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Claudio Ranieri RomaGoal

Sangue giallorosso e legame indivisibile: Ranieri sfida la 'sua' Roma

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Per tutti è sempre stato 'l'aggiustatore', l'uomo di fiducia su cui fare affidamento per uscire dai momenti d'emergenza: questa definizione però non rende giustizia a Claudio Ranieri, decano degli allenatori italiani e guida della Sampdoria, tirata fuori dalle sabbie mobili dell'incubo retrocessione e condotta ad una tranquilla salvezza nella passata stagione.

Quest'anno la situazione di classifica per i blucerchiati è sicuramente più tranquilla: 17 punti dopo 14 giornate e un vantaggio di sette lunghezze sul terzultimo posto. Archiviato il 2020, c'è un 2021 da onorare al meglio e, ironia della sorte, il primo appuntamento del nuovo anno non sarà banale per Ranieri.

La sfida è di quelle dai contenuti emozionali infiniti, contro la Roma che, tutt'ora, rappresenta un grande pezzo del suo cuore. Nato nel rione romano di San Saba il 20 ottobre 1951, Ranieri è un romano purosangue che ha legato gli inizi della propria carriera proprio alla 'Lupa', con cui esordì in Serie A nel 1973 in un Genoa-Roma 2-1, lanciato dall'allora allenatore giallorosso Manlio Scopigno.

Un sogno ad occhi aperti, realizzato ma non alimentato, in virtù della cessione al Catanzaro nel 1974: stessi colori per giunta, ed è forse per questo particolare che Ranieri rimarrà in Calabria per ben otto anni, diventando una delle bandiere della società e uno dei protagonisti sul campo nelle frequenti apparizioni in massima serie di una delle realtà più interessanti dell'epoca.

Claudio Ranieri - Roma

Ma se il binomio Roma-Ranieri è così solido, lo si deve soprattutto alle esperienze da allenatore che lo hanno forgiato ulteriormente, fino a fargli sfiorare la vittoria di un clamoroso Scudetto nella stagione 2009/2010: questa è l'annata degli 80 punti ottenuti in 36 partite, considerato che le prime due videro sulla panchina romanista Luciano Spalletti e si conclusero con altrettante sconfitte.

E qui torniamo alla famosa definizione di 'aggiustatore', il subentrante in grado di stravolgere tutto in positivo: solo la grande Inter di Mourinho riuscirà ad impedirgli la gioia di un trionfo assaporato fino alle ultime battute, quando il k.o. interno con la Sampdoria (guarda un po') regalò nuovamente la vetta ai nerazzurri, mantenuta fino alla fine.

Una delusione tremenda, paragonabile all'epilogo di questa prima avventura, datata 20 febbraio 2011: sulla strada di Ranieri un'altra genovese, il Genoa, capace di rimontare tre reti e di battere la Roma con un incredibile 4-3 che convinse il tecnico a rassegnare le proprie dimissioni.

Dramma sportivo cancellato dalla Premier League vinta alla guida del sorprendente Leicester nella stagione 2015/2016, una delle imprese più clamorose della storia recente di questo sport: per Ranieri la rivalsa attesa da una vita, il giusto riconoscimento per un cultore del duro lavoro che alla fine ripaga sempre.

Claudio Ranieri Roma@OfficialASRoma

Il cerchio giallorosso doveva però ancora chiudersi e, la chiamata ricevuta nel 2019 dopo l'eliminazione dalla Champions targata Porto, fu la dimostrazione lampante della stima provata nei suoi confronti da Francesco Totti, nel frattempo divenuto dirigente: il sì di Ranieri fu immediato, scelta presa a prescindere dall'aspetto economico, del tutto secondario e trascurabile.

"Solo perché è la Roma. Se mi chiama rispondo, altrove non avrei accettato e sapete il motivo. Questa città ti regala emozioni che in altri luoghi non si possono trovare. Qui si vive di calcio 25 ore al giorno, in tv, sulle radio e nei giornali. Non mi importa dei soldi: sono venuto per la maglia, non per quelli".

La richiesta a Ranieri era chiara: provare la rimonta in campionato nelle ultime dodici gare rimanenti per agguantare il quarto posto, valevole l'accesso in Champions. Compito arduo che però non andò lontano da un esito positivo: 66 i punti finali, tre in meno di Atalanta e Inter, rispettivamente terza e quarta forza del torneo.

L'ultima sfida contro il Parma è ricordata ancora oggi per il saluto a Daniele De Rossi, occasione giusta anche per fare un doveroso tributo a Ranieri: occhi pieni di lacrime e pronti a tradirlo da un momento all'altro, ma sempre sul pezzo e attenti a tutto ciò che accadeva sul prato dell'Olimpico.

Questa, dunque, non può essere una partita qualunque per chi continua ad amare i colori della Roma, ovviamente nel completo rispetto del ruolo ricoperto attualmente: sì, perché il rispetto è uno dei cardini su cui Ranieri ha costruito una carriera al top. Altro che 'aggiustatore'.

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