Per un regista che se ne va, un altro che arriva. Quando nel 2016 la Juventus ha acquistato Pjanic, in molti immaginavano che potesse essere lui l'erede di Andrea Pirlo, dopo un anno in cui quel ruolo di centrale del trio di centrocampo era stato coperto soprattutto da Marchisio. Così è stato, per quattro anni. Poi, quando le strade di Pirlo e Pjanic potevano incrociarsi, il destino ha voluto che il bosniaco fosse già ufficialmente del Barcellona. Il 'Maestro', nuovo tecnico bianconero, avrà comunque tra le mani un giocatore tecnicamente dotato e in grado di essere il riferimento della sua Juventus: Arthur Melo.
Il brasiliano ha tutte le carte in regola per essere, di fatto, il 'Pirlo' di Andrea Pirlo. L'uomo a cui dare la palla, il giocatore tecnico che a centrocampo tutti cercano. Con caratteristiche diverse e forse anche una posizione diversa in campo. L'ex Barcellona e Grêmio giocherà probabilmente da interno del centrocampo a tre, qualora sia questo l'indirizzo tattico della nuova Juventus un po' più decentrato rispetto a quanto faceva Pirlo, che ha ridefinito il ruolo di regista. Ecco, la regia forse fa un po' meno al caso del brasiliano, bravissimo nel fondamentale del passaggio, lucido nel posizionamento e con ottima visione di gioco. In grado di mandare in porta i compagni, forse meno nel dettare i tempi alla squadra. Sempre col pallone tra i piedi.
Su di lui la Juventus ha investito una cifra significativa di oltre 70 milioni di euro, pensando di garantirsi una certezza a centrocampo non soltanto per la stagione 2020/21, ma quasi per una decina d'anni. Lui e Bentancur sono presente e futuro del centrocampo bianconero. Arthur, a differenza del compagno, ha un cartellino del prezzo ingombrante, il quarto più costoso nella storia della Juventus. Davanti a lui un podio composto da Cristiano Ronaldo, Gonzalo Higuain e Matthijs de Ligt. Per citarne giusto un paio, Gianluigi Buffon e Zinédine Zidane sono costati meno di lui. Responsabilità.
(C)Getty imagesA 24 anni, Arthur avrà le responsablità che al Barcellona in due stagioni non è mai riuscito ad avere. È stato un ottimo ingranaggio della macchina (72 presenze, 49 da titolare) ma mai il vero e proprio riferimento. Difficile esserlo al Barcellona, soprattutto se vicino a giocatori che i riferimenti lo sono per antonomasia, come Sergio Busquets o anche Frenkie De Jong. Lo è stato al Grêmio, condotto nel 2017 fino alla vittoria della Copa Libertadores. Lo è diventato nel Brasile di Tite: dal 2018, 20 presenze complessive. Vincendo la Copa America del 2019 da protagonista. In un ruolo che, con buona probabilità, sarà quello che ricoprirà alla Juve: interno di un centrocampo a tre.
Arthur è ora pronto a fare il salto di qualità definitivo, per affermarsi al top anche in Europa, dopo aver conquistato il Sud America. Lo potrà fare alla Juventus, con un maestro come Andrea Pirlo ad allenarlo. Uno che di eredi veri e propri non ne avrà mai, ma dal quale tutti sognano di ricevere preziosi consigli. Arthur avrà questo privilegio: il "Pirlo" di Pirlo, a 24 anni, è pronto a stupire.


