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Astori Pioli FiorentinaGetty

Il tatuaggio e un legame indissolubile: Pioli a Firenze cinque anni dopo la scomparsa di Astori

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Non è facile riportare indietro le lancette, a quel 4 marzo 2018: non è facile perché nonostante siano passati 5 anni il ricordo di Davide Astori e di quello che accadde in quella domenica è ancora vivo.

Quel giorno Stefano Pioli era lì: all'Hotel Là di Moret di Udine, in attesa di recarsi allo stadio con la squadra per la sfida tra Udinese e Fiorentina. Solo che no, quella partita non verrà giocata in quella data.

Perché la notizia dello scomparsa del capitano viola, avvenuta in quella notte, ha scosso tutta l'Italia calcistica: tant'è che quella domenica di Serie A fu praticamente cancellata, rinviata dal commissario straordinario di Lega.

"Domani Davide sicuramente sorriderà: intimamente sarà una partita particolare per me".

Sorride Stefano Pioli alla vigilia della gara tra Fiorentina e Milan: il "suo" Milan, quello che ha vinto lo Scudetto dopo una rinascita calcistica, per l'allenatore rossonero, che ha fatto seguito anche a quella data del 4 marzo 2018.

E' sincero: era in campo, al "Franchi", insieme agli altri giocatori viola nel turno disputato l'11 marzo 2018 contro il Benevento: il primo dalla scomparsa del capitano, in un giorno tristissimo, iniziato con la maglia numero 13 e il nome di Astori sulle spalle.

Era commosso, a un passo dalle lacrime: perdere un amico non è semplice. Non lo è mai: Davide era questo, prima ancora che un giocatore e un capitano.

"E' sempre con me".

Ha aggiunto Pioli in conferenza stampa: la presenza di Astori è indelebile e visibile sul braccio dell'allenatore rossonero. Un tatuaggio lo certifica.

"#DA13".

Le iniziali e il numero di maglia: "Non avrei mai voluto vivere quel dramma, ma ora mi sento migliore". Perché il ricordo di Astori non morirà mai e, una volta in più, vivrà al "Franchi". Il "loro" Franchi: quello di Davide e di Stefano Pioli, uniti indissolubilmente dal calcio.

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