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Dybala Morata mixGetty Images

Morata si prende la Juve, Dybala scalpita: Pirlo ora deve scegliere

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L’abbondanza nel calcio è una risorsa, ma a volte può diventare anche un problema. E può essere un’insidia per allenatori alle prime armi. Come può essere Andrea Pirlo, uno che a curriculum da tecnico ha alle spalle soltanto quattro panchine, anche se gli spogliatoi, specialmente quelli di squadre di altissimo livello, li conosce. Un tecnico in evoluzione e costruzione. Un po’ come è la sua Juventus, una squadra in pieno divenire e che deve ancora conoscersi al completo. Quando arriverà quel momento, il tecnico bianconero dovrà fare delle scelte pesanti nel reparto d’attacco.

La doppietta di Alvaro Morata contro la Dynamo Kiev ha dato l’impressione che lo spagnolo sia quel ‘nove’ tanto agognato che Pirlo sognava e desiderava. Bottino di primissimo piano in Champions League e negli ultimi 180 minuti, tra Crotone e Kiev: tre reti, un palo e un goal annullato per un centimetro. Numeri da titolare, non da alternativa. Da protagonista. Quel ruolo che desidera avere anche Paulo Dybala, rientrato dopo i problemi muscolari e di salute che non gli hanno dato pace negli ultimi due mesi.

L’attacco bianconero, però, non si limita allo spagnolo e all’argentino, ma abbonda di risorse e talento da mettere a contorno di Cristiano Ronaldo. Ci sarebbe anche Chiesa, anche se il suo ruolo sembra ormai quello di esterno a tutta fascia in fase offensiva, quando la Juventus si imposta con il 3-4-3, e da esterno di sinistra o destra quando si forma il 4-4-2 in fase difensiva. Un ruolo che sembra ritagliato perfettamente per le sue caratteristiche.

juventus-morata(C)Getty Images

Presto in quella posizione potrebbe apparire anche Dejan Kulusevski, perché con il rientro di Dybala e Ronaldo, più il rendimento di Morata, gli spazi in attacco si fanno inevitabilmente ristretti. E se finora lo svedese ha giocato soprattutto nei mezzi spazi, specialmente muovendosi sul centro-destra, il suo futuro potrebbe essere come alternativa a Chiesa o a Cuadrado, a seconda di come Pirlo vorrà impostare la fase difensiva.

In più c’è Aaron Ramsey, che il tecnico vede più nei tre d’attacco che nei due in mezzo. In passato nell’Arsenal ha ricoperto anche il ruolo di mediano, oggi però la sua creatività e i suoi movimenti sembrano essenziali per dare imprevedibilità all’attacco bianconero. Non un caso che il primo goal di Morata a Kiev nasca da un suo colpo di tacco, così come Kulusevski nel primo tempo sfiori il goal di tacco dopo un’invenzione del gallese. Per questo Pirlo lo utilizza costantemente nel tridente, sfruttando anche le sue doti tattiche e le scalate in posizione di esterno quando i bianconeri si schierano in fase difensiva.

Il rendimento di Ramsey, che in estate qualcuno dava per partente o comunque in secondo piano nel progetto Juve, apre così grandi punti interrogativi nella Juventus del domani, quella senza problemi fisici o defezioni. Perché i posti sono tre, ma i pretendenti sono cinque. O meglio, quattro per due posti, più CR7: Dybala e Morata, Kulusevski e il gallese. Il calendario lungo e compresso lascerà spazio a tutti, in una stagione nella quale conterà più di ogni altra cosa la capacità di gestire la profondità della rosa. Per le grandi occasioni, però, quelle in cui servirà il celebre ‘Onze de gala’ come dicono in Spagna, Pirlo sarà chiamato a prendere decisioni pesanti. Anche se potrà sempre contare sull’opportunità dei cinque cambi. Insomma, in questo caso l’abbondanza sembra essere davvero una risorsa. Sta al tecnico gestirla nella maniera migliore.

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