Anno dopo anno, stagione dopo stagione, Lionel Messi ci ha abituati a mettere insieme numeri ai limiti della realtà. Nel 2012 toccò probabilmente il suo punto più alto arrivando a segnarne 91 da gennaio a dicembre. Nella Liga scollina perennemente oltre i 30 all’anno, a volte toccando o superando anche quota 40. Numeri fuori da ogni logica a cui la ‘pulce’ ha ormai abituato. Eppure, quest’anno, tra infortuni e un rendimento in generale inferiore anche a livello di squadra, anche il numero 10 argentino del Barcellona sta vedendo i suoi numeri - comunque spaventosi - in calo.
Dopo 27 giornate di campionato, Messi ha segnato “solo” 19 goal, a fronte di 22 presenze, 21 delle quali da titolare. I problemi fisici che lo hanno limitato a inizio stagione hanno portato a un logico abbassamento delle statistiche rispetto alla sua media - anche se il numero degli assist è in crescita: ha già superato la doppia cifra. In quanto a goal in campionato, secondo i dati ‘Opta’ l'ultima volta che ha segnato meno è stato nella stagione 2013/14. In quell’annata dopo 27 giornate era fermo soltanto a quota 15 con 20 partite giocate, prima di accelerare nel finale e raggiungere quota 28. Rush finale comunque non sufficiente per strappare il titolo all’Atlético Madrid.
Negli ultimi tre anni a questo punto della stagione è sempre stato sopra i 20, mentre nel 2016 aveva la stessa identica media di ora: 19 goal in 22 partite. Il meglio lo ha dato nel 2012, 2013 e 2015: sempre oltre quota 30, arrivando anche a 40 nel 2012/13. Numeri mostruosi.
Quest’anno, invece, Messi è un po’ più umano. Soprattutto in trasferta: ha segnato soltanto tre goal nella Liga lontano dal Camp Nou, contro Eibar, Levante e Atlético Madrid. Nelle ultime 11 stagioni ha sempre raggiunto la doppia cifra. Difficile che quest’anno possa accadere, anche se con Leo mai dire mai.
Per ora, comunque, l’argentino può ancora vantare il primo posto nella classifica del Pichichi della Liga, con un buon margine di distanza sul principale inseguitore Karim Benzema, arrivato finora a 14. Capocannoniere, ma coi numeri in calo. Di certo non avere più la concorrenza di un’altra macchina da goal come Cristiano Ronaldo ‘facilita’ la corsa verso il premio di miglior marcatore. Dovesse vincerlo, peraltro, sarebbe il settimo: sarebbe un record assoluto. Per ora condivide il primato con il leggendario Telmo Zarra.
(C)Getty ImagesAnche il Barcellona a 11 giornate dalla fine della Liga può godersi il primato con due punti davanti al Real Madrid, anche se i numeri della stagione di Valverde/Setién - a proposito, l’ultimo cambio in corsa era stato nel 2003 - sono i peggiori da diversi anni a questa parte. Era dalla prima annata con Rijkaard in panchina, 2003/04, che dopo 27 partite i blraugrana non concedevano 31 goal. E le sconfitte sono già cinque: dalla stagione 2008/09 in avanti, ovvero dall’inizio dell’era Guardiola, tale quota non è mai stata superata.
La corsa comunque è accesa: 58 punti per il Barcellona, 56 per il Real Madrid. Divertimento assicurato, anche se sicuramente non ci saranno corse folli verso i 100 punti come è spesso capitato nell’ultima decade. Tutt’altro: era dalla stagione 2006/07 che la coppia di testa della Liga non aveva numeri così al ribasso, da quando Barça e Siviglia avevano 52 punti a testa. Quell’anno Messi aveva segnato solo 7 reti in 15 partite. Come cambiano i tempi.


