Risto Kallaste, il terzino dell'Estonia che batteva le rimesse con la capriola

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Kallaste mix rimessa
Getty Images
Il terzino sinistro dell'Estonia negli anni '90 era diventato un idolo per le sue rimesse particolari, una delle quali anche contro l'Italia.

L’Estonia nella storia del calcio non è mai riuscita a lasciare il segno con i risultati. Meglio in altri sport, come ciclismo o pallavolo. Nel pallone ci ha provato nel 2011, quando è arrivata al secondo posto del girone di qualificazione a Euro 2012 davanti a Serbia e Slovenia, alle spalle dell’Italia, salvo poi perdere nettamente con l’Irlanda allo spareggio. Un risultato prestigioso che ha portato la squadra fino al 47° posto nel ranking FIFA, miglior risultato nella storia. Attualmente è al 109° posto.

Il giocatore più prestigioso mai passato per la nazionale baltica è probabilmente Mart Poom, portiere che per quasi 15 anni ha militato in Inghilterra, tra Portsmouth, Derby, Sunderland e Watford, con due anni anche nell’Arsenal. Arrivando fino alla finale di Champions League del 2006, da terzo portiere. Oggi, invece, il capitano è Ragnar Klavan, il centrale attualmente in forza al Cagliari, nominato giocatore estone dell’anno in ogni stagione dal 2014 in avanti. I due in comune hanno una particolarità: hanno giocato in nazionale con un membro della famiglia Kallaste.

Klavan ha condiviso il campo con Ken Kallaste, terzino sinistro classe 1988 che ha giocato quasi 50 partite in nazionale, mentre la sua carriera si è sviluppata in patria con alcune parentesi in Polonia. Poom, invece, ha giocato con Risto Kallaste, papà di Ken, anche lui di ruolo terzino sinistro, che ha vissuto una carriera discontinua: a venticinque anni si è anche fermato per tre stagioni, prima di riprendere. Nonostante una carriera tutt’altro che prestigiosa, tra Flora Tallinn, Viborg, Kuressaare, Nome Kalju. Scrivendo la storia in altro modo: con le sue rimesse laterali.

Kallaste, classe 1971, si era infatti distinto per rimesse che erano quasi dei cross, con una particolarità: per avere più slancio, prima di mollare il pallone, faceva una capriola. Lanci che arrivavano a essere anche di quasi 40-50 metri. Non un’idea del giocatore, quanto più del suo allenatore Roman Ubakivi. Come se fosse uno schema. Dopo un vero e proprio casting, la scelta ricadde su Kallaste. Che peraltro, in quanto esterno, le rimesse le effettuava abbastanza spesso.

“Era il miglior modo per lanciare la palla il più lontano possibile. L’avversario non si aspettava che la palla potesse viaggiare così lontano dalla rimessa laterale. Era un modo per portare un certo “fattore-sorpresa” nel nostro gioco e magari, cosa a dire il vero non successa, qualche goal”.

Una rimessa che fece storia, ma che durò poco. Perché le autorità calcistiche, a un certo punto, decisero di proibirla, senza un motivo particolare, essendo una rimessa di fatto normale, regolare e mai sanzionata in campo. Neanche in quell’Italia-Estonia dell’aprile 1993, valevole per le qualificazioni al Mondiale di USA 1994, quando Kallaste provò la rimessa, diventando celebre anche nel nostro paese.

"Sul campo mi ricordo un po’ le facce dei giocatori un po' stupite, si chiedevano cosa stessi facendo. L’arbitro di quella partita non mi disse nulla: forse non sapeva nemmeno lui che fare, e nel dubbio, piuttosto che proibirla, fece finta di nulla".

Oggi Kallaste ha cambiato vita: segue il calcio da lontano, mentre segue la sua ditta che si occupa di importazione di marchi sportivi e prodotti per la casa. Il calcio, comunque, difficilmente lo dimenticherà: era stato il primo a provare quella rimessa laterale, che qualcuno ha anche provato a emulare. L’ultimo diventato famoso l’iraniano Mohammadi, che si è bloccato dopo la capriola. Kallaste rimane tutt’oggi il miglior interprete.

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