Dopo aver agevolmente superato la Grecia a domicilio, conquistando così la terza vittoria in tre partite di qualificazione, l'Italia va a caccia del poker contro la Bosnia, all'Allianz Stadium di Torino. Match presentato da Roberto Mancini nella classica conferenza stampa della vigilia.
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"Qualche cambio ci sarà, però non tantissimi. Oggi è in programma l'ultimo allenamento, quindi valuteremo".
In Grecia sono andati a segno tre giocatori diversi: non una novità. Così come non è una novità il fatto che l'Italia non abbia ancora trovato in maniera definitiva un centravanti capace di trasformare costantemente in goal una manovra sempre brillante.
"Ma i goal arriveranno, non è una cosa normale. La cosa più importante è che la squadra giochi bene, poi le reti degli attaccanti diventano decisive nelle gare che contano. Belotti ad Atene ha fatto bene con l'assist per Barella".
L'avversario di domani sera sarà la Bosnia di Miralem Pjanic, che sabato ha perso a sorpresa in casa della Finlandia allontanandosi dal primo posto.
"Rimangono una candidata forte per qualificarsi, penso che il ko sia stato solo un episodio. Pjanic? E' un giocatore che fa girare la squadra".
Completato un anno dal suo arrivo sulla panchina dell'Italia, Mancini può tracciare un primo bilancio.
"Io sono sempre rilassato. Sono qui perché mi diverto, mi piace allenare questi giocatori. Sono tutti bravi e di qualità".
Ancora sulle scelte in vista della gara contro la Bosnia, Mancini non anticipa nulla ma conferma di voler attendere ancora qualche ora per prendere una decisione definitiva.
"Questo è il tasto più dolente, perché dovrò cambiare qualcosa e con giocatori così bravi non è facile decidere. Belotti ancora titolare? Vedremo negli allenamenti di oggi e di domani mattina".
L'argomento si sposta poi su un'Italia che finalmente diverte dopo il disastroso biennio con Ventura. Guai, però, a sottovalutare la Bosnia.
"Dopo la delusione della mancata qualificazione ai Mondiali credo ci sia stata una spinta in più. Però basta tornare indietro di qualche giorno, la Turchia non è molto più forte della Grecia e ha battuto la Francia... Se non si dà sempre il massimo si rischia".
Chiusura con il rientro in Italia di Antonio Conte e con quello, molto probabile, di Maurizio Sarri. La Serie A si prepara a riaccogliere due dei suoi tecnici più bravi.
"Io ho sempre considerato gli allenatori italiani i più bravi a livello tattico, grazie agli insegnamenti di Coverciano. E quindi è un bene per il calcio italiano che tornino in Serie A".
