Meteora a Crotone, star in Bundesliga: Moussa Diaby è diventato l'idolo del Leverkusen

Commenti()
Moussa Diaby Leverkusen 23022020
Getty
Lo scorso anno ha vinto il titolo con il PSG, ora al Bayer è nata la 'Diaby Army' per celebrarlo. E ha alle spalle anche 69 minuti in Serie A.

Sempre più spesso l'indicatore dell'hype intorno a un nuovo acquisto è dato da quanto se ne parla sul web, Twitter in particolare se si parla di Bundesliga. Ancora più in particolare se si parla di Bayer Leverkusen, uno dei club, big a parte, con il maggior seguito e i follower più attivi. Per Moussa Diaby, ad esempio, l'hype era già alle stelle, tanto che già poche ore dopo il suo acquisto era nata la 'Diaby Army'. Una sua foto era addirittura diventata l'immagine del profilo dell'account inglese del Bayer, il primo utente di Twitter a cavalcare l'hashtag #DiabyArmy, creato da alcuni tifosi.

Certo, da un lato ci sta: si parlava di un giocatore che l'anno prima aveva giocato 34 partite con il PSG. Uno dei più grandi talenti usciti dal vivaio del club della capitale francese, venduto a soli 15 milioni per questioni di fair play finanziario - sorte che l'estate scorsa è toccata a quasi tutti i giovani cresciuti nella società dello sceicco Al Khelaifi. Ci sono anche i meriti del club tedesco nell'aver riconosciuto un grande talento. Quello che, tra gennaio e maggio 2018, ha faticato imporsi in Serie A.

Sì, Moussa Diaby ha un passato in Italia, nel massimo campionato. A credere in lui - almeno nei piani iniziali - è stato il Crotone: prestito di 6 mesi per un giocatore che aveva impressionato anche in Youth League. In Calabria qualcosa non è andato per il verso giusto: Diaby, classe 1999, ha pagato la poca esperienza a livello professionistico e ha vissuto quasi di sola panchina.

Soltanto in quattro weekend, anzi, tre più un'infrasettimanale, ha potuto mettere piede in campo. In due di questi casi, però, lo ha fatto con la Primavera: a inizio febbraio contro il Foggia (goal e assist) e a fine marzo contro il Palermo. In Serie A, invece, soltanto 6 minuti da subentrante contro il Genoa e un'altra partita da titolare, e che partita: contro la Juventus allo Scida, nell'1-1 finale firmato anche dalla rovesciata di Simy. Zenga lo schierò ala destra nel 4-3-3 e con le sue accelerazioni non fece vivere ad Alex Sandro 63 minuti di pura tranquillità, come il brasiliano pensava.

Ecco la Goal 50: i migliori 50 giocatori al mondo

Diaby Crotone Alex Sandro Juventus Serie A

Da lì, però, non ebbe più fiducia e tornò di fisso in panchina, in una stagione che il Crotone concluse con la retrocessione in Serie B. A complicare il percorso furono la poca esperienza dell'allora 18enne e anche una questione linguistica, scoglio oltre al quale anche Walter Zenga ha inizialmente fatto fatica ad andare.

“Moussa non parla né italiano né inglese, e io il francese non lo mastico. Ho comprato un corso di francese e ho cominciato a imparare quelle parole che possano servire per aiutarlo. È un acquisto in prospettiva, se poi riuscirà a darci una mano ben venga”.

A Leverkusen, invece, tra il Bayer e Diaby è stato una specie di amore a prima vista. Il suo arrivo è stato accolto con tanta aspettativa, tanto che, per l'appunto, è nata la #DiabyArmy. E ad ogni goal nelle amichevoli pre-stagionali l'hype cresceva sempre di più. Lo ha smorzato un po' - almeno inizialmente - Peter Bosz, che il posto da titolare gliel'ha fatto sudare fino al 23 novembre, data in cui ha esordito dal 1' dopo aver giocato solo 6 spezzoni di partita. A convincere l'olandese, le accelerazioni nel secondo tempo contro il Wolfsburg.

Da quel momento in poi Moussa Diaby ha sempre messo piede in campo, in ogni partita in cui è stato disponibile. 26 volte da titolare, oppure come soluzione dalla panchina, per un totale di 38 presenze. Bosz è stato ripagato con 8 goal, 8 assist e prestazioni sempre in crescendo. Il meglio lo ha dato tra febbraio e marzo quando ha realizzato 4 reti e 4 assist, facendo la differenza: in quest'arco temporale la squadra ha vinto 9 delle 11 partite disputate. Grazie anche alle sue accelerazioni su entrambe le fasce (gioca indifferentemente a destra o a sinistra), ai suoi dribbling e anche alla sua capacità di accompagnare l'azione.

Oggi Diaby è un punto fermo di un Leverkusen che sfida l'Inter e punta a vincere l'Europa League (è stato decisivo contro il Porto e contro i Rangers) per tornare poi a imporsi in Champions League. Con Kai Havertz pronto a partire in estate, il Bayer si prepara a eleggere un nuovo fuoriclasse. La  candidatura di Diaby (la cui valutazione ha già scollinato oltre i 30 milioni), che può arrivare fino alla nazionale francese, è forte. E chissà cosa stanno pensando a Crotone.

Chiudi