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Borussia Dortmund

Sergio Gomez: il ‘piccolo Iniesta’ torna in Spagna per diventare grande

13:00 CEST 15/08/19
Sergio Gomez NxGn
Dall'addio al Barcellona all'apprendistato al Borussia Dortmund: ora Sergio Gomez torna in Spagna, all'Huesca, per diventare grande.

“Stagione 2019-20: non vedo l’ora. Sono pronto finalmente a ad iniziare a livello di club”.

Queste sono le parole di un recente post pubblicato su Instagram da Sergio Gomez quando ha iniziato la preparazione pre-stagionale con il Borussia Dortmund in Austria. Un messaggio chiaro che lasciava capire come il diciottenne credeva di essere pronto a mantenere la sua promessa.

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Sedici mesi fa ha fatto il giro del mondo la notizia del trasferimento del giocatore dal Barcellona al Borussia. Il club giallonero era riuscito a strappare il talentuoso centrocampista ai blaugrana a fronte di un esborso da 3 milioni di euro portandolo così in Germania. Considerato da molti un ragazzo destinato ad uscire presto dalla foto di gruppo della prima squadra il giocatore, che si è guadagnato da molti il soprannome di ‘Nuovo Iniesta’, ha trascorso la sua prima stagione tedesca giocando con la seconda squadra dei Borussia nella Regionalliga Est, trovandosi quindi a sfidare squadre come il TV Herkenrath o lo SC Wiedenbruck invece del Bayern Monaco o dello Schalke.

Ora tuttavia, dopo una splendida estate vissuta a giocare un ruolo chiave per la Spagna negli Europei Under 19, Sergio si appresta a vivere un nuovo inizio. 

Tuttavia non lo farà a Dortmund. Lunedì è stato infatti annunciato che nella prossima stagione giocherà in prestito all’Huesca nella seconda divisione iberica ed è da qui che farà ripartire una carriera che negli ultimi 12 mesi ha subito un piccolo rallentamento.

Nato in Catalogna, Gomez ha iniziato il suo percorso nel mondo del calcio nei club locali del Trajana e del Badalona, sebbene già a nove anni fosse stato notato dagli scout del Barcellona. Ben presto approdato nella famosa accademia de La Masia, nell’annata 2017-18 è stato regolarmente tra i titolari della squadra che ha preso parte alla UEFA Youth League e che ha vinto il torneo ed ha anche fatto due apparizioni nel Barça B.

A metà di quella stagione è poi volato in India con la Spagna U17, squadra con la quale aveva già disputato gli Europei, per giocare i Mondiali di categoria. Quattro i goal da lui segnati nella competizione, accompagnati dal titolo di secondo miglior giocatore del torneo alle spalle di quel Phil Foden che ha trascinato l’Inghilterra alla vittoria in finale per 5-2 proprio contro la Spagna.

Le sue prestazioni sono state di tale valore che già tre mesi dopo il Borussia era pronto a lanciare il suo assalto finale. “E’ uno dei migliori al mondo tra i giocatori della sua età”, ha spiegato il direttore sportivo del BVB Michael Zorc quando ha parlato dell’allora talento diciassettenne. Il Barcellona fu così sconvolto dal suo addio che, secondo quanto riportato da Sport, decise di aumentare il budget de La Masia del 160% al fine di evitare che altri gioielli del vivaio decidessero di trasferirsi altrove.

Nonostante due presenze da sostituto in Bundesliga nella parte finale della stagione, Gomez ha ammesso di aver lottato non poco per adattarsi al suo nuovo ambiente. Un corso intensivo di tre lezioni di tedesco a settimana l’hanno un po’ aiutato, ma non sono bastate a garantirgli qualche chance in più concessa dal suo allenatore Lucien Favre.

Ha fatto un’apparizione in Champions League contro il Monaco, ma per il resto ha vissuto una stagione frustrante, il tutto mentre altri talenti della squadra come Jadon Sancho e Dan-Axel Zagadou spiccavano il volo. Tutto questo non gli ha comunque impedito di meritarsi un posto a marzo nella classifica NxGn di Goal che comprende i migliori talenti del pianeta e che ha visto svettare su tutti proprio il suo compagno di squadra Sancho.

“Ci vorrà del tempo” , ha detto l’ex centrocampista ed ora membro del team di reclutamento Sebastien Kehl al Daily Mail a novembre. 

“Per lui l’anno scorso tutto era nuovo. La sua famiglia a volte lo raggiunge, ma solitamente vive da solo. Non è come avere qualcuno vicino in ogni momento. Non vanno al supermercato con lui. Deve restare in piedi e compiere il suo cammino da solo. Siamo a sua disposizione. Ci prendiamo cura di lui, ma non possiamo fare tutto. Ci deve essere un punto nel quale un giocatore deve muoversi da solo. E’ così che svilupperà la sua personalità”.

“Voglio continuare a migliorarmi e spero naturalmente di poter avere altre opportunità”, ha detto in una recente intervista, ma il presente dice che dovrà ripartire dalla sua terra natale e che fino a maggio non giocherà al Signal-Iduna Park.

La seconda divisione spagnola può sembrare un mondo molto distante dalla Bundesliga, ma l’Huesca si presenta ai blocchi di partenza del campionato come una delle grandi favorite del torneo e punta al pronto ritorno in Liga. Non c’è dubbio che un giocatore che ha voglia di dimostrare le sue qualità, che è abile nel dribbling, bravo nel possesso palla e lesto nel scegliere il momento giusto per l’ultimo passaggio, possa fare la differenza.

La crescita di Gomez potrebbe aver fatto i conti con un piccolo stop, ma le prestazioni sfornate in estate con la sua Spagna parlano chiaro. Le sue qualità restano ancora quelle del talento che era visto da molti come una possibile futura leggenda del Camp Nou. Probabilmente arriverà il suo momento anche a Dortmund o in un altro club europeo di prim’ordine: ma ora è tempo di diventare grandi.