Sergio Aguero, l'uomo che ha cambiato la storia del City: oggi farebbe comodo a tutti

Sergio Aguero Manchester City
Goal
Nelle 10 stagioni trascorse al Manchester City, Sergio Aguero ha contribuito a far sì che i Citizens si imponessero come nuova big mondiale.

Quando nel 2011 il Kun Aguero decise di trasferirsi al Manchester City, in molti considerarono la sua scelta azzardata. A 23 anni appena compiuti, l'attaccante argentino era reduce da una stagione scoppiettante con addosso la maglia dell'Atletico Madrid: 20 goal nella Liga, uno decisivo per la vittoria della Supercoppa Europea contro l'Inter, e l'ennesima annata in doppia cifra, la quarta consecutiva vissuta in tandem con Diego Forlan .

Aguero aveva addosso gli occhi di mezza Europa e, probabilmente, all'epoca, era l'attaccante più promettente del Mondo. Fu così che vedergli indossare la maglia del Manchester City mandò in crisi alcuni degli appassionati più nostalgici: il 'City', seppur reduce da un brillante 3° posto in Premier League, era tornato in massima serie soltanto 9 anni prima e non conquistava il titolo nazionale dal 1968.

Sergio Aguero - Atletico Madrid

Quell'anno, oltre ad Aguero, il City di Roberto Mancini si regalò anche Nasri e i difensori Clichy e Savic, che andarono a rafforzare un organico nel quale brillavano già le stelle di Tevez, David Silva, Dzeko, Kompany e Tourè .

Ma il passaggio di Aguero al Manchester City fu l'atto che fece spiccare il definitivo volo verso la gloria ai 'Citizens': probabilmente, senza di lui, la storia del club non sarebbe stata la stessa.

Il 'Kun' ha sposato il progetto Manchester City quando avrebbe potuto firmare per qualunque big d'Europa ma, grazie al City, è diventato definitivamente grande e soprattutto, grazie a lui, il City è diventato una big d'Europa. Suo il goal decisivo nell'epica rimonta sul QPR all'ultima giornata , valsa la conquista della Premier League per la terza volta, 42 anni dopo l'ultima volta, sue ben 260 reti nelle nove stagioni e mezza vissute con addosso la maglia del City, fondamentali per la conquista di altre tre Premier (più un'altra, la quinta, in arrivo), 3 Community Shield, 5 Coppe di Lega e una FA Cup.

Un dominio in Inghilterra quello del Manchester City che, nel frattempo, tra gloria e investimenti importanti, ha attirato a sè tantissimi campioni, l'allenatore probabilmente più bravo del Mondo e l'attenzione di tantissimi appassionati. Un 'boom' che ci piace pensare che, senza Aguero, non sarebbe stato lo stesso.

Adesso, quasi dieci anni dopo quella scelta, Aguero e il City ne hanno fatta un'altra: a fine stagione si separeranno. Il contratto dell'argentino, in scadenza a giugno, non sarà rinnovato e, proprio qualche giorno dopo aver compiuto 33 anni, il fuoriclasse albiceleste sarà libero di accasarsi altrove a costo zero. Chiaramente, portando con sè un contratto importante che scoraggerà tantissimi club, ma certamente non tutti: un Aguero in squadra, ancora oggi, fa comodo a tutti.

Mario Balotelli Sergio Aguero Manchester City

Quella in corso è stata una stagione molto travagliata per lui, a segno solo tre volte (due delle quali su rigore) e una sola volta in Premier League, proprio qualche settimana fa in occasione della vittoria del City per 3-0 sul campo del Fulham. E proprio dal dischetto. 

Alle prese prima con un problema al ginocchio, poi col coronavirus che lo ha costretto ai box per un mese intero a cavallo tra gennaio e febbraio, Aguero ha fin qui messo insieme appena 310 minuti in Premier e 128 in Champions League, lasciando idealmente la scena a Sterling e ai giovani Gabriel Jesus e Ferran Torres. 

Ma prima del divorzio col City, Aguero sogna di poter vivere un ultimo sogno con la maglia dei 'Citizens': la conquista di quella Champions League mai sfiorata in questi dieci anni, ma decisamente non fuori portata per il club di Manchester. 

Sergio Aguero Manchester City

Come ama "urlare" su Twitter Liam Gallagher, storico leader degli Oasis e tifosissimo del Manchester City, dopo i goal dei Citizens nelle partite più importanti citando la sua mitica 'Wonderwall': "I said maybeeee". Anche Aguero, probabilmente, urla 'maybe', ogni volta che pensa a quella coppa dalle grandi orecchie, fin qui rimasta un sogno. Gli resta un tentativo per provare a farla sua col City, prima di voltare pagina.

Lo stesso Gallagher ha voluto omaggiare Aguero nel giorno dell'annuncio dell'addio al City, ricordandone il ruolo da assoluta leggenda, riconoscendone l'importanza fondamentale per lo sviluppo del progetto City.

Ma tra poco più di due mesi, la storia d'amore tra Sergio Aguero e il Manchester City si concluderà e colui che ha contribuito in maniera decisiva a regalare al calcio una nuova "big", andrà ad illuminare la scena altrove, regalando goal e spettacolo per ancora qualche stagione.

Del resto, 33 anni non sono affatto troppi, se si ha la voglia e la dedizione. Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic insegnano questo.

 

 

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