"Tu vedi male se lo giudichi solo in base ai goal e agli assist".
Arne Slot, allenatore dell'AZ, aveva ragione quando ha sottolineato che in Myron Boadu c'era di più rispetto a quanto dicevano i numeri.
Le aspettative su di lui sono alte da quando il giovane attaccante ha iniziato a segnare con le riserve dell'AZ all'età di 15 anni, ma i grandi club lo seguivano da tempo.
Ora ha 18 anni e continua a segnare per divertimento, trovando sempre più spazio nel club di Alkmaar.
Affiancato dalle ali Oussama Idrissi – un fantastico dribblatore e una minacca continua dalla sinistra – e dal ventenne Calvin Stengs – un altro dei giovani più talentuosi d'Olanda – a destra, Boadu si inserisce perfettamente al centro di un trio rapido e imprevedibile che in pochi possono fermare.
L'AZ attacca con molti giocatori, i terzini spingono mentre i centrocampisti supportano la manovra bilanciando il gioco e fornendo altre opzioni.
Boadu si posiziona a ridosso dei difensori centrali pronto a sfruttare lo spazio alle loro spalle per liberare la sua velocità e attaccare direttamente la porta. Se i compagni hanno bisogno, rientra ma si fa trovare sempre pronto in area quando arriva il momento.
Il suo ritmo e il suo continuo movimento lo rendono impossibile da fermare per gli avversari, mentre il suo controllo di palla e suo tiro tagliente lo rendono letale davanti alla porta.

"Myron può anche esercitare una pressione molto aggressiva e lavorare sodo per la squadra", ha aggiunto Slot.
Insieme alle ali, Boadu ha ispirato alcuni incredibili risultati dell'AZ in questa stagione. Finora ha realizzato 10 goal in 15 partite di campionato ed è stato fondamentale per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta dell'Europa League.
Boadu aveva davanti ancora una lunga serie di difensori quando ha ricevuto la palla da Stengs nello scontro diretto col Feyenoord lo scorso settembre.
Lui ha creato lo spazio per se stesso e ha passato il pallone a Idrissi, che poi ha servito la sovrapposizione del terzino Owen Wijndal che ha crossato a centro area dove Boadu ha realizzato il primo goal di una partita poi vinta 3-0 in trasferta.
Nel frattempo ha mostrato alcune delle sue migliori doti nel mese di ottobre quando contro il PSV, nel giro di un minuto, ha realizzato i primi due goal del 4-0 finale.
E' stato l'inizio di una serie di 10 goal e tre assist in dieci partite in tutte le competizioni, incluso il goal per l'Olanda al debutto contro l'Estonia nelle qualificazioni di Euro 2020.
“Lui è così forte di fronte alla porta e così pericoloso in profondità,” ha detto il CT dell'Under 21 olandese Erwin van de Looi. “Ha quella capacità di segnare, è davvero un talento".
Getty ImagesDovrà stare attento a fare a meno di alcune cattive abitudini. Ha rimediato infatti un paio di cartellini rossi, il più recente dei quali lo vedrà guardare da fuori la sfida giovedì con il Manchester United all'Old Trafford.
Si tratta di comunque di un giocatore giovane, che ha già ammesso di aver bisogno di lavorare sulla propria testa. Il talento di Boadu, comunque sembra così naturale da sembrare di essere nato per giocare a calcio.
Cresciuto a Bijlmer - non lontano dallo stadio dell'Ajax - ha trascorso i suoi primi anni giocando a calcio più che poteva in strada e persino in casa con suo fratello Reginald. Ha finito per aggregarsi alla squadra di suo fratello, l'FC Bijlmer, e all'età di 10 anni ha capito che il calcio era la sua vocazione.
L'Ajax voleva prenderlo quando aveva 12 anni, ma lui scelse l'AZ, emergendo nel suo vivaio in pochissimo tempo. L'Arsenal ha quindi cercato di portarlo in Inghilterra, ma Boadu sapeva che il modo più veloce per giocare regolarmente era ad Alkmaar.
"Non dimenticherò mai il momento in cui sono salito sull'aereo per Londra - ha detto - Ho pensato: 'Questo potrebbe essere un giorno importante nella mia vita'. Se avessi detto di sì, ciò avrebbe avuto conseguenze di grande portata per la nostra famiglia. È stato interessante, ma ho ricevuto un'ottima offerta anche dall'AZ".
"Ora sto giocando in prima squadra. Non so se sarebbe stato così all'Arsenal: lì avrei giocato con ragazzi della mia età, il che non mi piaceva. Non mi sono mai pentito di aver detto di no. Sapevo quanto fossi bravo all'AZ e l'Ajax ha dovuto convincermi. Non c'è riuscito. E non ci sono riusciti nemmeno altri club".
Niente poteva impedirgli di realizzare il suo sogno, nemmeno gli infortuni. Myron stava già assaporando la prima squadra a 16 anni, ma un problema al ginocchio lo ha messo fuori combattimento fino all'ultima giornata della stagione 2017/18.
È stato inserito nella squadra da John van den Brom all'inizio della stagione successiva, segnando tre goal nelle sue prime cinque partite di Eredivisie, ma un problema alla caviglia lo ha messo da parte per sette mesi.
Boadu non ha però perso il ritmo, il controllo o l'istinto di fronte alla porta e alla fine sta brillando. Sono 39 le presenze in prima squadra, con 19 goal e 15 assist. La sua carriera ai massimi vertici è appena iniziata.


