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Florentino Laporta Agnelli SuperligaGetty Images

Superlega, il Tribunale di Madrid accoglie il ricorso dell'UEFA contro Juventus, Real e Barcellona

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Nuovo capitolo della storia infinita relativa alla creazione della Superlega: la Corte Superiore di Giustizia di Madrid ha reso noto che il Tribunale di Madrid, con il giudice Sofia Gil Garcia, ha accolto il ricorso promosso dalla UEFA nei confronti dei club che hanno portato avanti l'idea della nuova competizione.

Nello specifico, si è discusso delle procedure disciplinari dell'organizzazione internazionale contro Juventus, Real Madrid e Barcellona, club che sono rimasti nel progetto. Come si legge dalla motivazione, il giudice ha preso in considerazione il fatto che le parti coinvolte fossero a conoscenza dei possibili rischi dell'iniziativa.

"La verità è che i soci e le società querelanti sono persone giuridiche indipendenti e in ogni caso, al momento dello sviluppo del progetto, gli intervenienti - compreste le istituzioni finanziarie - erano perfettamente consapevoli delle possibili conseguenze".

Altro tema importante è quello relativo alle "pari opportunità" dei club calcistici, in qualche modo smorzate dalla creazione della Superlega in un sistema "disuguale", come si legge.

"Devono essere garantiti meriti sportivi e pari opportunità che potrebbero essere distorte dalle evidenti disuguaglianze economiche tra i partecipanti. Gli enormi interessi economici che scaturiscono dalle partite rappresentano un evidente rischio contro la salvaguardia e la difesa dei principi basilari di tutto lo sport: è necessario preservarli pere evitare che l'interesse economico prevalga su tutto".

L'ordinanza del giudice Sofia Gil Garcia respinge l'esistenza di un abuso di posizione dominante relativo alle azioni di UEFA e FIFA per l'organizzazione di competizioni: insomma, non è possibile affermare che UEFA e FIFA agiscano contro la creazione di "competitors" in termini di tornei.

Con questa decisione del Tribunale di madrid, dunque, si procederà a un'udienza preliminare il prossimo 14 giugno in cui si discuterà delle possibili sanzioni (che in prima istanza si aggiravano intorno ai 100 milioni di euro più l'esclusione dalle competizioni per uno o due anni), ma la vera partita si giocherà dinanzia alla Corte di Giustizia del Lussemburgo, che si esprimerà entro la fine del 2022.

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