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PATRIK SCHICK RB LEIPZIG GERMAN BUNDESLIGA 15022020Getty Images

Schick brilla ancora con il Lipsia: sesto goal in 12 partite di Bundesliga

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Quando Patrik Schick è arrivato in estate al Lipsia, in molti per i primi mesi si sono posti la stessa domanda che aveva tormentato i tifosi della Roma nei due anni precedenti: che fine ha fatto quel talento limpido che aveva illuminato tutti con la Sampdoria? Con un po' di pazienza, la risposta è arrivata. Il talento non se n'è mai andato. Doveva soltanto riemergere. E a Lipsia, nel posto giusto, sotto la guida di Julian Nagelsmann, è riuscito a riemergere.

A fine novembre il classe 1996 ha ritrovato il campo con regolarità, dopo aver fatto i conti con una condizione fisica precaria, a causa di un problema alla caviglia che lo ha condizionato per i primi tre mesi. Ha esordito da titolare il 30 novembre contro il Paderborn e ha segnato con un pallonetto dopo una 'ruleta' in mezzo a due avversari. Perché il talento in realtà non si è mai perso, ma era soltanto da tirare nuovamente fuori. Da quella rete, Schick non si è più fermato.

Goal di pregevole fattura, assist meravigliosi - da segnalare una splendida triangolazione con Werner contro l'Hoffenheim - e giocate decisive. Come il rigore che si è procurato contro il Benfica, quello che ha sigillato la qualificazione agli ottavi di Champions League dei suoi. La prima nella giovane storia del club targato Red Bull.

Ha segnato anche in occasioni importanti, come nelle sfide con il Borussia Dortmund e il Borussia Mönchengladbach. Timbrando contro il Werder Brema è arrivato a quota 6, in 12 presenze inBundesliga, giocando da titolare per 7 volte e senza nemmeno arrivare ai 700 minuti totali in campionato. Segna un goal ogni 112 minuti. E ha già superato il bottino personale con la Roma in Serie A: soltanto 5 marcature, ma quasi con il quadruplo delle presenze, 46.

Una rinascita vera e propria, fatta di fiducia da parte dell'ambiente. Lo stesso ambiente che a Roma lo stava schiacciando: troppe pressioni. Quelle che a Lipsia, invece, non si sentono. Una piazza più piccola, che predilige lo sviluppo del singolo giocatore all'interno di un sistema. E poi il tocco magico di Julian Nagelsmann, allenatore in grado di far rendere ogni attaccante al suo meglio: libertà di movimento, possibilità di svariare e soprattutto di far emergere classe e talento. Chiedere a Timo Werner, già arrivato a 20 goal in Bundesliga.

Schick per la Roma rischia di essere già un rimpianto, nonostante il cartellino sia di fatto ancora di proprietà dei giallorossi. Il ceco è volato in Germania soltanto in prestito con diritto di riscatto: un'operazione da oltre 30 milioni di euro da esercitare in caso di qualificazione alla Champions League.

I 'Roten Bullen' però sono saldamente nei primi quattro posti da inizio stagione e lottano per vincere il Meisterschale a fine stagione. E quando Schick ha segnato, non hanno mai perso una partita. Ci sono tutti i presupposti perché Nagelsmann si voglia tenere stretto il suo talismano. E sì, a quel punto per la Roma potrebbe essere ufficialmente un rimpianto.

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