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Franck Kessié Il PresidenteGoal

Il Milan, Pioli e i piani per la 'rielezione': "Il Presidente" Kessié ora è intoccabile

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“Happy birthday, Mister President”: no, non si parla di Marilyn Monroe e della sua celebre, iconica performance canora al Madison Square Garden per augurare buon compleanno all’allora presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy, che da lì a pochi giorni avrebbe spento 45 candeline. “Buon compleanno, Presidente” sarà probabilmente il leit-motiv della giornata odierna a Milanello, dove si festeggiano i 24 anni di Franck Kessié, o come lo chiamano da quelle parti, ‘Il Presidente’, uno dei grandi leader del Milan di Pioli.

Alla quarta stagione in rossonero, l’ivoriano ha consolidato il suo status di imprescindibile, raggiungendo un’incredibile continuità di rendimento e una sempre più evidente maturità nelle scelte di gioco, fattori che gli erano probabilmente mancati negli anni scorsi. L’arrivo di Pioli è stato di fatto il ‘turning point’ della carriera di Franck, da sempre molto stimato nell’ambiente rossonero ma fino al pre-lockdown considerato potenzialmente sacrificabile davanti ad una grossa offerta. Evenienza che oggi non viene neanche presa in considerazione dal management rossonero, conscio dell’oggettiva difficoltà nel reperire nel panorama internazionale un giocatore con queste caratteristiche tecniche e fisiche e di tale spessore in termini di leadership.

“Mi chiamano Il Presidente perché sono il presidente della squadra, il capo dello spogliatoio”.

E anche solo pensare di poter ambire a tale appellativo avendo Zlatan Ibrahimovic come compagno deve far riflettere sul peso e sul carisma dell’ex centrocampista dell’Atalanta.

Ci avevano visto lungo in questo caso Fassone e Mirabelli, che nella pazza estate 2017, chiusa con una spesa totale di circa 240 milioni, avevano ritenuto opportuno investire 32 milioni per il cartellino di Kessié, col senno di poi unica operazione da salvare di quella sessione insieme all’acquisto di Hakan Calhanoglu.

Per portare l’ivoriano al Milan fu necessaria un’accelerazione aggressiva, decisiva per strappare Kessié alla Roma. 3 Maggio 2017, oltre tre ore di meeting tra Fassone, Mirabelli, Percassi e Sartori per chiudere l’affare in tempi rapidi e superare la concorrenza dei giallorossi, che sembravano avere in pugno il giocatore da diversi mesi. Un'operazione che a Zingonia consideravano ormai solo da ratificare, come confermato nelle settimane precedenti anche dal Papu Gomez, che intervistato da una radio argentina si era sbilanciato in maniera netta. 

"Credo che Kessié lo abbiano venduto alla Roma, ma è rimasto ancora con noi un altro anno".

Kessie RomaGoal

Sorpasso perfezionato invece dal Milan pochi giorni più tardi, a margine della sfida di campionato contro l'Atalanta, in virtù della ferra volontà di Franck di vestire i colori rossoneri e di sposare il progetto di rinascita del Diavolo.

Tre anni dopo per Kessié quella maglia è diventata “una seconda pelle, un orgoglio per me e per la mia famiglia”, come spiegato in una recente intervista alla BBC. Ma per rimettere le cose nella giusta carreggiata, dopo diversi mesi di alti e bassi (e qualche episodio fuori dalle righe), è stato necessario l’incontro con Pioli, che con polso, saggezza e lungimiranza ha permesso a Franck di fare quello step in avanti per diventare un top player nel suo ruolo. Ruolo che l’allenatore rossonero ha cambiato all’ivoriano: non più mezzala destra, chiamato a un lavoro box-to-box, ma mediano in coppia con Bennacer, agendo sul centro-sinistra, in una zona per certi versi simile a quella occupata ai tempi dell’Atalanta. Posizione che ha esaltato il senso tattico di Kessié e contribuito a migliorare la sua capacità di leggere le situazioni.

Decisivo è stato però il lavoro di Pioli anche dal punto di vista mentale e motivazionale. L’esclusione dalla lista dei convocati per la gara contro la Juventus nel novembre del 2019 è stato uno dei momenti chiave nel percorso di crescita di Franck, la cui importanza è stata più volte sottolineata dal tecnico nel corso di questi mesi.

“Con Kessie c’è stato qualche problema all'inizio, poi ci siamo capiti e ora è indispensabile per il mio Milan. E poi è sempre positivo anche nei momenti difficili della gara, i compagni glielo riconoscono”.

Non a caso, una volta smarcate le priorità legate ai rinnovi di Donnarumma e Calhanoglu, per Maldini e Massarà sarà fondamentale blindare Kessié, il cui attuale contratto scade a giugno del 2022. Maxi-prolungamento e ingaggio praticamente da raddoppiare rispetto ai 2.2 milioni attualmente percepiti dall’ivoriano, che non ha mai nascosto di voler restare ancora a lungo al Milan, nonostante non sia un segreto che, oltre a diverse squadre inglesi, al 'Fan Club Franck Kessié' sono iscritti da tempo anche Conte e Gattuso: ma l’intenzione di tutti a Casa Milan è assicurare al Presidente una più che meritata rielezione.

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