Tre rigori parati in una partita: l'indimenticabile esperienza di Silvestri al Leeds

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"Buffon era velocissimo di testa. Da ragazzino ho iniziato ad allenarlo al Parma quando aveva 13 anni. Prima di stare in porta giocava in mezzo al campo. Un fenomeno, mentre Antonioli a Cesena lavorava con me ore ed ore. Faccio il contadino da sempre e so cosa significa stare sul campo. Silvestri ha qualcosa di entrambi": non ha usato mezzi termini ai microfoni de "L'Arena", Ermes Fulgoni, storico preparatore dei portieri al Parma, per descrivere Marco Silvestri.

Anche se, più in generale, non ci sarebbe bisogno di troppe presentazioni sul suo conto. L'investitura è nobile, importante: da Fulgoni è passato Buffon, mica uno qualsiasi. A Modena ha cresciuto anche lo stesso Silvestri, che ha da poco iniziato la sua nuova avventura all'Udinese, dopo diverse ottime stagioni al Verona.

Marco Silvestri Udinese Serie A

L'ottimo inizio di stagione dei bianconeri di Gotti è, in parte, anche merito suo: delle sue parate e della sua sicurezza. Elementi mostrati anche fuori dall'Italia: nel 2014 il Cagliari, coinvolto nella lotta salvezza, lo preleva in prestito dal Chievo Verona in cambio di Micheal Agazzi. Lui ripaga il club rossoblù, in particolare, con una prestazione di altissimo livello contro il Parma: il Cagliari vince e si salva, anche grazie a quella gara. Anche grazie a lui: decisivo nel finale su un colpo di testa di Amauri.

Cellino ci pensa. Riflette: vede in lui una possibilità per il suo Leeds. Dialoga con il Chievo e giunge a una soluzione: Silvestri si trasferisce in Inghilterra, in una piazza storica. Un banco di prova interessante e importante per chi, a 23 anni, può solo migliorare.

Con il Leeds vive le prime due stagioni da titolare in Championship, poi diventa riserva di Rob Green, arrivato in estate dal QPR. Passo indietro? No, stimolo per fare meglio.

Gioca, da protagonista, praticamente tutte le gare di Coppa (FA Cup e Carabao Cup), eccezion fatta per quella contro il Feetwood Town: il Leeds vince, supera tre turni. Ne manca uno per presentarsi ai Quarti, ma per farlo bisogna battere il Norwich a Elland Road.

Silvestri parte titolare di fronte a 22 mila spettatori: una, due, tre. Quattro parate decisive nell'arco della gara permettono ai Whites di pareggiare il risultato. Prima nei novanta minuti, poi nei centoventi: il 2-2 maturato ai supplementari porta le due squadre ai rigori. Che, di solito, sono il palcoscenico perfetto per i portieri.

"Marco è un ragazzo di temperamento e umanamente eccezionale. Più si dedica, più cresce il rispetto per la maglia che indossa, per il club, i tifosi ed i compagni. Lui è un dedicato. Ecco la sua grande qualità", ammette anni dopo, sempre a "L'Arena", un altro preparatore, Massimo Cataldi.

Marco Silvestri Leeds Norwich 2016

I primi a battere dal dischetto sono i Canaries, che si portano in vantaggio con Dorrans. Il Leeds pareggia con Wood. Poi, ecco Silvestri, che ipnotizza Pritchard, sventando un tiro centrale. E uno. Padroni di casa in vantaggio con Roofe, quindi alla battuta si presenta Naismith. Destro e parata in tuffo di Silvestri. E due. Sbaglia Phillips, poi segna Oliveira: per il Leeds sbaglia Grimes. Il risultato è in bilico, clamorosamente.

Dagli undici metri va Robbie Brady, per il Nowrich: mancino angolatissimo, diretto all'angolino. "Gatto Silvestri" (come lo chiamano) si distende, arrivandoci. E tre. Vieira segnerà di lì a poco il quinto rigore: il Leeds passa il turno, in una giornata storica anche per i colori italiani.

Nessuno, prima di Silvestri, era riuscito a parare tre rigori nella stessa partita nella storia del club inglese. I compagni lo portano in trionfo: a fine stagione ritornerà in Italia, al Verona. Il resto è noto.

"Marco avrebbe meritato di giocare titolare in Serie A già due anni fa. L’avevo detto alla Juve: poteva diventare un altro Buffon", spiega nel 2019 Ermes Fulgoni.

Oggi è una delle certezze del massimo campionato, accostato in prospettiva futura alle Big: ha 30 anni, ma ancora tanto da dimostrare, dopo aver scritto una pagina importante di questo sport. In Inghilterra, con la maglia del Leeds: non una qualsiasi, per un portiere che no, vale lo stesso discorso, non è uno qualunque.