A leggere le sue statistiche sembra che si tratti di un attaccante, ottimo pure: e invece Gustavo Gomez è un difensore, ma di quelli forti fisicamente e, apparentemente, non troppo propensi alla fase offensiva.
Questo perché nella memoria di tutto gli italiani c'è ancora la sua esperienza al Milan, non felicissima per l'esito e i dati: in due stagioni, tra il 2016 e il 2018, il paraguaiano ha collezionato solo 20 presenze. Pochissime.
Erano campionati particolari, s'intende, ma arrivato dal Lanus Gomez non si è mai inserito nella formazione rossonera, giocando 19 gare nella prima stagione e la sola sfida contro l'Austria Vienna (tra l'altro per 10 minuti) nella seconda.
La storia calcistica del difensore, però, è cambiata da quando si è trasferito al Palmeiras, squadra che gli ha consentito di vincere due Copa Libertadores consecutive e un campionato brasiliano.
E, cosa più importante, di indossare la fascia da capitano che lo accompagna praticamente in ogni partita: e non abbiamo ancora citato il dato sorprendente.
Nelle 10 gare disputate nell'attuale edizione di Serie A brasiliana, Gomez ha messo a segno 6 reti (contro Cearà, Corinthians, Santos, la doppietta contro l'Atletico Goianiense e la rete contro il Sao Paulo.
Una media da attaccante che, tra l'altro, lo rende il secondo miglior marcatore del Palmeiras dietro a Rony, lui sì punta, autore di 7 goal.
Il Milan lo guarda ripensando al passato: sono passati diversi anni da quando Gomez ha lasciato l'Italia, ma a dir la verità questa propensione offensiva era difficile da ipotizzare, persino per i sognatori.




