Faceva il portiere, da giocatore: nulla di riportato ufficialmente, ma il fisico è quello. Ha braccia forti, Vanni Sartini, tanto da poter sostenere il peso della sfida sin dalle prime esperienze nel mondo del calcio, quando il Settore tecnico di Coverciano gli affida diversi compiti al Centro studi.
Un impegno importante che lo ha portato in giro a scoprire il suo sport e a studiare, migliorare, evolversi, prima della svolta: prima di quel 2016 che lo ha visto trasferirsi negli Stati Uniti come collaboratore della federazione americana nella formazione di giovani allenatori. E' lì che la sua carriera cambia.
Oggi Vanni Sartini è ottavo in classifica con i Vancouver Whitecaps in MLS: da un anno guida la prima squadra, dopo l'esonero di Marc Dos Santos e dopo aver guidato le selezioni giovanili. L'ha condotta ai Playoff, tra gli applausi generali ed è stato riconfermato.
Una svolta culminata nel sorriso del triplice fischio della sfida contro il Los Angeles FC al BC Place: perché è vero, gli ospiti non erano ancora al completo. Mancano Giorgio Chiellini e Gareth Bale, nuovi acquisti, ma la storia va comunque raccontata.
I capolisti della Western Conference, alla fine, sono caduti proprio contro i canadesi di Sartini: e anche qui, intreccio interessante.
A regalare il successo all'allenatore italiano un giocatore che dall'Italia ci è passato: Andreas Cubas. All'89' c'è una cattiva uscita in disimpegno del Los Angeles, il paraguaiano ne approfitta e batte il portiere ospita con un destro da fuori, consegnando la vittoria ai suoi.
Anche la sua storia è particolare: a gennaio del 2017 il Pescara lo preleva dal Boca Juniors in prestito e lo fa esordire contro l'Inter nel 3-0 di San Siro.
Oddo lo schiererà solo per quei 6 minuti: poi il nulla. Giocherà nel Defensa, nel Talleres e nel Nimes, prima di trasferirsi, ad aprile, in MLS e regalare un'altra gioia a Sartini. Un italiano in Canada che batte la squadra di Chiellini.
