Trent'anni dalla caduta del Muro: la DDR e il calcio nella Germania Est

West Germany Franz Beckenbauer East Germany 1960
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9 novembre 1989-9 novembre 2019: 30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino Goal vi accompagna in un viaggio nel calcio della Germania Est.

La notte del 9 novembre 1989 il crollo del Muro di Berlino segnò la fine di un'epoca, quella della Guerra fredda, e l'inizio dello sfaldamento del blocco sovietico comunista che si contrapponeva alle democrazie occidentali e del processo di unificazione delle due Germanie.

Quella barriera di cemento che per 28 anni sfregiò Berlino dividendola in due parti contrapposte, fu abbattuta fisicamente a colpi di piccone dagli stessi cittadini di Berlino Est, la capitale di quella che era la Germania Orientale. Anche nello sport e nel calcio la caduta pacifica del simbolo della 'Cortina di Ferro' avrebbe portato di lì a poco all'inizio di una nuova era a livello europeo e mondiale.

La Nazionale della Germania Est, passata alla storia con l'acronimo di DDR, sarebbe scomparsa di lì a pochi mesi, come il massimo campionato della Germania Orientale, la DDR-Oberliga, portandosi dietro tutte le ombre e gli scandali che ne contraddistinsero l'esistenza.

In occasione del trentennale del crollo del Muro di Berlino, che ricorre pochi giorni dopo il primo storico derby della capitale giocato in Bundesliga fra una squadra dell'ex Berlino Est, l'Union, ed una dell'ex Berlino Ovest, l'Hertha, Goal vi accompagna in un viaggio nel calcio della Germania Orientale, dalla sua nascita fino alla sua scomparsa e ai giorni nostri. 

IL CALCIO TEDESCO SI DIVIDE: NASCONO LA DDR-OBERLIGA E LA GERMANIA EST

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Germania, principale potenza sconfitta il cui territorio è occupato da 4 eserciti, è suddivisa in 2 Stati: da una parte la Repubblica Federale Tedesca, comunemente chiamata Germania Ovest , con capitale Bonn, sotto l'influenza delle potenze occidentali; dall'altra la Repubblica Democratica Tedesca, con capitale Berlino Est, sotto l'influenza dell'Unione Sovietica.

Quest'ultima è proclamata il 7 ottobre 1949 e porta come conseguenza a una divisione fra le due Germanie anche nel Mondo del calcio, con la nascita di un nuovo campionato e di una nuova Nazionale ad Est. Quella che vi raccontiamo è la storia della DDR, la Nazionale della Germania Orientale.

Già nel 1948 nel territorio tedesco occupato dai sovietici era stato istituito un campionato ad eliminazione, denominato Ostzonenmeisterschaft , vinto dal dall’SG Planitz, il futuro BSG Sachsenring Zwickau, ma è dalla stagione 1949-50, dopo la proclamazione della Repubblica Democratica, che viene introdotto un nuovo sistema calcistico a girone unico: la DDR-Oberliga, la Serie A della Germania Est. Parallelamente al campionato, nasce anche la Coppa della Germania Est .

Prima ancora che venga istituita la Repubblica Democratica e sorga il nuovo torneo, nel maggio del 1949 i vertici dello sport della zona di occupazione sovietica danno l'incarico di formare una nuova selezione a un tecnico trentaquattrenne, Helmut Schön, ex calciatore della Germania e allenatore dell'SC Friedrichstadt, che lotta per vincere il campionato. 

Helmut Schoen West Germany

Ma sulla panchina della Germania Est Schön non siederà mai, almeno in partite ufficiali, perché la Federazione del nuovo Paese non è ancora membro della FIFA e la procedura di ammissione è rallentata dalla Repubblica Federale.

L'ammissione definitiva della DDR alla FIFA avviene soltanto nel 1952, anno nel quale Schön ha già varcato il confine con l'Ovest. Dall'altra parte della Germania scriverà la storia del calcio, vincendo gli Europei del 1972 e i Mondiali del 1974 con la Nazionale della Repubblica Federale. Ad Est ci si deve accontentare di Fred Schulz prima e Alfred Kunze poi, Ct con i quali la DDR gioca alcune amichevoli non ufficiali.

La prima maglia è azzurra con lo stemma della Repubblica Democratica sul petto, la seconda bianca con bordi azzurri. Come inno nazionale si adotta invece 'Auferstanden aus Ruinen', che significa letteralmente 'Risorti dalle rovine', ma c'è una particolarità: i ragazzi della DDR hanno infatti più o meno l'ordine di non cantarlo, perché nel testo, scritto da Johannes Becher, un oppositore del nazismo, si parla chiaramente di 'Germania' come unico Paese.

Le prime avversarie sono tutte Nazionali del blocco socialista, e fatta eccezione per alcune gare con selezioni locali, la Germania Est perde sempre. La prima amichevole la DDR la gioca il 21 settembre 1952 a Varsavia con la Polonia, avversario contro cui soccombe 3-0. Nei primi 3 anni di vita poche sono le gioie: in 6 gare disputate, per la DDR arrivano infatti ben 5 sconfitte e 1 pareggio.

IL MURO DI BERLINO E I CLUB DELLA GERMANIA EST

La divisione fra Germania Est e Germania Ovest diventa più netta nel 1961, quando viene eretto un muro per separare anche fisicamente le due parti di Berlino e impedire le fughe all'Ovest dei tedeschi orientali. 

Berlin wall in 1984

Il regime socialista che governa la Germania Est impone lo scioglimento dei vecchi club tedeschi, considerati 'borghesi', e la loro trasformazione in società con ragione sociale legata ad aziende e altri enti pubblici; ecco quindi Lokomotive (ferrovie nazionali), Chemie (industria chimica), Aufbau (industria edilizia), Stahl (industria metallurgica) e Wismut (miniera).  

Al posto della VFB Lipsia, nel 1903 prima vincitrice storica del campionato tedesco, erano nate il Rotation Lipsia, la squadra dei poligrafici, e il Lokomotive, quella dei ferrovieri. Nel 1964 le due squadre si ritrovano in Prima Divisione e il regime decide di fonderle per creare un solo club, ma in realtà nascono altre due società: l'SC Lipsia, composta dai migliori elementi delle vecchie squadre, e il BSG Chemie Lipsia, composto dagli scarti e da vecchie glorie.

Bordeaux Lokomotive Leipzig European Cup 04081987

Curiosamente però è il Chemie ad aggiudicarsi contro tutti i pronostici quell'anno il titolo di campione della Germania Est. L'anno seguente l'SC Lipsia diventa FC Lokomotive Lipsia, e manterrà questa denominazione fino alla riunificazione della Germania.

Anche il Dresda SC, vincitore dell’ultimo torneo ufficiale della Germania prima dell’occupazione alleata, aveva subito lo scioglimento, diventando SC Friedrichstadt, ma il nome era stato considerato ancora troppo 'borghese' dal regime socialista e così nel 1950, al termine di una partita giocata contro il Motor Zwickau, e diretta da un arbitro a dir poco ostile, il club venne azzerato di nuovo per dare vita al Tabak Dresda, dal marchio di un’industria tabacchiera locale (trasformandosi nuovamente in Dresda SC dopo la riunificazione del Paese).

Dynamo Dresden fans

Nella stessa città c'è la Dinamo Dresda, la squadra della Volkspolizei, la polizia del popolo, che nasce il 12 aprile 1953 dalla selezione degli elementi migliori di 7 club locali. Clamoroso è poi quanto accade nel 1954: l'Empor Lautor, piccola squadra dei Monti Metalliferi, si ritrova sorprendentemente al comando della DDR-Oberliga, ma il regime decide di trasferire in blocco nottetempo i giocatori a Rostock, nel Nord del Paese, povero in quel momento di club nel massimo campionato della Germania Est. Nasce così l'Empor Rostock, che sarà poi Hansa Rostock dal 1965, con la separazione dall'SC Empor .

FC Union Berlin fans

Club di vertice sono anche il Magdeburgo, il Karl-Marx Stadt (oggi Chemnitz) e il Carl-Zeiss Jena, mentre nella capitale ecco la Dinamo Berlino, la squadra del capo della Stasi Erich Mielke, fondata nel 1954, e gli accerrimi rivali dell'Union Berlino, il cui padrino è Herbert Warncke, ex oppositore del Nazismo. Singolare è infine il destino della terza squadra berlinese a giocare la DDR-Oberliga, l'FC Vorwärts .

Dynamo Berliner fans

Fondato nel 1951 a Lipsia col nome di KVP Vorwärts Lipsia (dove KVP stava per Kaserniere Volkspolizei), il club è presto trasferito per motivi politici a Berlino Est con il nome prima di ZSK Vorwärts Berlino, poi di ASK Vorwärts Berlino, diventando club dell'esercito (Armeesportklub). Dal 1965 diventa FC Vorwärts Berlino e vince 2 campionati e una coppa nazionale. Nel 1969/70 arriva a giocarsi i quarti di Coppa Campioni contro il Feyenoord.

Nel 1971 però il regime decide di trasferire il club a Francoforte sull'Oder, dove gioca a buoni livelli sino agli anni '80, per trasformarsi infine, dopo la riunificazione in Viktoria Francoforte.La stessa Dinamo Berlino, che anche grazie agli 'aiuti' di Mielke riesce ad aggiudicarsi 10 titoli consecutivi della DDR Oberliga dal 1978 al 1988, si trasforma dopo la riunificazione in FC Berlino, per poi riprendere la vecchia denominazione dal 1999.

Se inizialmente il principio fu quello di voler dare visibilità calcistica a tutte le aree del Paese, dal 1966 il presidente della Federcalcio della DDR, Manfred Ewald, opta per un progetto diverso: quello di portare i migliori giocatori negli 11 migliori club. Di questo trae giovamento la Nazionale, che negli Anni Sessanta e Settanta del Novecento conosce il suo periodo d'oro.

L'EXPLOIT DELLA DDR AI MONDIALI DEL 1974 

Il rendimento negativo della DDR nei primi anni di vita, porta alle dimissioni del Ct Kunze a alla promozione del suo assistente Willi Oelgart. Il nuovo Commissaro tecnico comprende che il problema principale per la Nazionale della Germania Est sono le ingerenze pressanti della politica, e per questo organizza una serie di stage per conoscere meglio i giocatori.

Nonostante i buoni propositi, le pressioni politiche dei funzionari sussistono e i risultati sono ancora una volta deludenti. Si arriva così a metà del 1955 ad affidare la panchina al magiaro Jànos Gyarmati, ex tecnico della Dinamo Dresda. Quest'ultimo diventa contemporaneamente allenatore della Nazionale B e di quella Giovanile, ottiene di organizzare degli stage periodici ogni mese e i risultati iniziano ad arrivare.

Il 18 settembre 1955 c'è il primo successo della DDR, che si impone 3-2 a Bucarest in amichevole con la Romania. Al ritorno in patria i giocatori vengono accolti come eroi, il Governo ferma addirittura la DDR-Oberliga e concede a tutti una settimana di vacanza sul Mar Nero.

DDR fans with flag

Da quel successo la DDR cresce e dal 1958 inizia a giocare in gare ufficiali per la Qualificazione agli Europei e ai Mondiali. La squadra praticherà sempre un calcio in cui il talento del singolo è sacrificato in nome del collettivo e per questo le squadre della Germania Est saranno quasi sempre molto forti dal punto di vista fisico ma talvolta prive di estro e fantasia. 

A livello di Nazionale maggiore i grandi obiettivi per la DDR saranno però quasi sempre "un punto più in là", come scrisse il giornalista Hesse-Lichtenberger. I tedeschi dell'Est mancano infatti la qualificazione a tutte le edizioni degli Europei dal 1960 al 1988, e in 3 occasioni falliscono il traguardo per un soffio. Nel 1976 basta un successo nel doppio confronto con l'Islanda ultima nel girone, e invece arrivano un pareggio e una sconfitta. Nel 1980 la Germania Est si fa rimontare 2 goal nell'incontro decisivo con l'Olanda, nel 1988 è invece una clamorosa papera del portiere Müller su tiro di Aleijnikov a spianare la strada all'URSS.

Non va meglio nei Mondiali, con un'unica grande eccezione: l'edizione del 1974 in Germania Ovest. Inserita nel Gruppo 4 europeo di qualificazione, la DDR del Ct Buschner ha la meglio su Romania, Finlandia e Albania, e accede alla fase finale, dove, ironia del destino, è inserita nello stesso girone dei tedeschi occidentali, il Gruppo A. 

L'atteso confronto fra le due Germanie, il 1° a livello di Nazionali maggiori, si gioca il 22 giugno al Volkspark di Amburgo in uno stadio blindatissimo per ragioni di sicurezza e davanti a oltre 60 mila spettatori. I favori del pronostico sono tutti per la Repubblica Federale, guidata in panchina da un tedesco orientale: quello Schön cui anni prima era stato affidato il compito di creare la DDR. 

Jürgen Sparwasser West Germany DDR World Cup 1974

Sul campo accade però l'impensabile: Beckenbauer e compagni non riescono a superare l'arcigna difesa della squadra orientale, che gioca 'all'italiana' e riesce a tenere la sfida in equilibrio. Al 78' succede poi il patatrac: Bransh lancia in contropiede Sparwasser, l'attaccante del Magdeburgo controlla il pallone, aggira Beckenbauer e supera Maier. Il derby delle 2 Germanie finisce così con il successo a sorpresa della DDR, che pone fine all'imbattibilità degli avversari.

Il successo sulla Germania Ovest sarà il canto del cigno della storia calcistica della DDR. Dopo aver chiuso il Gruppo A al 1° posto, il cammino dei tedeschi orientali ai Mondiali del 1974 si chiude infatti nella seconda fase: la DDR chiude con 1 solo punto in 3 gare il proprio girone di semifinale, perdendo con l'Olanda di Cruijff e col Brasile di Rivelino, e pareggiando con l'Argentina. 

Da allora la Germania Est non riuscirà mai più a giocarsi una fase finale dei Mondiali. Ci andrà molto vicino soltanto nel 1990, quando con il muro ormai caduto e i giocatori distratti dalle offerte di contratto dei club dell'Ovest, perde 3-0 la sfida decisiva contro l'Austria.

LA GIOVANE DDR SUL TETTO D'EUROPA: TRE TITOLI JUNIORES

Se a livello di Nazionale maggiore i Mondiali del 1974 con il successo sulla Repubblica Federale rappresentano il miglior risultato nella storia della DDR, è con le Nazionali giovanili che la Germania Est riesce a togliersi le maggiori soddisfazioni.

Il regime socialista sottoponeva i giovani calciatori di talento a uno 'screening' attento e a una preparazione dura e severa, per poi indirizzarli verso le migliori squadre. I giovani giocatori della Germania Est erano inoltre dilettanti di diritto ma professionisti di facciata, perché la maggior parte di loro già giocava nell'Oberliga.

Questo comportava un vantaggio sostanziale quando si affrontavano avversarie i cui giocatori che si affacciavano per la prima volta sul palcoscenico internazionale. Non è un caso che siano stati ben 3 i trionfi a livello di Europei Juniores per la DDR: nel 1965 con una vittoria per 3-2 sull'Inghilterra, nel 1970 superando ai rigori l'Olanda che si apprestava a rivoluzionare il calcio mondiale, e nel 1986, quando in Yugoslavia i tedeschi dell'Est, trascinati dalla stella della Dinamo Dresda, Mathias Sammer, che pur giovanissimo già gioca in Nazionale maggiore, battono in finale l'Italia di Lupi 3-1.

Mathias Sammer Dynamo Dresden Bundesliga

Gli Azzurrini, nonostante la presenza in squadra di un futuro campione come Gianluigi Lentini, e di buoni giocatori come Alberto Rivolta, Francesco Zanoncelli, Giovanni Piacentini e Massimo Ciocci, vengono travolti a Subotica dalle reti di Kruse, Sammer e Koeller, che vanificano il goal iniziale di Impallomeni.

TRIONFO OLIMPICO: L'ORO DI MONTREAL NEL 1976

Soddisfazioni ancora maggiori la Germania Est se le toglie nelle Olimpiadi. Dopo aver conquistato la medaglia di bronzo a Tokyo nel 1968 e a Monaco di Baviera nel 1972 (battendo in semifinale la Germania Ovest 3-2), è nell'edizione canadese di Montreal, nel 1976, che la DDR scrive la pagina più importante della sua storia calcistica, conquistando la medaglia d'oro.

Dopo aver fatto fuori in scioltezza nelle qualificazioni i dilettanti della Grecia e quelli dell' Austria, e a fatica la solida Cecoslovacchia di Nehoda e Masny (che nell'estate dello stesso anno si laureano Campioni d'Europa, ndr) la Germania Est è inserita nel Gruppo A, che per la defezione della Nigeria si riduce a 3 squadre: oltre alla DDR ci sono il Brasile di Edinho e Junior e la Spagna, che fra le sue fila schiera il portiere Arconada e la futura stella del Real Madrid Juanito in attacco.

Sulla carta il raggruppamento è proibitivo per la squadra guidata dal Ct Georg Buschner, che ha in rosa, ma non fra i titolari, anche Bernd Bransh, il capitano della DDR che partecipò ai Mondiali del 1974. La Germania Est debutta con uno scialbo 0-0 contro il Brasile, gara condizionata dal forte caldo (si gioca alle 15) e dal jet lag. La qualificazione alla seconda fase arriva così grazie a una vittoria per 1-0 sulla Spagna targata  Dörner, con le Furie rosse precedentemente sconfitte anche dai verdeoro. 

La DDR si piazza seconda e il tabellone la oppone ai quarti di finale alla Francia di Michel Platini. 'Le Roy' gioca nel Nancy, ha 21 anni e in quella stagione è votato 'Giocatore francese dell'anno'. Nel torneo olimpico ha già segnato 3 goal e può contare su un compagno di squadra come Patrick Battiston .

Michel Platini France 1978

L'attaccante della DDR Löwe sblocca però il risultato a metà del primo tempo, poi nella ripresa l'arbitro italiano Michelotti concede un rigore dubbio ai tedeschi orientali ed espelle per proteste i francesi Rubio e Fernandez. Dörner realizza con freddezza dal dischetto, e si ripete al 68' su azione, con Riedeger che chiude i giochi al 77'. Sul 4-0 Buschner si concede addirittura il lusso di cambiare il portiere, Croy, con il dodicesimo Grapenthin, per preservare il titolare per le semifinali.

L'avversario è infatti l' Unione Sovietica del Ct Valerij Lobanovski e del futuro Pallone d'Oro Oleg Blochin in attacco. La DDR compie il suo capolavoro calcistico, colpendo 2 volte l'URSS nella ripresa con i goal di Dörner (ancora su rigore) e Kurbjurweit,  e giocando una grande partita a livello difensivo. Gli avversari accorciano le distanze con un rigore di Kolotov nel finale, ma è la Germania Est ad approdare all'ultimo atto del torneo senza aver subito un goal su azione.

La finalissima vede infine i tedeschi dell'Est sfidare un'altra Nazionale del blocco sovietico, la Polonia campione olimpica uscente, che come la DDR schiera dilettanti solo di facciata. In squadra ci sono infatti il portiere Tomaszewski, il difensore Zmuda , la stella Lato, Deyna e Szarmach. A Montreal, davanti a 70 mila spettatori, Buschner manda in campo i suoi con un 1-3-3-3 con Croy fra i pali, Dörner libero, Lauck in mediana e Hoffmann davanti.

Gregorz Lato Poland

Le cose si mettono bene per la DDR già nei minuti iniziali: Schade sblocca al 7' sugli sviluppi di un calcio di punizione, poco dopo Hoffmann raddoppia con un gran sinistro. Il vantaggio consente ai tedeschi dell'Est di giocare la partita come preferiscono, con la difesa che resiste agli assalti avversari e Croy che para di tutto. Il portiere non può nulla però su un colpo di testa da distanza ravvicinata di Lato, che riapre i giochi nella ripresa.

Tomaszewski ha la febbre e viene sostituito, dall'altra parte è ancora Croy l'eroe dei tedeschi orientali con una parata su mezza rovesciata di Szarmach che vale più di un goal. Rete che arriva nel finale, ma ancora per la DDR, con un contropiede vincente di Häfner. Sul 3-1 Buschner concede al capitano del 1974,  Bransch, la passerella finale. La DDR con un'impresa storica, mai riuscita né alla Germania Ovest né alla Germania unita, è campione olimpica.

Dopo quel successo a livello giovanile conquisterà anche l'argento a Mosca nelle Olimpiadi del 1980 e un prestigioso 3° posto ai Mondiali Under 20 in Yugoslavia nel 1987.

LA LONGA MANUS DEL REGIME

Gli Anni Settanta sono senza dubbio il decennio in cui la DDR ha ottenuto i migliori risultati. Ma sulle imprese della Germania Est e dei suoi club pesano senza dubbio alcune ombre, relative a una serie di pratiche illecite del regime al fine di alterare le prestazioni dei giocatori o gli stessi risultati delle gare.

In primis ci sono i sospetti di doping . Sospetti perché a differenza di altri sport, nel calcio l'unica prova è legata alla positività di due giocatori dell'Union Berlino nel 1985. Tranne loro, che non vengono nemmeno squalificati, nella storia dell'Oberliga, della DDR e delle Coppe Europee nessun altro giocatore della Germania Est è mai stato trovato positivo a un controllo antidoping. Ma la pratica del doping di Stato esisteva ed era molto diffusa anche nel calcio.

Sebbene le autorità della DDR l'avessero proibita per le competizioni nazionali, la somministrazione di sostanze proibite era una prassi diffusa in Germania Est per i top club, ovvero quelli che giocavano le Coppe, e per i calciatori che indossavano la maglia della Nazionale. Secondo i documenti della Stasi, i primi tentativi di doping nella DDR risalirebbero al 1965, con l' Hemostyl, un ricostituente, che sarebbe stato dato ai giocatori della Nazionale prima di una gara contro l'Austria. "In certi periodi - ha raccontato anche Bernd Bransch, capitano della DDR ai Mondiali del 1974 - era stato provato di tutto. Ricevevamo pastiglie che non sapevamo a cosa servissero. Ci dicevano che erano vitamine".

La situazione non cambiava ed era forse peggiore nei club. Secondo alcuni storici, dalla fine degli Anni Sessanta ai giocatori del Carl-Zeiss veniva somministrato l'Oral-Turinabol, un anabolizzante con gravi effetti collaterali che diventerà molto diffuso fra gli atleti della DDR negli anni seguenti.

Sempre dai documenti emersi dagli archivi della Stasi molti anni dopo, sembra che la stessa pratica si fosse diffusa negli anni seguenti al Rot Weiss Erfurt, e che probabilmente dal 1977 Dinamo Dresda e Dinamo Berlino abbiano iniziato a far uso inizialmente di psicofarmaci e stimolanti, quindi di anfetamine per alterare le prestazioni dei giocatori. Proprio tracce di anfetamine sarebbero state trovate nelle urine di 14 su 17 giocatori della Dinamo Berlino prima del match di andata degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni 1983-84 contro il Partizan Belgrado, vinto 2-0 dai tedeschi dell'Est. 

Stasi Records

Altre ombre sono legate al controllo sugli arbitri, esercitato dal 'padrino' della Dinamo Berlino, il capo della stasi Erich Mielke. Quest'ultimo a partire dalla seconda metà degli Anni Settanta del secolo scorso, deluso per i risultati scadenti ottenuti fino a quel momento dalla sua squadra, decide che è giunta l'ora che le cose cambino, e inizia sistematicamente a esercitare la sua influenza sugli arbitraggi della DDR-Oberliga.

Molti fischietti sono suoi dipendenti, e così Mielke decide che siano loro a dirigere le partite più delicate del campionato. Grazie anche agli aiuti arbitrali di cui usufruisce, la Dinamo vince consecutivamente per 10 anni di fila il titolo della Germania Est, ma la situazione diventa esplosiva a metà anni Ottanta.

Le proteste infuriano, e dopo il celebre 'rigore della vergogna' del 1986, che consente alla squadra berlinese di pareggiare in extremis il match decisivo con la Lokomotive Lipsia, si muovono anche i vertici politici del Paese. L'arbitro Stumpf è squalificato per un anno: la Federazione decide che i fischietti compromessi non arbitreranno più la Dinamo e l'influenza di Mielke sugli arbitri inizia a scemare.

C'è infine la questione del 'finto dilettantismo': ufficialmente i giocatori ricevevano un salario come tutti i lavoratori della Germania Est, ufficiosamente però, soprattutto i più bravi, ne riscuotevano un altro più alto, sebbene non paragonabile con quelli percepiti dai calciatori della Germania occidentale.

LE STELLE DELLA DDR

Nonostante un calcio dove la tecnica e il talento individuale erano spesso sacrificati in nome dell'atletismo e del gioco di squadra, la DDR ha espresso nei suoi 41 anni di storia alcuni grandi giocatori:

Jürgen Croy: considerato il miglior portiere della Germania Est, ha speso tutta la sua carriera nello stesso club, il Sachsenring Zwickau, nel quale ha militato dal 1967 al 1985. In Nazionale ha vinto l'oro a Montreal nel 1976 e il bronzo alle Olimpiadi di Monaco nel 1972, oltre ad aver partecipato ai Mondiali del 1974;

Reinhard Lauck: è stato il mediano più forte della DDR. Dopo gli inizi a Cottbus, si afferma con le maglie di Union Berlino e Dinamo. Il suo capolavoro è stato il derby con la Germania Ovest nei Mondiali del 1974, gara in cui bloccò Overath, fonte di gioco avversaria. Muore nel 1997, quando è ritrovato esanime in strada con un tasso alcolico molto elevato;

Andreas Thom Germany 1992

- Andreas Thom: talento cristallino, è il pupillo del capo della Stasi, Mielke. Cresce e si afferma nella Dinamo Berlino: giovanissimo, segna alla Roma in Coppa dei Campioni nel 1984, ma l'anno del suo exploit è il 1988, in cui si laurea capocannoniere della DDR-Oberliga con 20 goal e vince il titolo di 'Giocatore dell'anno' della Germania Est. Quando crolla il muro, è il primo tedesco dell'Est a passare all'Ovest: se lo assicura il Bayer Leverkusen, che versa 2,5 milioni di marchi alla Federcalcio orientale. Assieme al bomber Ulf Kirsten diventa un simbolo delle Aspirine. Nel 1995 passa al Celtic, prima di chiudere la carriera con l'Hertha Berlino. È uno dei pochi giocatori ad aver giocato sia con la DDR (16 goal in 51 partite) sia con la Germania unificata.

Joachim Streich: semplicemente il bomber più prolifico della Germania Est: per lui 229 goal in Oberliga con le maglie di Hansa Rostock e Magdeburgo e 53 nella DDR, di cui è stato il massimo marcatore. Bronzo olimpico nel 1972, partecipa anche ai Mondiali del 1974;

- Peter Ducke: forse il talento più puro che la DDR abbia mai espresso. Gioca sempre con lo stesso club, il Carl-Zeiss Jena. Punta o trequartista dopo il grave infortunio a una gamba, segna 207 goal in 352 partite. In Nazionale vince il bronzo a Monaco nel 1972 e partecipa ai Mondiali del 1974, pur non giocando il derby con la Repubblica Federale. Di lui il Ct Buschner dirà: "Fosse nato in Germania Ovest avrebbe conteso il posto da titolare in Nazionale a gente del calibro di Uwe Seeler e Gerd Müller, e avrebbe vinto una Coppa del Mondo".

CROLLA IL MURO DI BERLINO: LA FINE DELLA DDR

Un evento storico segna la fine della Germania Est: il 9 novembre 1989 crolla il Muro di Berlino, la barriera fisica che separa la parte Orientale di Berlino da quella Occidentale, e idealmente le due Germanie. Se la Dinamo Dresda vince il campionato, bissando il successo dell'anno precedente, e nel 1990-91 si istituisce un nuovo torneo con promozioni e retrocessioni, la NOFV-Oberliga, per stabilire in quale serie del nuovo sistema calcistico unificato avrebbero giocato i club dell'Est, suscita scalpore la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali di Italia 90.

Dopo aver superato l'Unione Sovietica con reti di Thom e Sammer, ai tedeschi dell'Est basta un punto nell'ultima gara in Austria per raggiungere i secondi Mondiali della loro storia, ormai prossima alla conclusione. Ma i giocatori sono distratti dal corteggiamento dei ricchi club occidentali, e il risultato è un secco 3-0 per i padroni di casa, che beffano così in extremis la DDR.

Thomas Doll Germany 1991

La Germania Est dal ko in Austria gioca altre 7 gare amichevoli, di cui le ultime 2 resteranno sempre nella memoria degli appassionati. La prima è datata 13 maggio 1990, con una DDR priva di Thom, già passato al Bayer, e Sammer, che si sta giocando il campionato con la Dinamo Dresda, ospite del Brasile al Maracanà di Rio de Janeiro. Gli uomini di Lazaroni passano in vantaggio con Alemão, ma a sorpresa il futuro centrocampista di Lazio e Bari, Thomas Doll, pareggia di testa nella ripresa. 

L'equilibrio dura però poco, perché prima Careca, poi Dunga, vanno in goal, portando il risultato sul 3-1 per la Seleçao. Sembra finita ma Geyer si inventa le mosse Steinmann e Rösler (futuro protagonista del Manchester City) e viene premiato. Steinmann, centrocampista offensivo medaglia di bronzo ai Mondiali Under 20 del 1987, prima inventa l'azione per il 3-2 del veterano Ernst, poi con un gran tiro sorprende Taffarel per l'incredibile 3-3 finale.

Per gli Ossis quel pareggio è il primo risultato utile con il Brasile a livello di Nazionali maggiori nonché una grande vetrina internazionale: molti dei giocatori presenti al Maracanà quel giorno si guadagneranno infatti un ingaggio con i club dell'Ovest o all'estero.

Rico Steinmann FC Koln 1997

L'ultima partita della DDR ha invece come teatro lo stadio Heysel di Bruxelles il 12 settembre 1990. Gli Ossis affrontano il Belgio in quella che da gara di qualificazione per Euro '92 è declassata ad amichevole in vista della proclamazione dell'unità della Germania. Al ritiro si presentano solo in pochi, fra questi Matias Sammer. Il centrocampista, che giocherà anche in Italia con l'Inter, visto l'andazzo, pensa al ritorno a Stoccarda, dove intanto si è trasferito, ma alla fine opta per restare.

In tutto il Ct Eduard Geyer può disporre il giorno della sfida di 14 giocatori, fra cui 2 portieri e 3 debuttanti. Nonostante giochi in formazione rimaneggiata, la DDR tiene in equilibrio la gara e nel finale sale sugli scudi proprio il futuro Pallone d'Oro: il centrocampista firma una doppietta d'autore, che consente alla DDR di chiudere la sua storia nel modo più bello. Sammer saprà essere protagonista anche in Bundesliga e con la Germania unita, vincendo gli Europei del 1996 e conquistando in quell'anno l'ambito premio individuale di miglior giocatore del Vecchio continente.

E SE LA DDR ESISTESSE OGGI?

Con la riunificazione della Germania nel 1990, i club dell'ex Germania Est faranno un enorme fatica a competere con le società più ricche dell'Ovest. In primis perché perdono in massa i propri migliori giocatori, presi d'assalto dai dirigenti delle società occidentali, quindi perché si perderà anche quel sistema di reclutamento che con il regime garantiva un ricambio generazionale dei talenti.

Club in difficoltà, dunque, e un numero sempre minore di talenti provenienti dalla Germania Orientale porteranno le società dell'Est a scivolare nelle serie inferiori del calcio tedesco. Solo l'importante investimento della Red Bull nell'RB Lipsia, ha posto fine lo scorso anno ad una lunga assenza di 7 anni dalla Bundesliga dei club dell'Est. 

Dopo 4 promozioni, la squadra attualmente guidata da Julian Nagelsmann è approdata in Bundesliga da protagonista, conquistando un 2° posto che è valso la Champions League e riportando di fatto in auge il calcio dell'Est. Tra le fila dei 'Roten Bullen' c'è anche un calciatore nato nella parte orientale della Germania: il giovane centrocampista classe 2001 Tom Krauß, prodotto del settore giovanile e già nel giro della prima squadra.

Marcus Ingvartsen Union Berlin Hertha Berlin Bundesliga 11022019

Da quest' anno in Bundesliga c'è anche un altro club dell'ex Germania est, quell'Union Berlino che ha ottenuto la prima storica promozione e che, il 2 novembre, ha vinto contro l'Hertha il primo derby di Bundesliga tra una squadra di Berlino Ovest e una di Berlino Est.

In Zweite Liga, la seconda divisione tedesca, solo 2 squadre su 18 sono dell'ex DDR: Dynamo Dresda ed Erzgebirge Aue. In 3. Liga troviamo invece Hansa Rostock, Magdeburgo, Hallescher, Jena, Zwickau e Chemnitzer.

La domanda sorge quindi spontanea: e se la DDR esistesse oggi, come giocherebbe? Abbiamo così provato a comporre un'ipotetica Nazionale della DDR ai giorni nostri.

PS Germania Est 2019

Considerando i calciatori nati nell'ex Germania Orientale e attualmente in attività, ne vien fuori una squadra dignitosa, che saprebbe giocarsi le sue carte a livello europeo e mondiale. Fra i pali troverebbe spazio l'attuale portiere del Norwich ed ex capitano dello Schalke 04 Ralf Färhmann

La linea difensiva, che abbiamo schierato a 4, vedrebbe a destra Tony Jantschke, icona del Borussia M'Gladbach, il punto fermo del Borussia Dortmund Marcel Schmelzer a sinistra, e al centro il giovane talento classe 2000 del Bayern Monaco  Lars-Lukas Mai assieme a Marcel Franke dell'Hannover.

A centrocampo il leader della squadra e il capitano sarebbe Toni Kroos, campione del Mondo in Brasile nel 2014 con la Germania (1° e unico tedesco dell'Est) e protagonista del ciclo del Real Madrid di Zidane. Al suo fianco il leader del centrocampo del Wolfsburg Maximilian Arnold, con Robert Andrich dell'Union, ex Heidenheim, per completare il reparto. In panchina spazio a Felix Kroos, frratello di Toni.

L'attacco, infine, sarebbe di tutto rispetto, con un duo tutto del Werder Brema a supporto della punta: Leonardo Bittencourt a sinistra, Kevin Möhwald a destra. Riferimento offensivo il simbolo del Friburgo Nils Petersen, entrato di recente anche nel giro della nazionale di Joachim Löw.

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