A gennaio Krzysztof Piatek e il Milan hanno scelto di separarsi per andare alla ricerca di prospettive migliori. Se i rossoneri, con l'acquisto di Ibrahimovic, hanno trovato un totem che sta aiutando Pioli a risalire la classfiica, il polacco andando all'Hertha Berlino è salito su una vera e propria montagna russa. Nel primo mese e mezzo con l'ex numero 9 del Milan, Die Alte Dame, la 'vecchia signora' del calcio tedesco, ha vissuto moomenti critici alternati a profondi sospiri di sollievo. E il numero 7 è stato protagonista a fasi alterne.
Sì, 7. Piatek ha abbandonato quel maledetto 9 con cui al Milan non è riuscito a convincere ed è ripartito con un nuovo numero sulla schiena. L'avventura è iniziata alla grande, visto che alla prima da titolare ha anche trovato il goal, contro lo Schalke 04 in DFB-Pokal. Klinsmann si è affidato a lui da subito, visto che lo aveva fatto giocare anche il giorno dopo l'ufficialità dell'acquisto, anche se solo per uno spezzone uscendo dalla panchina. Il suo approccio con il calcio tedesco, insomma, sembrava convincente. Così come il primo tempo dell'Hertha a Gelsenkirchen.
Dopo quel goal di Piatek, del momentaneo 0-2, nel club berlinese qualcosa si è inceppato. Prima la rimonta subita dallo Schalke e la qualificazione persa, poi la pesante sconfitta interna col Mainz per 1-3 in Bundesliga, infine le dimissioni di Klinsmann e la promozione del suo vice Nouri a capo allenatore. Tutto nel giro di una settimana. In particolare il cambio in panchina e l'addio rumoroso di Klinsmann, che ha portato a diverse polemiche e dubbi sul futuro, non ha aiutato a stabilizzare l'ambiente.

Piatek, intanto, era già diventato un titolare. Anche con il cambio di guida tecnica ha mantenuto il suo ruolo, giocando in coppia con Matheus Cunha, classe 1999 e altro colpo invernale dell'Hertha.
Da lì, però, per Piatek si è fermato. Quelle occasioni e giocate che alla prima contro lo Schalke sembravano facili, sono diventate più complicate. Il punto più difficile è stato il primo tempo contro il Fortuna Düsseldorf, dopo tre partite senza mai trovare la via del goal: due occasioni enormi a tu per tu col portiere, malamente divorate. Certo, poi è arrivato il parziale riscatto con il rigore che ha chiuso la rimonta da 0-3 a 3-3. La prestazione, però, non poteva ancora definirsi positiva. Così come le scorse.
Lo specchio del momento del polacco - ma più in generale di tutto l'Hertha - è la sostituzione nel finale contro il Werder Brema, al termine dell'ennesima rimonta per evitare una sconfitta dura - come è successo contro il Colonia: 0-5 all'Olympiastadion. Il bilancio per Piatek al momento è di 23 tiri totali, di cui sette in porta, due goal (di cui uno su rigore), una vittoria e quattro sconfitte in un totale di sette partite. Non proprio l'avvio che né lui né l'Hertha sognavano. Anche se la stagione - seppur sospesa - è ancora lunga: il tempo per tornare il bomber implacabile di Genova c'è ancora.


