La sua gara d'esordio con la Salernitana, contro lo Spezia, lasciava già presagire qualcosa: un segnale importante verso un futuro tutto da decifrare, un po' come il suo recente passato. Complicato, a tratti difficilissimo dal punto di vista calcistico.
Simone Verdi è tornato, questa volta davvero: perché al di là della doppietta alla prima con i granata c'è stato ben altro, soprattutto nelle ultime giornate, dall'arrivo di Davide Nicola in panchina.
Chi ha storto il naso per la sua gestione si è dovuto ricredere: l'allenatore della Salernitana sa come rilanciare i suoi. Lo ha sempre fatto, d'altronde, in carriera: con Verdi non è stato diverso.
Anche perché lo aveva già avuto al Torino, nel corso della sua esperienza nella seconda parte della stagione 2020/21: insomma, lo conosceva.
Lui lo ha ripagato con 3 goal nelle ultime 5 in Serie A, tutti pesantissimi contro Udinese, Venezia e Cagliari, al netto della delusione finale. E', partita dopo partita, il simbolo del riscatto della Salernitana: per come e quanto corre, per l'intensità messa in campo. Per tanti motivi.
Nessuno sa se i granata riusciranno a salvarsi o meno: questo solo il futuro potrà dirlo. Certo è che dopo essere finito ai margini del Torino tutto questo non può che far sorridere.
Per questo motivo, quel che il presente può raccontare è l'ennesima rinascita sportiva di un giocatore dal potenziale importante che avrebbe potuto dire tanto altro. Ma a 29 anni (30 a luglio) c'è ancora tempo.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)

