, Luis calca Marassi per oltre 2 anni (84 presenze e 24 goal) regalandosi un derby della Lanterna che gli resterà a vita marchiato nella mente (sua e non solo): Genoa-Samp 0-1 del 2017, piatto/interno sul secondo palo ed urla e saltelli sotto la Gradinata Sud.

Avviene qualche mese prima di riassaporare tapas e burritos ed aver sfiorato l'Inter (Spalletti dice 'no'): ancora Spagna, ancora Andalusia, nel caldo torrido di Siviglia. Ma Pantaleo Corvino non ci sta e lo rivuole in Italia: prestito di 6 mesi a Firenze, città d'arte e affamata di calcio. Che fai, non ci vai? Sceneggiatura con sfondo viola, intrigante quanto la scommessa Muriel.

Bourabia Muriel Fiorentina Sassuolo Serie A 2019Getty Images

Da gennaio a giugno 2019 vive in riva all'Arno tra aspettative e una maglia da titolare conquistata a metà: al centro dell'attacco c'è già il 'Cholito' Simeone, ragion per cui il dualismo legato a modulo e caratteristiche diventa inevitabile. Nonostante le rassicurazioni di Pioli.

"Ci saranno partite dove giocheranno insieme, altre dove giocherà solo uno dei due. Abbiamo sempre schierato tre punte e continueremo a farlo, le loro posizioni varieranno a seconda di forma e partita".

Tra panchina, tridente e doppio attaccante la parentesi alla Fiorentina dirà 9 centri in 23 gare, che non gli basteranno per farsi riscattare dai Della Valle: arrivederci e grazie, biglietto per la Spagna incluso. Questione di settimane però, perchè Luis la scorsa estate rifà le valigie: 2.037 chilometri - Google Maps dixit - ed eccolo di nuovo da noi, stavolta la destinazione è Bergamo.

L'Atalanta versa al Siviglia 15 milioni più bonus, offrendogli favola e palcoscenico Champions: da Cuadrado a Zapata il passo è breve, trova un altro connazionale e mostra di gradire la filosofia del Gasp.

Fino alla pandemia 14 goal in 28 partite tra campionato, Champions e Coppa Italia, mica male per una 'riserva'. Già, perchè provateci voi oggi a rubare stabilmente il posto a Duvan, Ilicic e al 'Papu'.

Quello di Bergamo è il treno con cui Muriel può e deve ribaltare pensieri nati vedendolo tirare calci al pallone: oltre al talento, c'è anche continuità. Alla faccia di incognite e bilancia.

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