Con un comunicato diramato nella giornata di ieri, l'Atalanta ha reso noto il nuovo consiglio d'amministrazione della società, con tre ingressi importanti: Joseph Case Pagliuca, David Benjamin Gross-Loh, ma soprattutto Stephen Gerard Pagliuca, investitore statunitense a capo del gruppo che, negli scorsi mesi, ha acquisito il 55% delle quote della Dea.
E fin qui, nulla di strano: si tratta delle conseguenze dell'investimento della stessa cordata concluso il 19 febbraio scorso. Un "accordo di partnership", come si legge dalla nota, "tra la famiglia Percassi e un gruppo di investitori capitanati da Stephen Pagliuca". Ai Percassi, com'è noto, è comunque rimasto il 45%.
Una svolta: o almeno così è stata accolta da tutti. Lo step successivo rispetto a quanto costruito da una delle proprietà più concrete e lungimiranti del panorama calcistico italiano: cosa potrebbe andare storto?
Niente, considerato come Pagliuca abbia smentito l'eventuale cessione delle quote per puntare sul Chelsea:
“Desideriamo riaffermare l'impegno della nostra famiglia e dei nostri partner nei confronti dell'Atalanta e la nostra partnership con la famiglia Percassi. Siamo partner di lungo periodo ed entusiasti di continuare il successo del club".
Il co-presidente di Bain Capital, infatti, aveva diramato una nota in cui ha annunciato un'imminente offerta per i Blues, in vendita da settimane per la crisi tra Russia e Ucraina e le relative ricadute su Roman Abramovich.
"Alla fine di questa settimana presenteremo un'offerta sostanziale e credibile che ci aspettiamo soddisfi i requisiti e le nnorme della Premier League, del Governo del Regno Unito e della UEFA".
Pagliuca, nel suo comunicato, fissa anche i punti principali del suo progetto relativo al Chelsea: dagli investimenti strategici alla salvaguardia della tradizione dei Blues, passando per la riqualificazione di Stamford Bridge. Insomma, idee concrete, ma proseguo dell'avventura con l'Atalanta confermata.


