Sergio Diaz, il 'nuovo Aguero' che non ha mai debuttato col Real Madrid

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Ex calciatore ed ex CT del Paraguay dall'Under 17 alla Nazionale maggiore, Carlos Jara Saguier sa riconoscere un giovane di talento. Sergio Diaz, come raccontato in esclusiva a Goal, a suo dire è stato uno dei migliori con i quali abbia mai lavorato.

“Ho visto un calciatore completo non solo per i suoi piedi ma anche per la sua intelligenza e la sua capacità di decidere cosa fare col pallone. Da bambino brillava già col Cerro Porteno, era un compagno perfetto perché faceva sempre ciò che ci si aspettava da lui. Non complicava mai le cose".

Quando Jara Saguier ha lavorato con Diaz, lui aveva 17 anni e la sua carriera si era messa in salita. Soprannominato 'Aguero del Paraguay' quando era solo un ragazzino, Diaz è stato acquistato dal Real Madrid nel 2016 ma in cinque anni non ha ancora debuttato in Prima squadra.

Si è invece ritrovato a viaggiare in tutto il mondo per quattro diversi prestiti, senza mai trovare la consacrazione nonostante sia stato due volte nominato nella NXGN di Goal come uno dei migliori giovani calciatori del pianeta. Cosa è successo?

16 NxGn SERGIO DIAZ

Nel luglio 2004 Diaz ha fatto il suo debutto col Cerro Porteno a soli 15 anni, segnando il primo goal due mesi più tardi. Le sue prestazioni hanno attirato l'interesse dei grandi club europei come Liverpool, Manchester United e Real Madrid, anche se nel 2015 il ragazzo ha rivelato di essere un tifoso dell'Arsenal e di sognare di giocare un giorno per i Gunners.

Diaz è stato protagonista a livello internazionale con Paraguay ai Mondiali Under 17 del 2015, con Jara Saguier allenatore. Ma se il torneo è stato deludente per la sua Nazionale, che ha vinto solo una partita della fase a gironi contro la Siria, Diaz si è ulteriormente messo in mostra come spiegato da Saguier.

“Quando giocava con noi nell'Under 17 era già stato convocato dall'Under 20. Lui era la stella della squadra, il nostro miglior giocatore. Eravamo già consapevoli dell'interesse del Real Madrid e di altri grandi club che erano venuti a guardarlo. In pochissimo tempo era sulla strada per Madrid. Sono stato molto contento, tanti calciatori si sono trasferiti dopo quei Mondiali".

Dopo un ulteriore riconoscimento ottenuto nel prestigioso Torneo di Tolone nel 2016, dove Diaz ha segnato sia contro la Guinea che contro il Giappone nonostante giocasse con giocatori più grandi di lui di due anni, il Real Madrid ha finalmente acquistato il giovane talento.

Nella sua prima stagione in Spagna, Diaz ha segnato cinque goal in 36 presenze col Castilla, la squadra B del Real Madrid, prima di essere ceduto in prestito al Lugo in Segunda Division per crescere ulteriormente. Nel novembre del 2017 però ha subito la rottura del legamento crociato anteriore che lo ha tenuto fuori 10 mesi.

Quando era ancora alla ricerca della migliore condizione dopo l'infortunio è stato nuovamente girato in prestito dal Real Madrid, stavolta al Corinthians che era invischiato in una drammatica lotta per non retrocedere. L'idea del club brasiliano era quella di ricostruire puntando su alcuni giovani in grado di fare la differenza come spiegato a Goal da Tomas Rosalino, giornalista freelance che segue il Corinhtians dal 2015.

"La prima volta che l'ho visto giocare dal vivo è stato nel 2016, l'anno della sua prima nomination nella NXGN, era ancora un giovane del Cerro. Hanno giocato contro il Corinthians nella Copa Libertadores ad Asuncion e praticamente ha distrutto il Corinthians. Era chiaramente il miglior giocatore in campo. Quella partita è stata la ragione per cui il Corinthians lo ha portato a giocare qui due anni dopo. Ci sono molti stereotipi nel calcio sudamericano: i brasiliani che fanno belle giocate, gli uruguaiani e gli argentini che sono più diretti. Del Paraguay dicono che si difendono e basta. Il miglior attaccante della loro storia è stato Roque Santa Cruz. Non ricordo un paraguaiano che dribblasse bene quanto Sergio Diaz. In quella gara è entrato nell'intervallo e ha chiesto sempre la palla. Ricordo che l'allora manager del Corinthians (ora CT del Brasile) Tite era entusiasta di lui dopo la partita. Da quel giorno il Corinthians lo ha seguito. Quando c'è stata l'occasione di averlo non ci hanno nemmeno pensato. Ha un infortunio al ginocchio? Nessun problema".

NxGn 2017 Sergio Diaz

Un problema però c'è stato. Diaz non giocava da sei mesi e quando è arrivato al Corinthians nel luglio 2018 non riuscì a tornare in campo prima di settembre.

Una volta rientrato Diaz dopo sole quattro presenze ha iniziato a soffrire per una tendinite al ginocchio, ma il problema a quel punto non era solo fisico come ricorda Rosalino.

“Lui è arrivato in zona mista dopo una partita, era molto timido e non parlava bene, ha solo detto che sperava di fare bene col Corinthians. Ma ha parlato di un dolore al ginocchio, del fatto che avesse saltato alcuni allenamenti e che i due giorni successivi alla partita sarebbero stati difficili. Era un vero peccato, aveva un'etica del lavoro ma non poteva allenarsi quanto era necessario".

Sergio Diaz

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Diaz ha 23 anni e dopo un breve periodo al Cerro, noto soprattutto per la difficile situazione in cui si è trovato dopo aver violato il lockdown, il suo ultimo prestito è stato con la squadra di Liga MX, il Club America, dove ha giocato poco: otto partite e non un solo minuto durante il torneo di Clausura 2021, in una squadra che inseguiva il titolo.

E così mentre continua ad avere una scheda personale come giocatore sul sito del Real Madrid - che lo descrive come un "attaccante con grande controllo della palla; un attaccante potente e veloce, molto abile con la palla che può trovare la via della rete con relativa facilità" - le possibilità per ripagare le attese continuano a diminuire.

"È arrivato un po' troppo giovane", ammette Jara Saguier. "Ha accumulato pochissima esperienza in prima squadra, così come per gli impegni U20 e U17, che erano quasi come un lavoro a tempo pieno, quindi ha avuto pochissimo tempo per prepararsi".

È passato da un'atmosfera in cui era la grande star, il golden boy, a Madrid, dove era solo un altro giocatore. Ha dovuto combattere da solo, molto lontano da casa, e questo è stato ovviamente molto difficile.

"L'infortunio ha sicuramente danneggiato le sue possibilità di ambientarsi in Spagna. Una volta rientrato, non sai se sarai lo stesso giocatore. Ho perso un po' le sue tracce, da quando è andato in Spagna”.

Rosalino è d'accordo: "Il Real Madrid dovrebbe essere la tappa finale per un calciatore. Ha fatto una buona stagione in Coppa Libertadores, in cui il Cerro è arrivato alle fasi ad eliminazione diretta; è arrivato a quel livello molto presto.

"Se fosse rimasto in Sudamerica, avrebbe avuto disputato molte più partite e sarebbe diventato un calciatore migliore".

Cosa succederà adesso?

"Ora ha 23 anni, è ancora giovane e può avere una buona carriera", continua Rosalino. "Ma è difficile psicologicamente - la gente ha detto che sarebbe stato il futuro del Paraguay. È davvero difficile per un ragazzo che raggiunge standard così alti così all'inizio della sua carriera capire che non sarà più così in seguito".

"Era un fenomeno in Paraguay, ma non credo che possa raggiungere quel livello, né giocare di nuovo con il Real Madrid. Potrebbe giocare in un campionato competitivo in Europa: attualmente è in Messico, e lì è un buon campionato. Potrebbe venire in Brasile, giocare un'intera stagione di 50-60 partite”.

Jara Seguier, intanto, crede che ci sia ancora speranza per il giocatore che lo ha incantato sei anni fa.

"Dipende da lui: spetta a ogni giocatore decidere il proprio destino. È nato come una stella, ma quello che deve fare ora è prendersi il suo tempo e decidere dove vuole andare. Deve concentrarsi sul proprio gioco e sui prossimi passi. È un grande giocatore e saprà superare questo momento difficile."