22 ottobre 2005. Quando due geni del calcio moderno, due dei migliori giocatori degli ultimi trent’anni, sono diventati un benchmark per un fallimento. Perché nello scorso luglio, quando Sergio Ramos e Benzema hanno segnato il ‘rigore a due’, in molti hanno riportato la mente a 15 anni fa. Quando il ‘rigore a due’ lo avevano riportato in auge Thierry Henry e Robert Pirés. Andando però incontro a quello che ancora oggi identificano come il momento più imbarazzante della loro gloriosa carriera.
Quella del ‘rigore a due’ è stata una tradizione iniziata sul finire degli anni ’50 in Belgio, ma resa famosa al mondo da Cruyff nel 1982. Ad altissimi livelli se ne è riparlato nel 2016, quando Messi e Suárez nel 2016 ne hanno segnato uno in questo modo contro il Villarreal. Eppure, ogni volta che due calciatori provano la soluzione ‘alternativa’ dagli undici metri, il pensiero generale ritorna a quell’Arsenal-Manchester City autunnale ad Highbury, in una delle ultime partite giocate nello storico impianto dei Gunners.
Il punteggio era di 1-0 dopo un rigore realizzato da Robert Pirés al 61’. Non il rigorista ufficiale, ma uno che talvolta era deputato a calciare dagli undici metri. Dieci minuti dopo, l’arbitro ne decise di fischiare un altro. Sul dischetto ci andarono ancora Pirés e anche Henry, che dialogarono per un minuto nell’attesa generale, come ha svelato l’esterno sinistro in seguito, oltre dieci anni dopo quel’episodio.
“Il giorno prima l’avevamo provato in allenamento, ma al contrario: lui la passava, io segnavo. In partita ne abbiamo avuto uno. Ha tirato, segnato. Nessuno ha detto niente. Poi è arrivato il secondo. Mi ha proposto di provarci, ma invertendo i ruoli. Ha insistito, non ero d’accordo. Alla fine ho detto di sì”.
Getty ImagesIl numero 7 prese una rincorsa piuttosto breve, mostrando da subito un’insolita mancanza di sicurezza. Andò sul pallone, ma toccò talmente piano, quasi impercettibilmente, che Henry quando arrivò sul dischetto non seppe neanche cosa fare. Rimase fermo. Forse la prima e unica volta che il miglior marcatore della storia dell’Arsenal non sapesse cosa fare dentro l’area di rigore.
“Sono andato sul dischetto, mi sono girato, ho visto che Thierry era dietro a due difensori. Ho pensato che non fosse avvantaggiato. Ho corso verso la palla, è come se la gamba mi avesse detto ‘no!’. Ho a malapena toccato la palla. Thierry è arrivato per primo sul pallone, non so ancora come abbia fatto. Mi ha chiesto ‘cosa stai facendo?’. È stato un momento strano. Per Thierry no, ma per me è stato imbarazzante”.
I difensori del Man City ovviamente non stettero a guardare, andarono sul pallone e lo spazzarono via cercando di ripartire. Azione misteriosamente fermata dall’arbitro, che fischiò un calcio di punizione. Si discusse molto sul fatto che Pirés non avesse davvero toccato il pallone e l’intervento del difensore fosse quindi irregolare. Ovvero: rigore da ripetere. Episodio da Var, diremmo oggi. Anche se non sarebbe diventato celebre come tale.
“L’idea è stata di Henry, ma l’errore più grande è stato il mio perché ho ciccato il pallone. Mi pento dell’errore fatto, ma non per il calcio di rigore. E’ stata un’idea geniale, il pubblico ha bisogno di vedere cose nuove e questo gesto per Thierry era una novità. Serve fantasia in campo. Lì c'era, ma sfortunatamente è stata solo una buona idea e niente più”.
Ovviamente arrivarono anche le critiche. Danny Mills, difensore del City, parlò di ‘Hybris’, la tracotanza, la superbia degli antichi greci. Altri parlarono di mancanza di rispetto dell’avversario. Altri ancora supportarono l’idea dei due francesi dell’Arsenal. Discussioni tornate in auge dopo il rigore di Messi e Suárez nel 2016. Anche tra Henry e Pirés, con un messaggio mandato dal primo al secondo.
“Stavo guardando la partita del Barça. Quando Messi e Suárez hanno calciato quel rigore ho subito scritto un messaggio a Pirés: ‘Vedi, a differenza nostra, Messi non si è innervosito’…”
Scherzo del destino, lo scorso 2 settembre Pozuelo e Pablo Piatti, calciatori del Toronto FC, ci hanno riprovato. Avversario? Thierry Henry, allenatore dei Montreal Impact. Risultato: rigore riuscito, ma goal annullato. Perché Piatti è partito troppo presto, entrando nel semicerchio dell’area. La clemenza del karma.


