Non è passato neanche un anno da quando Veronique, madre e agente di Adrien, ha sostanzialmente "bloccato" un trasferimento al Manchester United che sembrava "fatto" e completato in breve tempo, anche grazie alla data di scadenza del contratto del francese con la Juventus: giugno 2023. Che è diventata una deadline importante, adesso, per scandire i passi che segnano, insieme, la crescita inaspettata e il futuro di Rabiot. Un altro giocatore, rispetto a un anno fa.
Non più il cupo centrocampista che, con le valigie pronte, stava per farsi carico di un viaggio in Inghilterra, in Premier League, che avrebbe potuto ridargli lustro dopo anni complessi in bianconero: poi tutto quello che già sapete. La permanenza, la nuova stagione: i Mondiali e la rinascita.
"Al momento non penso a niente".
Quando si presenta ai microfoni di DAZN, al termine della sfida contro la Sampdoria, l'ennesima che porta la sua firma, Rabiot sembra aprire una porta rimasta socchiusa per troppo tempo.
E' pur vero che dopo una doppietta a tutti viene più semplice parlare, dialogare: esprimersi, senza criptici giri di parole: fatto sta che se è vero che il francese ha trovato una sua dimensione a Torino dopo quasi quattro anni dal suo arrivo, allora lo ha fatto nel momento più importante. Con un contratto in scadenza nei prossimi tre mesi e in una squadra che le sta provando tutte per azzerare sul campo i quindici punti di penalizzazione, e conquistare un posto in Champions League.
Nello sport americano quello di Rabiot sarebbe il classico caso di 'contract year phenomenon', ovvero quel giocatore che proprio nell'ultima stagione alza di molto il suo rendimento rispetto agli anni precedenti salvo tornare ai soliti standard una volta firmato il nuovo accordo.
Intanto però la crescita di Rabiot non sembra conoscere pause: sette goal in Serie A, nove complessivi."Fa il Pogba", ha scritto qualcuno: ma nel senso vero, concreto. Numerico: l'ultimo centrocampista capace di segnare più di lui nell'arco di una stagione è stato proprio "l'altro" francese, costantemente fermo ai box, tra il 2015 e il 2016. Dieci reti.
Ma Rabiot non è Pogba e Pogba non è Rabiot: è vero anche che si dividono perfettamente le facce della stessa medaglia, con quel fil rouge, lo United, che li lega. Paul le ha saltate praticamente tutte, in quest'anno calcistico: Adrien no: e c'è di più. Al di là di quelle saltate per guai fisici, Rabiot ha giocato solo una partita di Serie A subentrando, contro la Cremonese dopo i Mondiali. Poi tutte da titolare. Il turno di riposo arriverà dopo la sosta, ma solo causa squalifica che gli farà saltare la gara contro il Verona.
"E' diventato un giocatore bello da veder giocare, ha un motore diverso: questa sera la previsione era di fargli fare sessanta minuti e farne fare trenta a Paul".
Lo ha ammesso anche Allegri, a DAZN, proprio mentre scorrevano le immagini dell'ennesima doppietta in campionato contro la Sampdoria, la terza di questa stagione (considerando anche quella con il Maccabi Haifa in Champions League).
"Qua sto bene: per questo sto facendo tanti goal allo Stadium, e penso di farne altri".
Sempre a DAZN, Rabiot si esprime nei termini della riconoscenza ai compagni e ai tifosi, gli ultimi nettamente cambiati nell'approccio alle prestazioni del francese meno atteso della stagione. Perché l'altro non si è mai visto ed è toccato ad Adrien indossare le vesti di Paul e portare avanti il centrocampo. "Facendo il Pogba": anzi. "Facendo il Rabiot".
Quello di cui Allegri è sempre stato follemente innamorato e che oggi strappa finalmente applausi anche ai più scettici tra i tifosi bianconeri. L'ennesima prova da leader è arrivata sul prato di 'San Siro' quando Rabiot ha messo il suo zampino sul goal vittoria firmato da Kostic. Stop, scambio con Vlahovic e assist al compagno. Un'azione travolgente che gli è valsa nuovi complimenti da parte del tecnico livornese.
"Rabiot non parliamone perché è diventato un giocatore straordinario, ha un motore talmente diverso che quando gioca è un divertimento vederlo giocare".
Divertimento che adesso vorrebbero continuare a godersi alla Juventus. Per riuscirci, però, c'è da convincere un osso duro come la signora Veronique. Anche se il CFO Calvo, intervistato da 'DAZN', è sembrato più ottimista rispetto al recente passato. In attesa degli sviluppi extra-sportivi che potrebbero cambiare programmi e futuro.
"Rabiot non lo scopriamo oggi, è un giocatore molto forte che quest’anno sta rendendo benissimo. Poche settimane fa ha fatto delle dichiarazioni in cui ha raccontato quanto si trova bene alla Juventus ed è un motivo di grande orgoglio. Sul futuro stiamo ragionando insieme senza fretta: sappiamo quanto noi ci troviamo bene con lui e quanto lui si trova bene con noi. Sappiamo che ci sono tante incognite dal punto di vista sportivo ed extra sportivo: il verdetto del Collegio di Garanzia sarà importante, poi parleremo con i nostri giocatori”.
Non resta che attendere ancora qualche settimana, insomma. Allegri e i tifosi, intanto, dopo anni di attesa si godono Rabiot. Quello vero.

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