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ERLING HAALAND NORWEGENimago

Nove goal contro l'Honduras: l'incredibile storia di Haaland iniziò un anno fa

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Se cercate sui motori di ricerca qualcosa a proposito di Braut Erling Haland e dei nove goal segnati contro l'Honduras, uscirà fuori una lunga lista di pezzi su chi fosse il norvegese, clamorosamente figlio d'arte e doppiamente clamorosamente capace di segnare una tale caterva di reti in soli novanta minuti. Un anno dopo quello straordinario evento un appassionato calcistico non ha bisogno di sapere chi sia.

Veniva chiamato ragazzone, si ricordava l'episodio più famoso della carriera del padre contro Roy Keane, si evidenziava il doppio legame con Inghilterra e Norvegia sfociato poi però nell'amore indisollubile con la patria del padre e non con il luogo di nascita di baby Haaland. Che di baby allora, ed ora, aveva solo l'età, e non di certo il fisico.

30 maggio 2019, Mondiale Under 20. Quel torneo che una volta sì e l'altra anche mostra al mondo dei campioncini che si riveleranno tali anche tra i grandi. Quel torneo che una volta sì e l'altra pure attira i tifosi con le sue sirene prima che i giovani calciatori mostrino una natura deludente nel lungo periodo. Non tutti del resto possono diventare Haaland. Erling sì, perchè diventare Haaland era il suo destino.

Fase a gironi, gruppo C. Uruguay, Nuova Zelanda, Norvegia e il già malcapitato sulla carta Honduras, che si rivelerà essere tale. Zero punti, zero goal subiti, zero sorrisi dopo essere stato travolto dal treno Haaland, autore di nove delle diciannove reti incassate dalla giovane Nazionale centro-americana nel torneo di categoria.

Haaland comincia al 7', raddoppia al 20', vedendo il compagno Ostigard segnare il tris che chiude la partita alla mezzora. Ma Erling è sempre lì, esageratamente rapace, su ogni pallone, cross e respinta, tanto da siglare altri due goal prima dell'intervallo. Insieme ad Hauge e Markovic, nella ripresa, saranno altre cinque le sue marcature.

Nove reti che fanno la storia e generano quella di Haaland, che dovrà dimostrare nei prossimi anni di non aver avuto solamente un anno a dir poco fantascientifico. Perchè dopo l'Honduras sono arrivate le squadre austriache, di Champions League e Germania. Tutte spazzate via dal classe 2000 più forte sulla faccia della terra.

41 goal in 36 presenze, condite anche da dieci assist. Le nove reti al Mondiale, in una sola gara, sono state ormai dimenticate per far spazio ad altri numeri ancora più assurdi e pazzeschi. Per un ragazzo che a luglio compirà vent'anni e continuare a fare la storia e creare la sua.

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