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Spezia Serie B celebratingGetty

Lo Spezia debutta in Serie A: è la 68ª squadra a prendere parte al campionato

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Il grande giorno è arrivato. Lo Spezia non sta più nella pelle, tutta la città non vede l'ora. Alle 12.30, contro il Sassuolo, la squadra bianconera calcerà il primo pallone della sua storia in Serie A. Un traguardo incredibile e tanto atteso per un club che ha più di 100 anni di vita.

La squadra di Vincenzo Italiano, come sta accadendo spesso in questi anni, è quindi solo l'ultima squadra a debuttare nel massimo campionato. Infatti, lo Spezia è la 68esima squadra nella storia che giocherà in Serie A.

Una promozione storica per i bianconeri, anche per un altro motivo, visto che saranno la terza società ligure, oltre a Genoa e Sampdoria, a disputare il massimo campionato nella stagione 2020-2021 (mai accaduto nella storia). La squadra di Vincenzo Italiano è solo la nona squadra che, nel terzo millennio, è approdata per la prima volta in Serie A.

Negli ultimi 50 anni di calcio sono undici le squadre che, da debuttanti assolute, sono retrocesse nuovamente in Serie B, sul totale di 23 precedenti. Si va dal record storico di sconfitte in una singola stagione del Benevento (29 in quel 2017-18 e adesso nuovamente in Serie A ma con diverse ambizioni) alle autentiche imprese come quella del Chievo Verona di Del Neri, che al suo debutto in Serie A nel 2000/2001 riesce a concludere il campionato al quinto posto e a qualificarsi per la Coppa UEFA.

Lo Spezia si augura ovviamente di essere più vicina al percorso del Chievo che a quello del Benevento. E dire che per le Aquile non si tratta nemmeno di un vero e proprio debutto.

Pur non avendo mai disputato la Serie A, infatti, lo Spezia ha vinto un Campionato di Prima Divisione nel 1943-44, conosciuto come il "Campionato della guerra". Si giocava in un’Italia divisa e lacerata dal conflitto mondiale e lo Spezia arruolò nella sua squadra i Vigili del Fuoco cittadini che, sconfiggendo anche il Grande Torino di Valentino Mazzola, vinsero il titolo, poi revocato e trasformato in una sorta di "Scudetto ad honorem" mai riconosciuto ufficialmente. Ancora oggi il club rivendica la paternità di quel campionato.

Ma tornando al presente, lo Spezia sognava comunque un debutto differente in Serie A. Intanto, gli uomini di Vincenzo Italiano non potranno giocare ancora a casa. I lavori di adeguamento porteranno la squadra a giocare le prime partite casalinghe lontano dal "Picco", nido delle Aquile, e a traslocare momentaneamente a Cesena. Nemmeno una trasferta così vicina.

Ed in più dopo più di 100 anni di storia, lo Spezia arriva in Serie A nell'anno della pandemia da Covid, con gli stadi vuoti e senza pubblico. Sarebbe stata sicuramente una mano in più per agguantare la salvezza.

"A parte il fatto che ci presenteremo per la prima volta davanti a questo palcoscenico importante, non vediamo l'ora di iniziare. Ci siamo preparati in questo periodo per farci trovare pronti per salvaguardare quello che abbiamo ottenuto un mese fa. Venderemo cara la pelle sempre, a cominciare da domenica"

Ma il tecnico Vincenzo Italiano non cerca alibi e alla vigilia, in sede di conferenza stampa, aveva caricato così i suoi uomini. D'altronde anche per lui si tratta di un debutto nella massima serie...

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